Salute

Aerofagia: cos’è, cause, sintomi, cura e dieta per combatterla

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L’aerofagia è un fenomeno fisiologico che si manifesta con un’ingestione d’aria eccessiva.  Di conseguenza, l’aria si accumula nell’esofago e a volte nello stomaco quando bevi o mangi. Questo accumulo d’aria  scatena una sensazione di gonfiore addominale ed eruttamento: i due sintomi dell’aerofagia. La pancia gonfia o aria nella pancia è un disturbo molto frequente sia nei bambini, che negli adulti e donne in gravidanza. In effetti, affligge quasi un quarto della popolazione adulta e in media il 7% dei bambini. Le cause dell’aerofagia sono diverse: non è necessariamente indice di sovrappeso o tessuto adiposo accumulato, a volte è soltanto aria, conseguenza di un’intolleranza, di una cattiva alimentazione o di una vita troppo sedentaria che impigrisce il tuo intestino.

Non molti ne parlano perché può provocare sintomi poco piacevoli e soprattutto imbarazzanti come eruttazione e flatulenza, però, con i giusti rimedi e accorgimenti puoi contrastare l’aerofagia. Per curare e prevenire l’aerofagia, è fondamentale cambiare alcune abitudini a tavola ed evitare cibi come: alcool, caffè e zucchero. Sicuramente un altro aiuto arriva dalla fitoterapia e rimedi naturali, che offrono un eccellente supporto per alleviare i sintomi di aerofagia.

Infine, fai sport, respira ed abituati dopo mangiato a muoverti un po’, magari facendo una passeggiata anche breve, così da aiutare la digestione ed evitare la formazione di blocchi e gas.

Analizziamo di che cosa si tratta esattamente, quali sono le cause più comuni e quali stili di vita apportare per sconfiggere l’aerofagia.

La parola aerofagia deriva dal greco antico “aeros” che vuol dire “aria” e “phagia” o “fagos” che vuol dire “goloso”.

Aerofagia: che cos’è

La parola aerofagia deriva dal greco antico “aeros” che vuol dire “aria” e “phagia” o “fagos” che vuol dire “goloso”.
Aerofagia è il termine medico usato per indicare l’eccessiva e ripetuta deglutizione e ingestione di aria che finisce direttamente nello stomaco. Normalmente tendi ad inghiottire aria quando mangi, parli e addirittura ridi. Però le persone che soffrono di aerofagia mandano giù così tanta aria da produrre sintomi gastrointestinali molto disagevoli tra cui:

  • Eccessivo accumulo di gas nel tratto gastro intestinale
  • Dolore e distensione addominale
  • Gonfiore
  • Eruttazione
  • Flatulenza.

Come viene diagnosticata

L’aerofagia è spesso difficile da diagnosticare perché ha in comune molti sintomi con le seguenti patologie: 

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  • indigestione
  • malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)
  • allergie alimentari
  • blocchi intestinali.

Nonostante ciò queste rimangono comunque patologie differenti. 

Molto spesso i dottori adottano la metodologia di testare queste diverse patologie per prime. Se non trovano nessuna causa fisica per i sintomi intestinali, allora alla persona sarà diagnosticata l’aerofagia.

Inoltre, la definizione di aerofagia stabilisce che i pazienti riscontrino i sintomi di questa condizione per almeno 12 settimane non consecutive, nel corso di 12 mesi.

Tipi di aerofagia

Esistono diversi tipi di aerofagia, classificati in: normale o fisiologica, patologica e aerofagia da gravidanza.

Normale o fisiologica

L’aerofagia normale o fisiologica si presenta soprattutto dopo aver assunto un pasto molto abbondante, molto ricco di grassi e zuccheri. È molto comune sentirti pieno e appesantito dopo un pasto ricco e anche la digestione sarà naturalmente rallentata. Tieni presente che ingerisci il 70% dell’aria proprio mentre mangi, soprattutto se sei abituato a mangiare velocemente senza masticare bene.

Patologica

L’aerofagia patologia è una condizione più delicata. Essa si presenta in modo ricorrente in persone affette da condizioni psichiche come stress e ansia. Ma, soffrono comunemente di aerofagia. anche persone che hanno problemi psicologici e patologie neurologiche.

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Tuttavia, ci sono anche altre condizioni patologiche che possono predisporre una persona a soffrire di aerofagia. Alcune di queste sono: 

  • Sindrome del colon irritabile
  • Ernia iatale
  • Colecistite
  • Sinusite cronica.

