Spelta: cos’è, proprietà e come si mangia

su sfondo grigio una tazza grigia con una bottiglia di vetro riempita di latte e una tazza di farro soffiato con spelta. Accanto 2 cucchiaini e sulla destra grani di frumento

Sommario

La spelta (Triticum spelta), conosciuta anche come farro spelta o granfarro, è una delle specie comunemente indicate con il nome di farro, insieme al farro monococco e al farro dicocco.

Cereale di antica origine, ha un sapore caratteristico e può essere consumata in chicchi oppure utilizzata sotto forma di farina per preparare pane, pasta e altri prodotti da forno.

Ma che differenza c’è tra la spelta e gli altri tipi di farro? Quali sono le sue proprietà nutrizionali e come si mangia? Scopriamo caratteristiche, valori nutrizionali, presenza di glutine e modi per utilizzarla in cucina.

Cos’è la spelta

La spelta (Triticum spelta) è una specie appartenente al genere Triticum. È un cereale di antica origine e fa parte dei frumenti vestiti, nei quali il chicco rimane avvolto dalle glumelle anche dopo la trebbiatura.

Insieme al farro monococco (Triticum monococcum) e al farro dicocco (Triticum dicoccum), è una delle specie comunemente indicate con il termine farro.

La spelta presenta caratteristiche diverse dagli altri tipi di farro ed è geneticamente più vicina al frumento tenero (Triticum aestivum).

I suoi chicchi possono essere consumati interi oppure macinati per ottenere la farina di spelta, utilizzata per pane, pasta e altri prodotti da forno.

Che differenza c’è tra spelta, farro monococco e farro dicocco?

Con il termine farro si indicano comunemente tre diverse specie di frumento:

  • Farro monococco (Triticum monococcum), chiamato anche piccolo farro.
  • Farro dicocco (Triticum dicoccum), molto diffuso in Italia.
  • Farro spelta (Triticum spelta), detto anche granfarro.

La spelta si distingue quindi dal monococco e dal dicocco per caratteristiche botaniche anche se tutti e tre appartengono al genere Triticum.

Lo sapevi che?

La spelta non si usa solo per pane, pasta e zuppe: può essere impiegata anche nella produzione della birra. Esistono infatti birre realizzate utilizzando la spelta insieme o in alternativa ad altri cereali.

Valori nutrizionali e calorie della spelta

La spelta ha un profilo nutrizionale simile a quello degli altri cereali. Fornisce soprattutto carboidrati complessi, insieme a una quota di proteine e fibre, mentre il contenuto di grassi è relativamente basso.

Apporta inoltre diversi micronutrienti, tra cui fosforo, magnesio, potassio, ferro e zinco, oltre ad alcune vitamine del gruppo B.

La quantità di fibre può variare anche in base al grado di lavorazione: i prodotti integrali conservano una quota maggiore delle parti esterne del chicco rispetto a quelli più raffinati.

Quando si valutano calorie e valori nutrizionali della spelta, è importante verificare se i dati si riferiscono al prodotto crudo o cotto. Infatti, durante la cottura il chicco assorbe acqua e aumenta di peso, modificando di conseguenza i valori espressi per 100 g.

Ma cosa contiene esattamente la spelta? Ecco i principali valori nutrizionali riferiti a 100 g di prodotto crudo.

Infografica dei valori nutrizionali della spelta cruda per 100 g.
NutrientePer 100 g
Energia (kcal)325
Carboidrati (g)59.5
Proteine (g)14.6
Grassi (g)2.4
Fibre (g)10.7
Fosforo (mg)401
Potassio (mg)388
Magnesio (mg)136
Ferro (mg)4,4

Fonte: Banca Dati di Composizione degli Alimenti per Studi Epidemiologici in Italia e CREA Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

La spelta fa bene? Proprietà e benefici

E’ un cereale nutriente che può contribuire a un’alimentazione varia ed equilibrata. Fornisce carboidrati complessi, proteine, fibre, vitamine del gruppo B e diversi sali minerali, tra cui fosforo, magnesio, ferro e zinco.

