La dieta di mantenimento serve a stabilizzare il peso raggiunto, evitando sia di riprendere i chili persi sia di continuare a dimagrire.
L’obiettivo è mangiare in modo equilibrato, adattando le quantità a ciò che consumi durante la giornata e mantenendo abitudini sane e attività fisica regolare.
In questa fase, il numero di calorie da assumere cambia da persona a persona: il fabbisogno dipende da età, sesso, peso, altezza e livello di attività.
Vediamo quindi come funziona la dieta di mantenimento, cosa mangiare e un esempio di menù da circa 1700 calorie.
Dieta di mantenimento: cos’è e come funziona
E’ un regime alimentare pensato per mantenere stabile il peso nel tempo. Può rappresentare la fase successiva a una dieta ipocalorica, una volta raggiunto il peso desiderato, oppure semplicemente un modello alimentare adeguato al proprio fabbisogno energetico.
A differenza di una dieta dimagrante, non prevede un deficit calorico: l’obiettivo è raggiungere un equilibrio tra le calorie introdotte con l’alimentazione e quelle consumate durante la giornata.
Dopo un percorso di dimagrimento, l’apporto calorico viene quindi gradualmente adeguato al nuovo fabbisogno, continuando a seguire un’alimentazione varia ed equilibrata. Questo permette anche di consolidare le abitudini acquisite durante la dieta e renderle sostenibili nel tempo.
La dieta di mantenimento, quindi, non serve a perdere altri chili, ma a stabilizzare il peso raggiunto senza tornare alle vecchie abitudini alimentari.
Nel video, il dott. Traversetti spiega in modo semplice che cos’è la dieta di mantenimento, perché è importante seguirla dopo aver raggiunto il peso forma e come aiuta a mantenerlo stabile nel tempo.
Perché è importante seguire la dieta di mantenimento
L’obiettivo non è continuare a sentirsi a dieta, ma imparare a gestire quantità, frequenza dei pasti e scelte alimentari in modo più flessibile, mantenendo comunque un buon equilibrio.
Per questo la dieta di mantenimento rappresenta soprattutto una fase di educazione alimentare: aiuta a passare da un percorso finalizzato alla perdita di peso a uno stile alimentare sostenibile nel tempo.
Le calorie aumentano rispetto alla fase ipocalorica, ma vengono regolate in base al peso raggiunto, al livello di attività e alle caratteristiche individuali.
L’obiettivo è trovare un equilibrio che permetta di mantenere il peso stabile nel tempo.
Quante calorie servono per mantenere il peso?
Non esiste un numero di calorie uguale per tutti. Per mantenere il peso stabile, l’apporto energetico dovrebbe essere adeguato al proprio fabbisogno quotidiano, che varia in base a età, sesso, peso, altezza e livello di attività fisica.
Dopo una dieta dimagrante, il fabbisogno può essere diverso rispetto a prima perché il corpo ha un peso e una composizione differenti. Per questo la fase di mantenimento va adattata alla nuova situazione, senza applicare automaticamente lo stesso schema calorico a tutti.
In pratica, le calorie vengono aumentate rispetto alla fase ipocalorica fino a raggiungere un equilibrio che permetta di mantenere il peso stabile nel tempo.
Un menù da 1700 calorie, quindi, può essere un esempio utile, ma non rappresenta una quota adatta a chiunque.
Dieta di mantenimento: cosa mangiare
Nella dieta di mantenimento non servono alimenti particolari: l’obiettivo è continuare a mangiare in modo vario ed equilibrato, adattando quantità e porzioni al proprio fabbisogno.
La giornata può comprendere:
- Cereali e derivati, preferibilmente anche integrali.
- Verdura e frutta di stagione.
- Fonti proteiche come pesce, carne, uova, legumi e latticini.
- Grassi di buona qualità, come olio extravergine d’oliva e frutta secca.
- Acqua come bevanda principale.
Anche pane, pasta, riso, dolci o altri alimenti più calorici possono trovare spazio, purché inseriti con equilibrio nella giornata e senza tornare alle abitudini che avevano favorito l’aumento di peso.
La fase di mantenimento serve proprio a rendere l’alimentazione più flessibile, senza perdere l’equilibrio costruito durante il percorso dimagrante.
Esempi di dieta di mantenimento del peso da circa 1700 calorie
Un menù da 1700 calorie può aiutare a capire come organizzare i pasti durante la giornata, ma è solo un esempio: il fabbisogno energetico varia da persona a persona.
Di seguito trovi due proposte di dieta di mantenimento, una onnivora e una vegetariana.
Menù settimanale dieta onnivora
Ecco un esempio di menù settimanale onnivoro per la fase di mantenimento. Le quantità vanno adattate al proprio fabbisogno energetico.