In gravidanza

È molto comune soffrire di aerofagia nel periodo di gestazione. Infatti, il corpo e le sue funzioni devono adattarsi alla nuova condizione fisiologica. L’intestino cambia sotto tutti gli aspetti (chimico, ormonale, meccanico) e di conseguenza, la sua funzionalità cambia.

Gli squilibri ormonali, soprattutto l’aumento di progesterone cui sei sottoposta, causano anche squilibri all’apparato gastrointestinale. Il progesterone è un ormone che ha il compito di rilassare i tessuti della muscolatura liscia e di conseguenza anche quelli che formano l’apparato gastrointestinale. Questo rilassamento provoca un rallentamento della digestione con formazione di gas e flatulenza. Inoltre, Il gas intestinale è anche causato dal rallentamento del transito delle feci che ristagnano nell’ampolla rettale.

Gli squilibri del sistema digerente sono anche dovuti al fatto che l’intestino si trova proprio sopra l’utero, quindi la gravidanza condiziona per la maggior parte il sistema gastrointestinale. Infine, da non dimenticare il fatto che anche le pressioni esercitate dal feto apportano dei cambiamenti importanti al sistema digerente e al suo funzionamento.

Aerofagia: sintomi

Generalmente inghiottisci  due quarti d’aria al giorno solamente mangiando e bevendo. La metà la erutti fuori mentre il rimanente viaggia attraverso l’intestino tenue ed è rilasciata fuori dall’ano in forma di flatulenza. La maggior parte di noi non ha nessun problema a trattenere ed espellere questo gas. Le persone con aerofagia però sperimentano diversi sintomi spiacevoli.

Uno studio pubblicato dall’ Alimentary Pharmacology and Therapeutics ha scoperto che 

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  • Il 56% delle persone con aerofagia si lamenta di frequenti eruttazioni
  • Il 27% lamenta gonfiore
  • Il 19% lamenta dolore e distensione addominale. Tende ad essere minore la mattina, probabilmente perché il gas viene inconsciamente espulso durante la notte attraverso l’ano, e ad aumentare durante il giorno.

Altri sintomi includono:

  • Flatulenza (normalmente il gas attraversa e fuoriesce dall’ano in media dalle 13 alle 21 volte al giorno. Per chi soffre di aerofagia il numero è molto più alto)
  • Deglutizione udibile di aria
  • Nausea
  • Fiato corto
  • Bruciore di stomaco
  • Senso di sazietà
  • Vomito
  • Ansia
  • Tachicardia
  • Iperventilazione.

Inoltre, ci sono stati alcuni casi di bambini con disabilità mentali nei quali volumi estremi di aria ingerita hanno portato ad una grossa  dilatazione dello stomaco e dell’intestino seguita da volvolo gastrico, ileo e difficoltà respiratorie.

Aerofagia: cause

Le cause di aerofagia possono essere di natura medica, psicologica o comportamentale.

Mediche

Chi  soffre di alcune patologie mediche che necessitano macchinari per facilitare la respirazione è più propenso a soffrire di aerofagia. Un esempio è la ventilazione non invasiva (NIV). Si tratta di un tipo di supporto respiratorio che non prevede l’inserimento di un tubo nel naso o nella bocca. 

Altre cause mediche possono essere:

  • Stitichezza
  • Alterazione della flora batterica
  • Allergie alimentari (in particolare al lattosio).

Diversi studi hanno dimostrato che aerofagia e patologie gastrointestinali sono sintomi di depressione e ansia.

Psicologiche

Lo stress è un’altra causa di aerofagia, che se viene gestito in modo sbagliato può creare dei disequilibri della flora batterica.

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Comportamentali

  • Mangiare troppo velocemente o tachifagia (per esempio mettere in bocca un altro boccone quando il primo non è stato ancora masticato del tutto);
  • parlare mentre si mangia;
  • suzione del pollice nei bambini;
  • masticare chewing gum;
  • bere da una cannuccia (aspirare porta a deglutire più aria);
  • fumare;
  • respirare dalla bocca;
  • esercizio fisico troppo vigoroso;
  • disturbi del comportamento alimentare;
  • assunzione frequente di cibi troppo piccanti;
  • bere bevande gasate;
  • protesi dentarie non aderenti;
  • alimentazione scorretta.

Cura: aerofagia

Alcuni dottori tendono a prescrivere farmaci come simeticone e dimeticone per ridurre la formazione di gas nell’intestino. Invece, per cause psicologiche prescrivono farmaci ansiolitici

Oltre a questi medicinali, non c’è molto altro che una terapia farmacologica possa fare per trattare l’aerofagia. 

