Cosa mangiare con la diarrea? La priorità è reintegrare l’acqua e i sali minerali persi, scegliendo bevande adeguate e alimenti semplici, consumati in piccole quantità secondo l’appetito e la tolleranza individuale.
Non è necessario digiunare né seguire una rigida dieta “in bianco”. Alcuni cibi possono essere meglio tollerati durante la fase acuta, mentre altri possono accentuare temporaneamente i disturbi.
Vediamo cosa mangiare e bere, cosa limitare e quando è opportuno rivolgersi al medico.
Diarrea e disidratazione: come reintegrare liquidi ed elettroliti
Con la diarrea l’organismo perde acqua e sali minerali. È quindi importante bere regolarmente, preferibilmente a piccoli sorsi, soprattutto se è presente anche nausea o vomito.
Negli adulti con sintomi lievi possono essere utili acqua e brodi leggeri. In caso di scariche frequenti, vomito, segni di disidratazione o maggiore vulnerabilità, il medico o il farmacista può consigliare una soluzione reidratante orale.
Questi prodotti contengono acqua, zuccheri ed elettroliti in proporzioni definite e devono essere preparati seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.
Le bevande molto zuccherate, i succhi di frutta concentrati, gli alcolici e le bibite gassate possono peggiorare i sintomi e non sostituiscono le soluzioni reidratanti.
Tra i possibili segnali di disidratazione rientrano sete intensa, bocca asciutta, urine scarse o scure, debolezza e capogiri.
Nei bambini possono comparire anche sonnolenza insolita, irritabilità, assenza di lacrime e pannolino asciutto per diverse ore: in questi casi è necessario contattare il pediatra.
Lo sapevi che?
Le soluzioni reidratanti orali non sono semplicemente acqua e sali minerali. Contengono anche glucosio in proporzioni precise, perché facilita l’assorbimento del sodio e dell’acqua nell’intestino.
Per questo non vanno sostituite con preparazioni casalinghe improvvisate.
Cosa mangiare con la diarrea: alimenti generalmente meglio tollerati
Quando l’appetito lo consente, è possibile continuare a mangiare o riprendere gradualmente la normale alimentazione.
Non esistono cibi capaci di fermare la diarrea, ma alcuni alimenti semplici e poco conditi possono risultare più facili da tollerare durante la fase acuta.
È preferibile consumare pasti piccoli e frequenti, evitando di forzarsi se non si ha fame. La scelta degli alimenti dipende anche dalla tolleranza individuale: un cibo ben accettato da una persona potrebbe accentuare i sintomi in un’altra.
Tra gli alimenti che si possono provare rientrano cereali raffinati, patate, carni e pesci magri, uova ben cotte, alcune verdure cotte e frutti come banana o mela cotta. Vanno preparati con cotture semplici e quantità moderate di condimento.
Alimenti generalmente ben tollerati
Durante la fase acuta possono risultare più tollerabili alimenti semplici, poco grassi e preparati con cotture leggere.
È preferibile provarli in piccole quantità e ampliare gradualmente la scelta in base all’appetito e alla risposta individuale.
- Cereali e derivati: riso, pasta, semolino, pane bianco, pane tostato, fette biscottate e cracker semplici.
- Patate: lesse, al vapore o sotto forma di purè preparato senza eccessive quantità di grassi.
- Fonti proteiche: pollo, tacchino, pesce magro e uova ben cotte, preparati al vapore, lessati, al forno o alla piastra.
- Frutta: banana, mela cotta o purea di mela senza zuccheri aggiunti possono essere provate se ben tollerate.
- Verdure: carote, zucchine e altre verdure ben cotte, eventualmente senza buccia e in piccole porzioni.
- Brodi e minestre semplici: possono contribuire all’apporto di liquidi e risultare facili da consumare quando l’appetito è ridotto.
- Yogurt: può essere consumato se non accentua i sintomi. Dopo un episodio di diarrea alcune persone tollerano temporaneamente meno il lattosio.
Non è necessario che il riso sia ridotto in crema né che il pane sia obbligatoriamente tostato. Questi alimenti non curano la diarrea: sono semplicemente opzioni che, in molti casi, risultano più facili da digerire.
Dieta BRAT: è davvero necessaria?
La dieta BRAT prende il nome da bananas, rice, applesauce e toast, cioè banane, riso, purea di mela e pane tostato. In passato veniva proposta durante diarrea e gastroenterite perché basata su alimenti semplici e poveri di grassi.
Oggi non è considerata necessaria e, se seguita a lungo, risulta troppo restrittiva e poco equilibrata.
Quando l’appetito ritorna, è preferibile riprendere gradualmente un’alimentazione varia, scegliendo gli alimenti meglio tollerati. Non occorre aspettare che la diarrea sia completamente terminata.
Cibi e bevande che possono peggiorare i sintomi
Alcuni alimenti e bevande possono aumentare la motilità intestinale, richiamare acqua nell’intestino o accentuare gonfiore e crampi.
Durante la fase acuta può quindi essere utile limitarli, per poi reintrodurli gradualmente in base alla tolleranza individuale.