In particolare, il contenuto di fibre, soprattutto quando si sceglie la spelta integrale, contribuisce alla normale funzionalità intestinale e favorisce il senso di sazietà.

Come per tutti i cereali, però, i suoi benefici vanno considerati nel contesto dell’alimentazione complessiva: la spelta non ha proprietà dimagranti specifiche, ma può essere alternata a pasta, riso, orzo e altri cereali per variare la dieta.

La spelta fa ingrassare?

Ma il farro fa ingrassare? La risposta dipende soprattutto da porzioni, condimenti ed equilibrio complessivo della dieta.

Non fa ingrassare di per sé: l’aumento di peso dipende dall’equilibrio energetico complessivo e dalle quantità consumate.

Anche a dieta può quindi essere inserita nelle porzioni adeguate, tenendo conto degli altri alimenti e dei condimenti presenti nel pasto.

Come mangiare la spelta

Può essere consumata in chicchi, fiocchi o sotto forma di farina, caratteristica che la rende facile da utilizzare in diversi momenti della giornata.

I fiocchi possono essere aggiunti a yogurt o latte oppure utilizzati per preparare muesli e porridge, in alternativa ad altri cereali come l’avena.

I chicchi, invece, si prestano alla preparazione di zuppe, minestre, insalate e piatti unici, anche in alternativa a riso e altri cereali. Il loro sapore rustico e leggermente nocciolato si abbina bene a verdure, legumi e altri ingredienti.

Dalla macinazione dei chicchi si ottiene la farina di spelta, utilizzata per pane, focacce e altri prodotti da forno. Rientra tra le diverse tipologie di farina di farro, che possono variare in base alla specie di farro utilizzata.

Cerchi qualche idea per portarla in tavola? Scopri le nostre ricette con farro, dalle insalate ai primi piatti fino alle zuppe.

Dove comprarla?

La spelta è disponibile nei supermercati più forniti, nei negozi di alimentazione biologica e naturale e online. Si può trovare in diverse forme, tra cui chicchi, farina, fiocchi, pasta e prodotti da forno.

Il prezzo può variare in base al prodotto, al tipo di lavorazione, alla provenienza e alla certificazione biologica. Prima dell’acquisto è quindi utile leggere l’etichetta, verificando ingredienti e caratteristiche del prodotto.

La spelta contiene glutine?

Sì, contiene glutine e non è quindi adatta alle persone con celiachia. Anche se viene spesso considerata un cereale “antico”, appartiene al genere Triticum e il suo consumo non è compatibile con una dieta senza glutine.

Controindicazioni

In alcune persone, un consumo elevato può favorire gonfiore, meteorismo o altri disturbi gastrointestinali, in particolare se non si è abituati a un’alimentazione ricca di fibre.

In presenza di disturbi intestinali persistenti o particolari patologie gastrointestinali, è consigliabile valutare quantità e modalità di consumo con il proprio medico o un professionista della nutrizione.

FAQ (domande comuni)

1 – Cosa significa farina di farro spelta?

La farina di farro spelta è ottenuta dalla macinazione dei chicchi di Triticum spelta, una delle specie comunemente indicate con il nome di farro. Può essere utilizzata per preparare pane, focacce, pasta, biscotti e altri prodotti da forno.

2 – Cosa sono i semi di spelta?

Con l’espressione “semi di spelta” si fa generalmente riferimento ai chicchi, o cariossidi, della spelta. Possono essere utilizzati come alimento, dopo le opportune lavorazioni e la cottura, oppure destinati alla semina.

Conclusioni

La spelta, o farro spelta (Triticum spelta), è un cereale antico appartenente al genere Triticum e rappresenta una delle specie comunemente indicate con il nome di farro.

Fonte di carboidrati, proteine, fibre, vitamine e minerali, può essere inserita nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata e portata in tavola in chicchi, fiocchi o sotto forma di farina.

Versatile in cucina, si presta alla preparazione di zuppe, insalate, primi piatti e prodotti da forno. Contiene però glutine e non è quindi adatta alle persone con celiachia.

Conoscere le differenze tra spelta e gli altri tipi di farro permette di scegliere e utilizzare questo cereale con maggiore consapevolezza.

Fonti

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