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Cavoletti di Bruxelles: come cuocerli in maniera corretta ed evitare i cattivi odori

I cavoletti di Bruxelles sono un prezioso alleato per il nostro benessere. Contengono sali minerali, proteine, fibre e vitamine.

Bisogna, però, cuocerli nel modo giusto per mantenere intatte le loro caratteristiche. Ma anche evitare i cattivi odori che possono dissuaderci dal loro utilizzo in cucina.

Cavoletti di Bruxelles: cosa sono e proprietà

I cavoletti di Bruxelles fanno parte della vasta famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae, la stessa di cavoli, cavolfiori, broccoli e rucola.

Il loro nome lo devono al fatto che le prime coltivazioni sono state individuate appunto nei pressi di Bruxelles intorno al XIII secolo. Tuttavia, sembra che la pianta sia originaria dell’Italia e che sia stata portata nei territori di conquista al seguito delle truppe legionarie romane.

I cavoletti di Bruxelles hanno importanti valori nutrizionali. Infatti, contengono:

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  • sali minerali, tra cui fosforo e ferro
  • proteine
  • fibre
  • vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A, vitamina K e vitamine del gruppo B.

Possiedono, inoltre, sostanze antiossidanti, preziose per la salute dell’organismo.

Infatti, sono considerati un alimento utile nella prevenzione dei tumori, in particolare di quelli della prostata, del seno e del colon. Inoltre, contengono acido folico. Quindi sono indicati per le donne in gravidanza.

Se vuoi approfondire il tema, leggi il nostro approfondimento su Cavoletti di Bruxelles: cosa sono, valori nutrizionali, benefici e usi in cucina.

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Metodi di cottura per valorizzare i nutrienti dei cavoletti

Per mantenere intatte tutte le proprietà dei cavoletti di Bruxelles è importante saperli cuocere. Una volta eliminate le foglie esterne, si taglia il torsolo e si procede al lavaggio. Per rendere la cottura più veloce si può fare un taglio a croce alla base dei germogli. Si possono tagliare a metà, ma è meglio lasciarli interi per preservare la loro bella forma sferica.

Il metodo migliore per prepararli è la cottura al vapore. In questo modo si mantengono tutte le loro proprietà benefiche, oltre a risultare più leggeri e sani. Anche se non avete a disposizione una vaporiera, potete cuocere gli ortaggi utilizzando una pentola, uno scolapasta in acciaio o silicone e un coperchio.

È importante mangiare i cavoletti di Bruxelles cuocendoli il meno possibile e con poca acqua.

Infatti, la cottura in acqua di questi ortaggi, anche per soli 20 minuti, riduce la quantità di molecole antitumorali. Questo perchè la vitamina C, i glucosinolati, gli isotiocianati e le mirosinasi vengono degradati con il calore.

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Quindi, il modo migliore per mantenerne tutte le proprietà nutrizionali è quello di cuocerli per non più di 20 minuti.

La cottura in acqua, specialmente se prolungata:

  • distrugge gran parte delle vitamine
  • li rende poco digeribili
  • accentua l’odore sgradevole.

Come ridurre l’odore sgradevole dei cavoletti di Bruxelles

Un ostacolo non da poco al consumo dei cavoletti di Bruxelles è il cattivo odore che sprigionano quando vengono cotti. Il caratteristico odore sulfureo che si sprigiona in fase di cottura è dovuto alla rottura dei legami molecolari dei glucosinalati, la cui caratteristica è quella di avere un atomo di zolfo che unisce la parte zuccherina del composto a quella agliconica, costituita da aminoacidi.

Ma si può ovviare a questo inconveniente e gustare queste verdure così importanti per il nostro benessere.

Per eliminare l’odore sulfureo dei cavoli, il modo più semplice è quello di mettere una tazzina o un piccolo contenitore ripieni di aceto sopra la pentola.

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Inoltre, per smorzare i fumi maleodoranti si può aggiungere all’acqua:

  • qualche foglia di alloro
  • un cucchiaio di aceto bianco o di latte
  • un cucchiaio di capperi.

Un’altra soluzione è aggiungere una fetta di pane con la mollica imbevuta di aceto o limone.

Una volta terminata la cottura, si può mettere sul fornello un pentolino a parte con un po’ di acqua e alloro e lasciar bollire qualche minuto.

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Maria Luisa Prete

Maria Luisa Prete

Laureata in Scienze della comunicazione, dal 2007 sono giornalista pubblicista. Ho collaborato con Repubblica, scrivendo, tra le altre, per le rubrica Sapori e Salute. Per Melarossa mi occupo delle news riguardanti alimentazione e benessere

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