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Tutta la verità sui probiotici

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Probiotici - tutta la verità e guida all'uso

I probiotici fanno bene! Un’affermazione ripetuta ormai così tante volte da essere diventata quasi un luogo comune. E se prima quasi nessuno li conosceva, ora sono entrati a pieno titolo nella nostra dieta quotidiana, quasi quanto il pane e la pasta.

Ma sei sicura di sapere a cosa servono i probiotici e quanto realmente siano utili alla tua salute? Partiamo da un dato: l’Italia è il maggior investitore in ricerca sui probiotici, dopo gli Stati Uniti, e proprio noi italiani siamo, secondo le statistiche, il popolo che ne consuma di più, forse convinti che siano una panacea per tutti i mali. Proviamo a fare chiarezza.

Cosa sono i probiotici? Dove sono contenuti?

I probiotici sono batteri buoni, già presenti nella microflora dell’intestino umano in condizione di salute, resistenti ai succhi gastrici e ai sali biliari.  Questi microrganismi sono però anche contenuti in quantità differenti in latti fermentati e yogurt arricchiti. Vengono consumati quando diventa necessario integrarne la presenza per equilibrare la flora batterica.

C’è yogurt e yogurt

Bisogna stare attenti a non fare confusione: uno yogurt classico non è per forza un probiotico. Lo yogurt, infatti, contiene per legge due batteri, cioè il Lactobacillus Bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus. Non sono di origine intestinale, per cui solo una piccola parte arriva nell’intestino. Per essere considerati probiotici, gli yogurt come i latti fermentati, devono contenere Bifidobacterium o altri ceppi di Lactobacillus. Attenzione alletichetta quindi! E’ lì che trovi tutte le informazioni per capire se stai comprando un probiotico.

Le linee guida del Ministero

Il Ministero della Salute, proprio per fare chiarezza, ha aver definito l’obbligo di inserire in etichetta i ceppi di fermenti contenuti dai prodotti. Nelle Linee Guida sui probiotici, revisionate nel 2013, hanno specificato che per essere considerato probiotico, un prodotto deve contenere un miliardo di cellule vive per dose giornaliera. Informazione, quella relativa alla quantità, sempre specificata in etichetta in termini di quantità minima garantita nelle condizioni di conservazione indicate.

I probiotici fanno veramente bene?

Tanti sono i claim utilizzati dalle case di produzione sui miracoli compiuti dai probiotici. Ma, come ha evidenziato una recente indagine condotta da Altroconsumo, non sono la panacea di tutti i mali. In realtà i probiotici fanno bene, pur non essendo curativi.

In linea di massima, la consistente letteratura scientifica sull’argomento ha dimostrato che l’effetto sul nostro organismo si limita alle disfunzioni gastrointestinali. L’assunzione di probiotici aiuterebbe quindi a prevenire e ridurre i sintomi delle gastroenteriti. Questo perché agisce sull’equilibrio della flora intestinale.

Il Centro Studi sull’Alimentazione, Nutrition Foundation of Italy, ha poi riportato diverse ricerche che hanno dimostrato come effettivamente il consumo di probiotici e di latti arricchiti con probiotici possa limitare l’insorgenza di infezioni delle vie aeree superiori in studenti e bambini.

I claim che decantano effetti sulla digestione non hanno invece alcun riscontro scientifico. Mentre quelli relativi ai benefici sul sistema immunitario sono spesso legati all’aggiunta di vitamine, come la B6.

Quando sono più efficaci i probiotici?

Per potenziare l’efficacia e mantenere costante la presenza di batteri nell’intestino, i probiotici dovrebbero essere assunti ogni giorno nella dose minima consigliata. Se così non fosse, la quantità nell’intestino diminuirebbe nel giro di 7-10 giorni.

E’ poi importante rispettare gli orari indicati sulle confezioni. Ogni azienda ha condotto studi mirati per individuare il momento migliore della giornata per assumere lo specifico ceppo presente nel proprio prodotto.

Un ultimo elemento determinante è la conservazione. Sempre in frigorifero, perché bastano 24 ore a una temperatura più elevata di 4° per ammazzare tutti i fermenti. Mai mantenere la confezione aperta, perché a contatto con l’aria si avvia un processo di ossidazione che fa perdere gran parte dei fermenti.

Attenzione agli additivi!

Alcuni produttori usano additivi conservanti come il potassio sorbato e il benzoato di sodio oppure coloranti allergizzanti come la cocciniglia. Nei probiotici da bere, poi, viene aggiunto dello zucchero: ogni bottiglietta ne può contenere ben 12 grammi, pari a due cucchiaini colmi.

Fai sempre attenzione alle etichette dunque e scegli i prodotti che rispecchiano effettivamente l’immagine salutistica costruita intorno ai probiotici.

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