L’alcol non protegge dal Coronavirus, anzi: l’eccesso aumenta il rischio di infezioni virali

L’alcol non protegge dal Coronavirus: questa è solo una delle tante fake news sui presunti metodi per prevenire il contagio che stanno circolando in questo periodo di emergenza. Al contrario, l’abuso di alcolici aumenta il rischio di infezioni virali, in particolare a carico dei polmoni. Lo ha chiarito l’Istituto Superiore di Sanità. In un approfondimento su “Assunzione di bevande alcoliche e Covid-19“, pubblicato sul suo sito, l’ISS ha smentito gli effetti benefici dell’alcol nei confronti del Coronavirus, mettendo in guardia anche sui rischi. Se, infatti, l’abitudine di sorseggiare un bicchiere di vino ai pasti non rappresenta un pericolo, il consumo eccessivo di alcol è associato a conseguenze anche serie per la salute. Tanto più in un contesto di emergenza sanitaria e reclusione forzata come quello che stiamo attraversando.

Alcol: un immunosoppressore che aumenta il rischio di infezioni virali e polmonari

L’abuso di alcol, spiegano gli esperti, pregiudica il sistema immunitario e la risposta anticorpale, rendendoci più vulnerabili alle infezioni virali, soprattutto da virus respiratori e polmonari, a cui appartiene il virus SARS-CoV-2, responsabile della Covid-19.

In particolare, l’assunzione di alcol:

  • causa una riduzione del numero e delle funzioni dei linfociti B, le cellule immunitarie che difendono l’organismo.
  • “Riduce il tono orofaringeo”, aumentando il rischio di introdurre germi nell’organismo. Inoltre, “modifica la funzione dei macrofagi alveolari”, che si occupano di ripulire gli alveoli polmonari da polvere e patogeni, per cui diventa un potenziale fattore di rischio per la polmonite.

L’alcol non disinfetta né igienizza

Tra le altre fake news che circolano su alcol e Coronavirus, ce n’è una che riguarda il suo presunto effetto igienizzante, sia del cavo orale che delle superfici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha però chiarito che non esiste alcuna evidenza scientifica che un consumo moderato di vino o la nebulizzazione di superalcolici possa contribuire a una migliore igienizzazione del cavo orale e della faringe. Infatti, affinché l’alcol abbia un effetto disinfettante, dovrebbe avere una gradazione di almeno 63°. Questo però esporrebbe la mucosa a un potenziale danno diretto, come testimonia l’effetto cancerogeno alcolcorrelato.

L’eccesso di alcol compromette la lucidità

In Italia, le misure restrittive adottate per contenere il contagio e la forzata permanenza a casa hanno avuto come effetto collaterale quello di stimolare un maggiore consumo di alcol, come testimoniato dall’incremento delle vendite di alcolici e superalcolici (+180%). Un trend a cui ha sicuramente contribuito anche la diffusione di bufale sui presunti effetti benefici dell’alcol.

In questo momento di emergenza, invece, l’abuso di alcol dovrebbe essere evitato, perché potrebbe portare a una perdita di lucidità e razionalità proprio ora che la situazione richiede di mantenere alti livelli di controllo e vigilanza. Bere in eccesso, per esempio, può far perdere di vista l’importanza di adottare comportamenti sicuri, portando anche a trasgredire le norme di distanziamento sociale. Inoltre, un’eventuale intossicazione da abuso di alcol richiederebbe un intervento medico in Pronto Soccorso che, nella situazione attuale, è bene evitare.

L’alcol aumenta il rischio di violenza domestica

Il consumo eccessivo di alcol, soprattutto in quarantena, è sconsigliato anche perché, oltre a sviluppare dipendenza, aumenta il rischio, la frequenza e la gravità degli episodi di violenza interpersonale. Tra questi, la violenza nei confronti del partner, la violenza sessuale, la violenza sui giovani e sugli anziani, gli abusi e la violenza sui bambini.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità.

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Coronavirus: alcol non protegge, aumenta rischio infezioni virali
Tiziana Landi

Tiziana Landi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. Sono esperta di cucina light e alimentazione sana e all'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.

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