Alimenti grassi e molto conditi
Fritture, salse, panna, insaccati, carni molto grasse e piatti ricchi di condimenti possono risultare difficili da digerire e peggiorare i disturbi.
Non è necessario eliminare completamente i grassi: si possono utilizzare piccole quantità di olio extravergine di oliva.
Latte e latticini
Dopo un episodio di diarrea, alcune persone sviluppano una temporanea difficoltà a digerire il lattosio.
Se latte e latticini aumentano crampi, gonfiore o scariche, può essere utile limitarli per alcuni giorni oppure scegliere prodotti senza lattosio. Non è però necessario escluderli automaticamente in assenza di disturbi.
Alimenti piccanti
Peperoncino e preparazioni molto piccanti possono accentuare bruciore, crampi o urgenza intestinale nelle persone più sensibili.
Le spezie non devono essere eliminate tutte: la scelta dipende dalla tolleranza individuale.
Alcol e bevande contenenti caffeina
È opportuno evitare gli alcolici durante la diarrea. Anche caffè, energy drink e altre bevande ricche di caffeina possono stimolare l’intestino e peggiorare i sintomi in alcune persone.
Bevande e prodotti molto zuccherati
Bibite, succhi di frutta concentrati, dolci e bevande con grandi quantità di zuccheri semplici possono richiamare acqua nell’intestino.
Attenzione anche ai prodotti senza zucchero contenenti polioli come sorbitolo, mannitolo e xilitolo, che possono avere un effetto lassativo.
Alimenti molto ricchi di fibre
Cereali integrali, crusca, legumi, grandi porzioni di verdure crude, frutta con buccia, frutta secca e semi possono aumentare temporaneamente volume delle feci, gas e motilità intestinale.
Non devono essere eliminati a lungo: vanno reintrodotti gradualmente quando i sintomi migliorano.
Le bevande gassate non causano necessariamente diarrea, ma possono aumentare gonfiore e fastidio addominale; è quindi ragionevole limitarle se peggiorano i sintomi.
Esempio di menù giornaliero con la diarrea
Quando l’appetito ritorna, si possono riprendere piccoli pasti scegliendo alimenti semplici e generalmente ben tollerati. Non è necessario aspettare la completa scomparsa della diarrea.
Questo menu è soltanto un esempio per un adulto e va adattato all’appetito, alle esigenze personali e alla tolleranza individuale. Gli spuntini sono facoltativi.
Colazione, pranzo e cena: cosa mangiare con la diarrea
Quando l’appetito ritorna, si possono riprendere piccoli pasti scegliendo alimenti semplici e generalmente ben tollerati. Non è necessario aspettare la completa scomparsa della diarrea.
Questo menu è soltanto un esempio per un adulto e va adattato all’appetito, alle esigenze personali e alla tolleranza individuale. Gli spuntini sono facoltativi.
| Pasto | Esempio |
|---|---|
| Colazione | Pane bianco o fette biscottate con una banana oppure una mela cotta |
| Spuntino | Cracker semplici o purea di mela senza zuccheri aggiunti |
| Pranzo | Riso o pasta con poco olio extravergine di oliva, accompagnati da pollo o tacchino e carote o zucchine ben cotte |
| Merenda | Yogurt bianco, se tollerato, oppure pane tostato |
| Cena | Patate lesse o al vapore con pesce magro o un uovo ben cotto e una piccola porzione di verdure cotte |
Durante la giornata è importante bere regolarmente, preferibilmente a piccoli sorsi. In presenza di scariche frequenti, vomito o segni di disidratazione, il medico o il farmacista può consigliare una soluzione reidratante orale.
Quando i sintomi migliorano, gli altri alimenti possono essere reintrodotti gradualmente. Non è necessario proseguire con una dieta restrittiva per settimane.
Cosa dare da mangiare a un bambino con la diarrea?
Nei bambini la diarrea può causare disidratazione più rapidamente che negli adulti. È quindi importante sentire il pediatra, soprattutto se il bambino è molto piccolo, presenta scariche frequenti, vomita o beve poco.
- Allattamento al seno: deve essere proseguito normalmente e offerto con frequenza.
- Latte artificiale: va continuato alla concentrazione abituale, senza diluirlo con una quantità maggiore di acqua.
- Durante e dopo lo svezzamento: una volta iniziata la reidratazione, si può continuare o riprendere l’alimentazione adatta all’età. Non è necessario limitarsi a riso, pasta e banane né seguire una dieta “in bianco”.
- Latte e latticini: non devono essere eliminati automaticamente. Il pediatra può suggerirne una temporanea riduzione se la diarrea persiste o se sembrano peggiorare i sintomi.
Per reintegrare acqua e sali minerali, il pediatra o il farmacista può consigliare una soluzione reidratante orale, da preparare e somministrare secondo le indicazioni. Acqua, succhi di frutta, bibite gassate e bevande sportive non hanno la stessa composizione e non devono essere utilizzati come sostituti nei bambini.