Puoi prevedere uno o due spuntini durante la giornata, scegliendo ad esempio frutta fresca di stagione, yogurt o una piccola porzione di frutta secca.
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| Colazione | Pranzo | Cena | |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Muësli con yogurt. Caffè o tè. | Insalata di riso con pollo e verdure. Carciofi. Pane. | Filetto con peperoni rossi. Melanzane al pomodoro. Pane integrale. |
| Martedì | Fiocchi d’avena con yogurt. Caffè o tè. | Gnocchi zucchine e carote. Cipolle al forno. Pane. | Frittata con spinaci e zafferano. Funghi e patate al forno. Pane integrale. |
| Mercoledì | Yogurt, pane e marmellata. Caffè o tè. | Fusilli alle olive. Insalata di funghi e grana. Crackers. | Insalatona con speck e mela verde. Crackers. |
| Giovedì | Latte e biscotti secchi. Caffè o tè. | Risotto al nero di seppia. Radicchio rosso in padella. Pane. | Fave e feta. Broccoletti in padella. Pane integrale. |
| Venerdì | Latte, fette biscottate e miele. Caffè o tè. | Pasta al tonno. Carote in padella o bollite. Crackers. | Polpo in umido. Zucchine all’agro. Pane. |
| Sabato | Porridge. Caffè o tè. | Cous cous di verdure. Spinaci ai pinoli. Pane integrale. | Salmone e wok di verdure con salsa di soia. Pane. |
| Domenica | Latte e plumcake. Caffè o tè. | Pasta con le vongole. Bieta all’agro. Crackers. | Pollo al curry. Asparagi burro e parmigiano. Pane. |
Spuntino mattina, pomeriggio e sera. – Tutti i giorni: frutta fresca di stagione.
N.B.: Nella tua dieta personalizzata di Melarossa, puoi trovare le quantità degli ingredienti su misura per te.
Ecco il menù settimanale completo.

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Esempio di dieta di mantenimento: menù vegetariano
Anche il menù vegetariano può essere organizzato in modo vario, alternando cereali, legumi, tofu, seitan, uova e latticini come fonti proteiche.
Le quantità dipendono dal fabbisogno individuale e possono essere completate con uno o due spuntini durante la giornata.
| Giorni | Colazione | Pranzo | Cena |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Latte, fette biscottate e marmellata. Caffè o tè. | Orzo pomodori e olive. Caponata. Pane. | Tofu con peperoni rossi. Insalata mista. Pane integrale. |
| Martedì | Latte, pane e marmellata. Caffè o tè. | Zuppa di ceci. Melanzane in padella. Pane. | Fagioli all’uccelletto. Crema di barbabietola rossa. Pane integrale. |
| Mercoledì | Corn flakes con latte. Caffè o tè. | Trenette con carciofi e pomodoro. Zucchine ripiene alla soia Crackers. | Fagiolini e groviera. Crackers. |
| Giovedì | Yogurt e biscotti secchi. Caffè o tè. | Riso al tofu e peperoncino. Spinaci all’agro. Pane. | Ceci e zucchine. Carote alla julienne. Pane integrale. |
| Venerdì | Yogurt, fette biscottate e marmellata. Caffè o tè. | Pasta e zafferano. Peperoni in padella. Crackers. | Seitan al limone. Carciofi ripieni. Pane. |
| Sabato | Latte e biscotti secchi. Caffè o tè. | Carbonara vegetariana. Cicoria ripassata in padella. Pane integrale. | Melanzane alla parmigiana. Pane. |
| Domenica | Latte e brioche integrale. Caffè o tè. | Riso con zucchine. Cavoli all’agro. Crackers. | Burger di seitan. Gazpacho. Pane. |
Spuntino mattina, pomeriggio e sera. – Tutti i giorni: frutta fresca di stagione.
N.B.: Nella tua dieta personalizzata di Melarossa, puoi trovare le quantità degli ingredienti su misura per te.
Ecco un esempio di menù settimanale vegetariano.

Scarica il PDF del menù vegetariano e consultalo quando vuoi.
Come mantenere il peso dopo una dieta
Mantenere il peso dopo una dieta significa soprattutto evitare di tornare alle abitudini che avevano favorito l’aumento di peso.
Per riuscirci, può essere utile:
- Continuare a seguire pasti regolari e bilanciati.
- Mantenere porzioni adeguate al proprio fabbisogno.
- Non eliminare completamente gli alimenti più calorici, ma inserirli con equilibrio.
- Continuare a consumare frutta, verdura, cereali, legumi e fonti proteiche varie.
- Mantenersi attivi durante la settimana.
- Controllare il peso periodicamente, senza trasformare la bilancia in un appuntamento quotidiano.
