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Il colesterolo ‘buono’: come misurarlo

Il colesterolo ‘buono’ (HDL) ha una grande importanza e recenti ricerche hanno evidenziato un nuovo modo di misurarlo che può essere più efficace per individuare i rischi di ictus e infarto.

Come spiega il Dr. Singh: “questi marcatori di rischio sono un elemento chiave per nella terapia cardiologica base. I dottori basano sui livelli di colesterolo la decisione se un paziente deve entrare in terapia oppure no.”

E’ dunque molto importante che vengano adottati i metodi più efficaci per la misurazione dei marcatori relativi al colesterolo.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consigliamo di leggere: Colesterolo alto: cos’è e come combatterlo.

Il nuovo studio americano

Si tratta di uno studio americano del Centro for Disease Control and Prevention (CDC) pubblicato sulla rivista scientifica Circulation. Negli Stati Uniti le patologie del cuore sono la causa di morte principale: 1 su 4 decessi sono provocati da queste malattie.

Il metodo classico tradizionale per misurare i livelli di HDL è la misurazione della quantità totale di colesterolo trasportato dalle particelle di lipotreine (metodo HDL-C). Questa nuova ricerca è basata sull’ipotesi che sia più utile la misurazione della concentrazione di particelle che trasportano il colesterolo (metodo HDL-P).

La misurazione di HDL-C è il marcatore abitualmente adottato per predire le patologie coronariche ma la misurazione di HDL-P sembra più efficace nel predire il rischio di ictus e infarto del miocardio, in particolare.

Lo studio è stato condotto su 15.784 persone osservate durante un periodo di 8-12 anni. Il 46% di queste erano uomini, il 22% afro-americani. Età media 56 anni.

I ricercatori hanno rilevato che i partecipanti con livelli alti di HDL-P presentavano un rischio di ictus minore del 34% e un rischio di infarto minore del 37% rispetto agli altri con livelli più bassi.

Questa relazione era ancora più evidente nelle donne. Alti livelli di HDL-P erano associati con un rischio di ictus minore del 46% e un rischio di infarto minore del 49%.

Secondo il Dr. Kavisha Singh, primo autore dello studio, i livelli di HDL-C (il metodo tradizionale di misurare il colesterolo ‘buono’) erano associati al rischio di infarto ma non al rischio di ictus. La conclusione è stata pertanto che la misurazione di HDL-P possa essere più efficace per determinare gli effetti del colesterolo sulla salute cardiaca di un paziente.

Colesterolo buono, colesterolo cattivo

Il colesterolo detto ‘buono’ è quello trasportato dalle lipoproteine ad alta intensità (HDL) dai tessuti verso il fegato, che poi lo elimina.

E’ detto ‘cattivo’ invece quello trasportato dalle lipoproteine a bassa intensità (LDL) dal fegato alle cellule dell’organismo, dove resta.

Un’elevata presenza di LDL nel corpo può portare alla formazione di placche nei vasi sanguigni, che aumentano la pressione del sangue con il rischio di patologie cardiovascolari.

Per la stessa ragione, elevati valori di HDL sono associati a un ridotto rischio di patologie cardiovascolari.

Dunque, il colesterolo HDL (high-density lipoprotein) ha effetti molto benefici sulla salute. Ed è assodato, dalle ricerche condotte, che alimentazione e stile di vita sono determinanti per aumentare i livelli di HDL.

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Fabrizia Falzetti

Fabrizia Falzetti

Film producer e organizzatrice. Appassionata di geopolitica, cucina etnica e alimentazione sana. Collaboro con Melarossa dal 2019 per il coordinamento redazionale e la pianificazione editoriale.

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