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Diabete, come combatterlo a tavola

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diabete come combatterlo a tavola

Compare generalmente intorno ai 30-40 anni ed è sempre associato a fattori di rischio come la vita sedentaria e il sovrappeso, anche se pure il carattere ereditario fa la sua parte e solo in Italia sono più di 4 milioni le persone che ne soffrono.

Il diabete è una patologia caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue a causa di una funzionalità alterata dell'insulina, ormone (prodotto dal pancreas) che consente l'ingresso del glucosio nel sangue e il suo utilizzo come fonte energetica.

Ne esistono due tipi:

  • il diabete di tipo 1 può comparire anche durante l'infanzia ed è causato da una cattiva funzionalità del pancreas che non produce insulina
  • il diabete di tipo 2, invece, è quello più diffuso, riguarda circa il 90% dei casi. Nonostante il pancreas produca insulina, le cellule non riescono ad utilizzarla.

Una corretta alimentazione può costituire un valido aiuto per contrastare il diabete del secondo tipo. Se è vero che molti cibi devono essere completamente esclusi dalla dieta, altri invece sono in grado di stimolare enzimi importanti per la regolazione della glicemia.

Per esempio, la fibra solubile può agire come sostanza utile per il controllo glicemico: via libera, quindi, ad alimenti come il carciofo, la cicoria, la cipolla, le mele e le arance, che ne contengono in quantità. In generale, comunque, una corretta assunzione di frutta e verdura può aiutare chi soffre di diabete a vivere meglio.

I nemici per chi soffre di questa malattia sono gli zuccheri semplici, cioè quelli che vengono assorbiti velocemente dall'organismo e che fanno aumentare la glicemia. Oltre al comune zucchero da tavola sono vietati il miele, le confetture, i gelati, il cioccolato e i dolci.

Il diabetico può assumere, invece, gli zuccheri complessi, come gli amidi che si trovano nel pane, nella pasta e nel riso integrali oltre che nei legumi, ovviamente facendo sempre attenzione alle quantità. E al normale zucchero da tavola devono optare per il fruttosio, perché ha un indice glicemico più basso dello zucchero e un potere dolcificante più elevato; il suo assorbimento cellulare, inoltre, non necessita dell'insulina.

Ricorda anche di fare attenzione a come cuoci i cibi: il grado di cottura di un alimento, infatti, può essere determinante per l'indice glicemico. Ad esempio, nel caso della pasta, questo scende da 61 in quella ben cotta, a 35 di quella al dente.

Nella giornata del diabetico non deve mancare un po' di sana attività fisica, che non serve soltanto a bruciare più calorie, ma anche ad aumentare l'entrata del glucosio nel muscolo con la conseguente riduzione della glicemia.

Claudia Manari

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