Anche eventuali oscillazioni di pochi chili non significano necessariamente che il mantenimento stia fallendo: il peso può variare per liquidi, alimentazione, ciclo mestruale o cambiamenti nell’attività fisica.
L’obiettivo è quindi trovare un equilibrio sostenibile, che permetta di mangiare in modo più libero rispetto alla fase dimagrante senza perdere le abitudini costruite durante il percorso.
Differenze tra dieta ipocalorica e dieta di mantenimento
La differenza principale riguarda l’obiettivo.
La dieta ipocalorica prevede un apporto energetico inferiore al fabbisogno e viene utilizzata per favorire la perdita di peso. La dieta di mantenimento, invece, ha lo scopo di stabilizzare il peso raggiunto, adeguando gradualmente le calorie al nuovo fabbisogno.
Nel percorso Melarossa, il passaggio al mantenimento avviene dopo aver raggiunto l’obiettivo di peso e comunicato il risultato attraverso il check del peso.
Le calorie vengono quindi aumentate rispetto alla fase dimagrante e adattate alla nuova situazione, in modo da accompagnare gradualmente verso un’alimentazione più libera ma ancora equilibrata.
I menù di mantenimento possono essere seguiti anche nel lungo periodo: l’obiettivo è consolidare le abitudini acquisite e imparare a gestire l’alimentazione in modo autonomo e vario.
Dieta di mantenimento: errori da evitare
La fase di mantenimento non significa tornare improvvisamente alle abitudini precedenti alla dieta. Alcuni comportamenti possono rendere più difficile stabilizzare il peso raggiunto.
Tra gli errori più comuni ci sono:
- Aumentare troppo rapidamente porzioni e calorie.
- Considerare conclusa la dieta e abbandonare tutte le abitudini acquisite.
- Saltare i pasti per compensare eventuali eccessi.
- Eliminare completamente alcuni alimenti per paura di riprendere peso.
- Trascurare l’attività fisica e la quotidianità attiva.
- Controllare il peso troppo frequentemente e preoccuparsi per normali oscillazioni.
- Seguire schemi troppo rigidi, difficili da mantenere nel lungo periodo.
FAQ (domande frequenti sulla dieta di mantenimento)
1 – La dieta di mantenimento è una dieta normocalorica?
Sì, in genere è una dieta normocalorica, cioè fornisce le calorie necessarie per mantenere il peso stabile.
Dopo una dieta dimagrante, l’aumento delle calorie può avvenire gradualmente, fino ad arrivare alla quantità adatta al nuovo fabbisogno.
2 – Cosa fare se il peso aumenta durante il mantenimento?
Piccole variazioni di peso sono normali e possono dipendere anche da liquidi, pasti più abbondanti o cambiamenti nell’attività fisica.
Se invece l’aumento continua nel tempo, può essere utile rivedere porzioni e abitudini alimentari, mantenersi attivi e controllare che l’apporto calorico sia ancora adatto al proprio fabbisogno.
3 – Si può mangiare un dolce durante la dieta di mantenimento?
Sì. Anche i dolci possono rientrare nella dieta di mantenimento, purché consumati con moderazione e inseriti in un’alimentazione complessivamente equilibrata.
4 – Bisogna pesare gli alimenti anche durante il mantenimento?
Non necessariamente. All’inizio può essere utile continuare a pesare alcuni alimenti per avere un riferimento sulle porzioni, soprattutto dopo una dieta ipocalorica.
Con il tempo, l’obiettivo è imparare a regolarsi in modo più autonomo, mantenendo porzioni equilibrate senza dover pesare tutto ogni giorno.
5 – Quanto dura la dieta di mantenimento?
In genere la fase di mantenimento dura alcune settimane o alcuni mesi. Nel percorso Melarossa può proseguire anche più a lungo, finché non ti senti in grado di gestire in autonomia quantità, pasti e scelte alimentari mantenendo il peso stabile.
Conclusioni
La dieta di mantenimento non è una fase di restrizione, ma il passaggio verso un’alimentazione più libera e sostenibile, capace di aiutarti a mantenere stabile il peso raggiunto.
Porzioni adeguate, varietà a tavola, attività fisica e una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini sono gli strumenti principali per evitare di tornare ai vecchi schemi.
L’obiettivo finale è proprio questo: riuscire a mangiare in modo equilibrato nel tempo, senza vivere il mantenimento come una dieta da seguire per sempre.
In collaborazione con la dottoressa Eleonora Sarmi, laureata in Scienze dell’alimentazione ed esperta di sicurezza alimentare e nutrizione.
Fonti
- CREA – Linee guida per una sana alimentazione.
- NIH – Eating & Physical Activity to Lose or Maintain Weight.
- WHO – Healthy diet.