Sindrome da burnout: cos’è e come combatterla con gli esercizi giusti

Burnout in inglese vuol dire “esaurimento, crollo”. Una condizione, conosciuta anche con il nome di “esaurimento professionale“, che si manifesta in ambito lavorativo e che è appena stata riconosciuta dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come sindrome: è infatti inclusa nell’11esima revisione dell’International Classification of Diseases (ICD-11) come un fenomeno occupazionale (stress da lavoro). Non è classificata come una condizione medica.

L’Oms ha anche fornito ai medici delle direttive per diagnosticare questa condizione: tra i sintomi che la caratterizzano, mancanza di energia, aumento dell’isolamento dal lavoro o sensazioni di negatività e cinismo legati al lavoro, diminuzione dell’efficacia professionale.

La sindrome da burnout può colpire quando ci si trova a dover gestire una situazione particolarmente stressante per un periodo prolungato. La combinazione di situazioni come il sovraccarico d’impegni, la mancanza di gratificazione, eventuali ingiustizie o anche la scarsa remunerazione sono fattori scatenanti di questo disagio.

Anche l’uso della tecnologia è andato in qualche modo a peggiorare la situazione. Essere sempre connessi vuol dire non riuscire a staccare mai e ridurre ai minimi termini il tempo per sé, con aumento esponenziale dello stress.

Come riconoscere questo disagio? Andiamo ad analizzarlo da vicino e cerchiamo di comprenderne la cause e come combatterlo.

Cos’è il burnout

La definizione di burnout è stata utilizzata sin dagli anni ’70 dalla psichiatra americana Christina Maslach, che lo ha contestualizzato nella sfera professionale.

La Maslach ha evidenziato come il burnout colpisca in modo particolare le professioni in cui le relazioni interpersonali sono continue. E dove è richiesto un contatto costante con le emozioni e le esigenze dei propri assistiti.

Quindi infermieri, assistenti sociali, medici, insegnanti, psicologi e operatori per l’infanzia. Ma anche manager, avvocati, impiegati, segretarie o figure che ricoprono ruoli di responsabilità e di gestione delle persone.

In cosa consiste?

Gli psicologi che hanno studiato questo fenomeno hanno notato che si manifesta essenzialmente in 3 dimensioni principali:

  • deterioramento dell’impegno e della soddisfazione nei confronti del lavoro;
  • peggioramento delle emozioni legate alla sfera professionale;
  • problemi nell’adattamento tra le esigenze personali e le richieste professionali troppo pressanti.

Sintomi del burnout

Lo stress lavorativo, causa della sindrome da burnout, ti farà provare una sensazione di esaurimento, inefficacia e cinismo.

L’esaurimento si manifesta con una sensazione di svuotamento, noia e un allontanamento emotivo da tutti. L’inefficacia attraverso il pensiero di non essere più in grado di svolgere bene il proprio lavoro e il cinismo con un atteggiamento di indifferenza. Essenzialmente, non ti curerai più delle conseguenze delle tue azioni professionali.

A volte la sindrome da esaurimento emotivo può causare anche una sensazione di depressione, disturbi del sonno, difficoltà cognitive, stati di ansia e impazienza e assenteismo dal lavoro.

A livello fisico, possono insorgere ipertensione, problemi intestinali e malattie cardiovascolari.

Consigli per prevenirlo

Con qualche semplice accorgimento puoi evitare di arrivare a uno stato di stress così elevato da rischiare la sindrome da burnout.

Tra le cose che puoi fare:

  1. Impara ad ascoltare il tuo corpo, che ti manderà segnali di malessere molto prima rispetto alla consapevolezza della mente.
  2. Cerca di non sacrificare troppo i tuoi spazi. Mantenere un giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero è la prima importante prevenzione.
  3. Riposati. L’ozio è indispensabile per staccare e ricaricare le batterie.
  4. Sii social nella vita reale. Le nostre relazioni amicali e affettive sono un’iniezione di energia positiva e fondamentali per staccarci dalla vita “digital” dello schermo.

Esercizi di sofrologia per combattere il burnout

La sofrologia è una tecnica sviluppata dal neuropsichiatra Alfonso Caycedo, che aiuta a rilassare la mente e il corpo in maniera particolarmente efficace. Questa tecnica utilizza metodi sia statici, sia dinamici.

Nel metodo statico, si sta in posizione ferma, con gli occhi chiusi. In quello dinamico, si svolgono degli esercizi simili a quelli dello yoga tradizionale, con particolare attenzione a concentrazione e rilassamento.

Guarda la gallery e prova questi esercizi di sofrologia adatti a contrastare la sindrome da burnout!

Esercizio 1 – Posizione di sofrologia base

Prova la sofrologia contro il burnout

Questo esercizio consiste nel rilassamento graduale di tutte le parti del corpo e si può fare da seduti o distesi.

Scegli la posizione che preferisci e inizia a rilassare tutti i muscoli del tuo corpo, partendo da quelli del viso, poi il collo, le spalle e via dicendo fino ad arrivare ai piedi.

Una volta terminato il processo di rilassamento muscolare, concentrati sul tuo respiro, cercando di allungare la fase espiratoria, per staccare la mente dai pensieri.

Esercizio 2 – Espirazione “canticchiata”

La sofrologia ti aiuta a combattere il burnout

Mettiti comodamente in piedi, chiudi gli occhi e fai un bel respiro profondo inspirando con il naso.

Mentre espiri, emetti un suono con la bocca, come se stessi canticchiando delicatamente. Assicurati che il tempo dell’espirazione canticchiata sia più lungo di quello dell’inspirazione.

Noterai che il suono farà vibrare diverse parti del tuo corpo. Modifica la tonalità per sentire cambiare le vibrazioni. Questa tecnica rilassa la mente e ti permette di entrare in maggiore sintonia con il tuo corpo.

Esercizio 3 – Visualizzazione positiva

Contro il burnout prova la sofrologia

Mettiti in una posizione comoda, in piedi o seduto su una sedia, e fai un paio di respiri profondi, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca.

Inizia a rilassare la bocca, aprendola un pochino, poi le spalle, lasciandole cadere, come se fossero pesanti. Passa poi alla pancia, cercando di fare respiri addominali.

Inizia a pensare a qualcosa che ti rende felice: un posto, un’attività, un momento importante, un ricordo della tua ultima vacanza. Non fermarti al ricordare, ma immergiti in questo pensiero come se fossi davvero lì, come se lo stessi vivendo ora. Vai nei dettagli: colori, suoni, luci, profumi.

Il tuo cervello segnalerà al tuo corpo che stai vivendo un momento davvero positivo e piacevole, favorendo il relax. Apri gli occhi e torna al presente e alle tue occupazioni: vedrai che avrai acquisito una prospettiva più ampia e luminosa sulla tua giornata!

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Flavia Rodriguez

Flavia Rodriguez

Giornalista dal 1995, sono Life Coach Umanista e lavoro con persone che vogliono allenarsi per raggiungere obiettivi in linea con la loro natura. Per la redazione di Melarossa, scrivo articoli e approfondimenti curando in particolare le sezioni dieta, nutrizione e psicologia.

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