Home Nutrizione Mangiar sano Formaggi: i consigli per gustarli a dieta

Formaggi: i consigli per gustarli a dieta

CONDIVIDI
formaggi, consigli per mangiarli a dieta

Il formaggio è un alimento che viene spesso demonizzato, soprattutto quando si segue un regime dietetico. In realtà, una dieta equilibrata deve prevedere tutti gli alimenti. Di conseguenza, anche i formaggi, che sono una fonte importante di calcio, un minerale essenziale per il tuo organismo.

Cerchiamo quindi di conoscere meglio quest’alimento, di cui esistono diverse tipologie, differenti tra di loro a seconda delle calorie, dei grassi e della stagionatura.

La differenza tra formaggi e latticini

Spesso questa doppia terminologia crea confusione e molte persone non conoscono l’effettiva differenza tra una tipologia e l’altra.

Ambedue sono derivati dal latte, ma il formaggio è il prodotto della cagliata ed è quindi ricco di un particolare tipo di proteina, la caseina.

I latticini invece, non subiscono la coagulazione della caseina, ma diversi processi di lavorazione e quindi hanno caratteristiche differenti.

formaggi a dieta, la ricotta

Tra i latticini troviamo il burro, la panna, lo yogurt e la ricotta, che vengono ottenuti dalle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida che si separa dalla cagliata durante la caseificazione. Questo tipo di procedimento, rende questi alimenti altamente digeribili.

Le classificazioni del formaggio

I formaggi possono essere distinti in vaccini, pecorini, bufalini e caprini, a seconda del tipo di latte che si adopera per produrli. Esistono poi i formaggi misti, preparati con miscele di latte di diverse specie.

In funzione della temperatura alla quale viene portata la cagliata, i formaggi possono essere suddivisi in formaggi a pasta cruda (come la robiola), semicotta (come la fontina) o cotta (come il montasio).

Le categorie del formaggio in base all’acqua

I formaggi si possono classificare anche secondo la quantità di acqua contenuta:

  • i formaggi molli come gorgonzola o stracchino. Quelli che hanno più del 67% di acqua sul residuo magro;
  • i formaggi semiduri come pecorino o bra. Sono quelli che hanno un contenuto di acqua sul residuo magro compreso tra il 54 e il 69%;
  • i formaggi duri. Quelli che hanno un contenuto in acqua inferiore sul residuo magro compreso tra il 49 e il 56%, come il grana.

Poi, esiste anche una classificazione in base alla stagionatura e una in base al contenuto di grassi.

formaggi a dieta, il parmigiano

Le categorie del formaggio in base ai grassi

Anche il livello di grassi che un formaggio contiene è un parametro per la sua ripartizione in categorie bene definite:

  • formaggi magri, quelli che hanno un contenuto in grasso sul secco inferiore al 20%. Ad esempio i latticini freschi o la ricotta completamente scremati;
  • formaggi leggeri, con una percentuale del grasso sul secco, compresa fra il  il 20 e il 35%. In questa categoria rientrano i fiocchi di latte, la ricotta, il formaggio di grana e i formaggi duri di montagna parzialmente scremati;
  • formaggi medio-leggeri, con una percentuale del grasso sul secco, compresa fra il  il 36 e il 43%. Ad esempio il bra, i caprini e l’Asiago;
  • formaggi medio-grassi, con una percentuale del grasso sul secco, compresa fra il 44 e il 47%, come mozzarella, caciotta, provolone e scamorza;
  • formaggi grassi, con sostanza grassa, sul secco, compresa fra il 48 e il 52%. In questa categoria trovi formaggi coem fontina, taleggio, gorgonzola, camembert, mozzarella di bufala;
  • formaggi molto grassi, con sostanza grassa, sul secco superiore al 53%, come mascarpone, Caprice des Dieux e formaggi a doppia e tripla crema.

Questa regola non vale per i formaggi DOP, il cui tenore in grasso dipende da cosa prevede il disciplinare di produzione.

formaggi a dieta, il caprino

Proprietà nutritive del formaggio

I formaggi hanno un notevole contenuto di proteine di alto valore biologico, perché ricche in aminoacidi essenziali. Inoltre, rappresentano una fonte primaria di calcio e anche di fosforo e vitamina D, dei nutrienti essenziali per lo sviluppo corretto delle ossa durante la crescita. Infine, apportano anche magnesio e zinco.

Per il contenuto elevato di sale, che spesso viene aggiunto durante la lavorazione e per il fatto che sia i formaggi, sia i latticini sono costituiti essenzialmente da proteine e grassi, è importante inserirli nell’alimentazione in quantità moderate.