La cosa più importante è assumere un’alimentazione che non faccia lavorare troppo l’intestino e lo infiammi ulteriormente. Inoltre, bisogna modificare alcuni comportamenti quotidiani.

Consigli alimentari

I consigli alimentari per curare l’aerofagia sono i seguenti:

Il consiglio è di riequilibrare la flora intestinale, aggiungendo i seguenti alimenti alla tua dieta:

  • alimenti come la zuppa di miso, orzo e riso che non infiammano ulteriormente ma nutrono la mucosa intestinale;
  • prebiotici (oligosaccaridi non digeribili che favoriscono la crescita e l’attività di batteri benefici presenti nel colon) e probiotici o fermenti (micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute);
  • aggiungere all’acqua del succo di limone che ti verrà in aiuto soprattutto dopo i pasti per un buon svolgimento del processo digestivo;
  • dopo i pasti, bere una tazza di infuso di menta che facilita la digestione e blocca la formazione di gas;
  • succo di carota;
  • piccole dosi di zenzero durante i pasti per aiutare la digestione e contrastare il senso di nausea.

Dieta per combattere l’aerofagia

Prima di tutto, puoi mangiare per un certo periodo cibi più cotti e morbidi, così da non dover masticare troppo e di conseguenza ingerire troppa aria. Scopri quali sono gli alimenti consentiti e non consentiti in caso di aerofagia. Altrettanto importante è il metodo di cottura.

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Cibi consentiti

Consentiti con moderazione

Aerofagia: alimenti vietati

Metodi di cottura

  • Sì: vapore, bollitura, griglia/piastra, pentola a pressione, padella antiaderente
  • No: frittura.

Esempio di menù

Scopri un esempio di menu giornaliero per una persona adulta con fabbisogno calorico di circa 2000 calorie. Questo menu è stato elaborato inserendo i cibi consentiti ed eliminando i cibi sconsigliati in caso di aerofagia.

Cura con lo sport e la respirazione

Spesso il gonfiore addominale è anche legato ad una situazione di stress, perché l’ansia scatena un’energia negativa che si ripercuote sulla pancia. Respirare bene è fondamentale perché assicura la giusta ossigenazione ad ogni cellula dell’organismo, libera il corpo dall’anidride carbonica (CO2) e fa bene anche al benessere della tua pancia.

La respirazione addominale è un’ automassaggio naturale della tua pancia e la via per sgonfiarla. Prova ad abituarti a praticare una respirazione lenta e diaframmatica. Un modo semplice per capire come respirare con il diaframma è respirare con la pancia. Fai sì che quando inspiri, gonfi solo la pancia e non il torace.

I benefici dello sport sono molteplici. Tra i tanti, fare sport ti aiuta a staccare la spina e a sentirti meno stressato. Se hai una vita sedentaria e soffri di aerofagia, il consiglio è di iniziare a fare sport.

Sperimenta modi sani di gestire ansia e stress come yoga, meditazione, sport, passeggiate all’aria aperta possibilmente in mezzo alla natura.

Infine, dopo mangiato, fai una passeggiata anche breve, così da aiutare la digestione ed evitare la formazione di blocchi e gas.

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Erbe medicinali

Le erbe medicinali, spezie e rimedi naturali che ti possono aiutare sono: 

  • Carbone vegetale (consultare il medico se  assumi anche altri farmaci perché il carbone potrebbe inibire la loro funzione).
  • Argilla: la prima traccia dell’uso terapeutico dell’argilla risale a 3000 anni fa. Gli antichi Egizi la usavano per curare infiammazioni e soprattutto malattie interne. L’argilla ha un pH basico (8.5) e in essa sono presenti silice allumina, ferro, calcio, potassio, sodio, magnesio. L’argilla è un equilibratore generale di tutto l’organismo. Sul piano terapeutico le più attive sono l’argilla verde e l’argilla blu. Per uso interno è preferibile l’argilla ventilata mentre per uso esterno quella grossa. L’argilla disinfetta e guarisce, combatte la proliferazione dei microbi e favorisce la ricostituzione di cellule sane, è capace di assorbire una grande quantità di tossine e veleni. Si può assumere anche in piccole quantità sciolte in acqua, per un certo periodo.
  • Semi: anice stellato, coriandolo, cumino, finocchio, timo, mostarda, sedano, basilico (se l’aerofagia è causata da fattori psicologici come lo stress). Versare un cucchiaio in acqua bollente e lasciare in infusione per 10-15 minuti.
  • Cannella in polvere (assumerne un pizzico da sciogliere in acqua)
  • Oli: menta piperita, timo, anice (1-3 gocce diluite in acqua).
  • Erbe da infusione: camomilla, melissa, erba gatta, camomilla, issopo, maggiorana (non adatta alle donne incinte), prezzemolo. Mettere in infusione 1-2 cucchiai in acqua bollente, lasciare 5-10 minuti.
  • Tinture: gentian, cardamomo, cayenne, zenzero, ginepro, valeriana, macerato glicerico di noce.