Non bisogna forzare il bambino a mangiare se ha poco appetito, ma è opportuno offrire piccole porzioni dei cibi abituali quando mostra di volerlo. Farmaci antidiarroici, antibiotici e integratori non devono essere somministrati senza l’indicazione del pediatra.
Contatta rapidamente il pediatra in presenza di sangue nelle feci, vomito persistente, febbre elevata, forte dolore addominale, sonnolenza insolita, bocca asciutta, assenza di lacrime o riduzione evidente della quantità di urina.
Farmaci e probiotici: cosa sapere
La terapia dipende dalla causa, dalla durata e dalla gravità della diarrea. Farmaci e integratori non devono essere utilizzati automaticamente: in alcuni casi possono essere inutili o controindicati.
Farmaci antidiarroici
La loperamide rallenta la motilità intestinale e può ridurre temporaneamente il numero delle scariche negli adulti con diarrea acuta non complicata. Prima di assumerla è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista e rispettare dose e durata indicate nel foglietto illustrativo.
Non deve essere utilizzata in presenza di sangue nelle feci, febbre elevata, addome gonfio o forte dolore, né quando si sospetta un’infezione intestinale invasiva. Non va somministrata ai bambini senza una precisa indicazione del pediatra.
Antibiotici
La maggior parte delle diarree acute non richiede antibiotici. Anche quando la causa è batterica, la necessità del trattamento dipende dal microrganismo responsabile e dalle condizioni della persona.
Gli antibiotici devono essere prescritti dal medico dopo una valutazione appropriata. Assumerli autonomamente può essere inutile, favorire la resistenza batterica e, in alcune infezioni, aumentare il rischio di complicazioni.
Probiotici
L’efficacia dei probiotici varia in base al ceppo, alla dose e alla causa della diarrea. I diversi prodotti non sono quindi equivalenti e non è possibile attribuire a tutti lo stesso effetto.
Alcuni ceppi sono stati studiati nella diarrea associata agli antibiotici o in determinate forme di gastroenterite, ma i risultati non sono uniformi. Prima di utilizzare un probiotico è consigliabile chiedere al medico o al farmacista, soprattutto per bambini, persone immunodepresse o con patologie importanti.
Se la diarrea è intensa, persiste per più giorni o si accompagna a febbre elevata, sangue nelle feci, dolore importante o segni di disidratazione, non bisogna affidarsi all’automedicazione.
Quando rivolgersi al medico?
La diarrea acuta spesso si risolve spontaneamente in pochi giorni. È però opportuno contattare il medico se non migliora, si protrae per più di due giorni nell’adulto o tende a ripresentarsi.
È necessaria una valutazione tempestiva in presenza di:
- feci nere e catramose.
- Febbre elevata.
- Dolore addominale o rettale intenso.
- Vomito frequente o impossibilità a bere.
- Scariche molto numerose.
- Urine scarse o molto scure.
- Sete intensa, bocca asciutta, capogiri o forte debolezza.
- Sonnolenza insolita, confusione o alterazione dello stato di coscienza.
- Diarrea comparsa durante o dopo una terapia antibiotica.
Il medico va contattato fin dai primi sintomi se la diarrea riguarda un neonato o un bambino piccolo, una persona anziana, una donna in gravidanza oppure chi ha difese immunitarie ridotte o patologie croniche importanti.
In presenza di segni di grave disidratazione, svenimento, confusione marcata o dolore molto intenso è necessario richiedere assistenza urgente.
1 – Bisogna mangiare in bianco con la diarrea?
Non necessariamente. Non occorre digiunare né limitarsi a riso, pasta o pane in bianco. Quando l’appetito lo consente, si può riprendere gradualmente un’alimentazione varia, scegliendo preparazioni semplici e gli alimenti meglio tollerati.
2 – Quanto deve durare la dieta dopo la diarrea?
Non è necessario seguire una dieta restrittiva per un periodo prestabilito. Quando l’appetito ritorna e i sintomi migliorano, è possibile reintrodurre gradualmente gli alimenti abituali in base alla propria tolleranza. Se la diarrea persiste, peggiora o ricompare frequentemente, è opportuno rivolgersi al medico.
3 – Si può mangiare la pasta con la diarrea?
Sì, la pasta può essere consumata se ben tollerata. È preferibile scegliere pasta non integrale, condita semplicemente con poco olio extravergine di oliva, evitando sughi grassi, piccanti o molto elaborati.
Conclusioni
In caso di diarrea, la priorità è reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi. Non è necessario digiunare o seguire una dieta rigida: quando l’appetito lo consente, si possono consumare piccoli pasti scegliendo alimenti semplici e generalmente ben tollerati.
Cibi molto grassi, piccanti, ricchi di zuccheri semplici o di fibre possono essere limitati temporaneamente se peggiorano i sintomi.
La normale alimentazione va ripresa gradualmente. Se la diarrea persiste o si accompagna a sangue nelle feci, febbre elevata, dolore intenso o segni di disidratazione, è necessario rivolgersi al medico.
Fonti
- – Diet in Gastrointestinal Disease: The Role of the BRAT Diet (Practical Gastroenterology).
- – Diarrhea (MedlinePlus, National Library of Medicine).