Come inserire il formaggio nella tua dieta

Non esistono alimenti proibiti, anche a dieta. Nonostante i formaggi e i latticini siano alimenti molto calorici e con una notevole percentuale di grassi, in quantità limitate possono giovare all’organismo, che ha comunque necessità di lipidi.

Ad esempio, i formaggi stagionati, pur essendo “nobili” dal punto di vista proteico, vanno consumati con estrema moderazione, specie se si deve dimagrire. Ciò non toglie che, una o due volte al mese, si possa sostituire il formaggio fresco previsto dalla dieta con uno più stagionato, come ad esempio il pecorino.

Ricorda poi che se adotti uno stile di vita attivo, che includa attività fisica regolare, è più facile che un piacere che ti concedi ogni tanto, non produca danni gravi al regolare dimagrimento, ma anzi funzioni come gratificazione e quindi stimolo a continuare nel tuo percorso.

Qualche idea su come inserire il formaggio nella tua dieta? Ci sono tante idee sfiziose per inserire dei formaggi, anche se non propriamente magri, nella tua sana alimentazione e anche nella tua dieta. Puoi grattarlo a scaglie sulle tue insalatone, grattugiarlo sulla pasta o utilizzarlo in ricette originali Melarossa.

Come la bruschetta con caprino, pesche grigliate e riduzione di aceto balsamico, oppure quella con gorgonzola, fichi e sciroppo d’acero o una nutriente pasta con crema di porri e pecorino!

Il Pecorino di Farindola 

Il Pecorino di Farindola è un pecorino dalle caratteristiche uniche al mondo, proprio il prodotto ideale da scegliere quando vuoi concederti uno sfizio.

Perché scegliendo un formaggio così, fai sicuramente bene al tuo umore e alla tua salute, ma dai anche una mano a chi svolge un lavoro di tutela del territorio, di scelta di protezione dell’ambiente e di volontà di portare sulle tavole degli italiani prodotti di qualità.

Esattamente quello che fa la Comunità di prodotto del Pecorino di Farindola, che produce nelle Terre Pescaresi un formaggio speciale, prodotto con latte ovino crudo e caglio di suino, che gli conferisce aroma e sapori particolari.

Il pecorino di Farindola, si produce in quantità limitatissime, in un’area geografica specifica, quella della Vestina, nel versante orientale del Gran Sasso.

L’eccezionalità del pecorino di Farindola

Questo pecorino è l’unico in Italia e nel mondo prodotto utilizzando il caglio di maiale che, prima di essere usato, viene anche messo in infusione nel vino bianco per un periodo piuttosto lungo.

Inoltre, il Pecorino di Farindola è un formaggio che si caglia a temperatura molto bassa rispetto agli altri formaggi a latte crudo e poi si lavora senza effettuare la cottura della cagliata, procedimento tipico di un po’ tutti i pecorini italiani.

Come tutti i prodotti naturali, legati alla tradizione e alla fisicità del territorio, questo pecorino trae la sua particolarità proprio dall’ambiente che lo circonda, l’area pedemontana del Gran Sasso: essendo esposta al Mare Adriatico, gode di un clima dolce, che dà vita a una grande varietà di specie botaniche nei pascoli, motivo della gamma aromatica unica del Pecorino di Farindola.

Il formaggio abruzzese fatto solo da mani femminili

Pecorino di Farindola, il formaggio fatto dalle donne

Nella importante tradizione contadina dell’Abruzzo, la donna ha sempre rivestito un ruolo centrale, sia perché amministrava la vita economica della famiglia contadina, sia perché si preoccupava della preparazione e della conservazione degli alimenti, quindi anche del lavoro di caseificazione.

La lavorazione del Pecorino di Farindola è un patrimonio delle donne abruzzesi, che se lo tramandano di madre in figlia, sia per ciò che concerne le attrezzature, sia per quel che riguarda la manualità necessaria a fare questo formaggio.

Un lavoro devoluto totalmente alla sapienza delle donne che si occupano di tutto il processo di produzione del pecorino. Dalla mungitura manuale delle pecore alla “fattura” vera e propria del pecorino, che spesso avviene ancora nelle cucine delle case contadine, fino all realizzazione del prodotto.

Dopo la formatura delle forme con le fiscelle di vimini, si fa un grande lavoro di stagionatura, lungo diversi mesi e che coinvolge anche l’olio extravergine di oliva del territorio, messo settimanalmente dalle donne sulle forme. Poi le forme sono girate sugli scaffali di legno, per poi finire la stagionatura dentro apposite madie.

Guarda il video per scoprire tutti gli step di produzione di questo incredibile prodotto di eccellenza del nostro Paese!

Commenti