Ayuvedica

Ci vengono in aiuto anche erbe e rimedi indiani della tradizione Ayurvedica tra cui: 

  • Kalonji (Nigella Sativa): versare 1 cucchiaio in acqua bollente e lasciare in infusione per 5 minuti. In Asia si usa nell’impasto per fare il pane proprio per contrastare il gonfiore addominale che crea il lievito.
  • Kadu (Helleborus): aiuta a eliminare funghi e batteri intestinali che possono causare gas e gonfiore.
  • Olio di sesamo: massaggiare con qualche goccia la pancia in senso orario per diversi minuti.

Fiori di Bach

I rimedi floreali di Bach sono rimedi detti “vibrazionali”. Essi influenzano sia la materia sia la psiche, riequilibrando così psiche e corpo. Molte persone corrispondono a un tipo psicologico e fiore ma ciò non vuol dire che verrà subito o solamente consigliato loro il rimedio corrispondente. Possono essere assunti:

  • Per via orale: di solito si prendono in boccetta poche gocce più volte al giorno quando si vuole lavorare su disturbi emozionali. Oppure si possono prendere anche  diluite in mezzo litro d’acqua quando si vuole lavorare su disturbi fisici.
  • Per via esterna: si diluiscono alcune gocce del rimedio in poca acqua, si imbeve una garza e si applica localmente per alleviare il dolore. Si possono usare anche creme a base neutre o oli con aggiunta dei rimedi necessari.

Si consigliano i seguenti rimedi:

  • Crab Apple per allergie e intolleranze alimentari
  • Aspen per i disturbi gastrici
  • Cherry Plum per gonfiori e fermentazioni intestinali
  • Oak, vine e Impatiens per contrastare lo stress.

Cura e famaci per la donna in gravidanza

Anche se tutti i rimedi naturali consigliati possono essere assunti normalmente senza nessun effetto collaterale, il consiglio è di  consultare sempre il tuo ginecologo. Infatti, alcuni rimedi fitoterapici potrebbero interferire con l’assunzione di determinati farmaci quindi è sempre meglio parlare con il tuo  medico perché ogni donna è diversa e può avere reazioni distinte. 

Inoltre, non esistono specifiche linee guida per l’assunzione di farmaci in gravidanza. Si tende però a limitarne l’uso, previo consulto medico, poiché alcuni farmaci e rimedi naturali possono oltrepassare la placenta e avere un effetto tossico. Oltre a seguire un’alimentazione equilibrata, una terapia che apporta grandi benefici durante la gravidanza senza nessuna controindicazione è la riflessologia plantare. 

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Puoi consultare un riflessologo per avere maggiori informazioni sui punti da manipolare secondo i vari casi specifici.

Come prevenire l’aerofagia

Fortunatamente, puoi fare molto nel tuo quotidiano per contrastare l’aerofagia. L’importante è avere la volontà di cambiare alcune semplici abitudini a tavola che a lungo andare non ti portano nessun beneficio ma anzi danneggiano la tua salute.

Vediamo per prima cosa quali sono le cattive abitudini alimentari da evitare:

  • bere alcool e caffè;
  • fumare;
  • masticare continuamente chewing gum;
  • bere bevande gasate;
  • mangiare cibi in scatola;
  • consumare sempre piatti troppo abbondanti o troppo ricchi di zuccheri e grassi (questi ultimi danno un senso immediato di sazietà ma rallentano la digestione);
  • assumere cibi ricchi di lievito che creano fermentazione;
  • mangiare la frutta dopo i pasti (causa fermentazione e gonfiore);
  • assumere verdure che formano troppo gas nell’intestino come le crucifere (broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles). Meglio quindi preferire quelle verdi;
  • si raccomanda inoltre di porre attenzione anche a zuccheri come il lattosio e quelli presenti nella frutta, verdura e legumi. Meglio preferire le proteine che tendono a non gonfiare e produrre gas.

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Federica Silva

Laureata in Lingue e letterature straniere a Milano e diplomata in giornalismo alla London School of Journalism, sono giornalista e traduttrice. Scrivo in diverse lingue per riviste internazionali e mi occupo soprattutto di temi riguardanti salute, nutrizione e viaggi.

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