Come distinguere un melanoma da un neo sano

Saper distinguere un melanoma da un neo sano a volte può salvare la vita: la prevenzione, quando si parla di tumori, è fondamentale. In Italia ogni anno si sviluppano 7.300 nuovi casi di melanoma tra gli uomini e 6.700 tra le donne, con un’incidenza raddoppiata negli ultimi 10 anni: a dirlo sono i dati di Airtum, l’Associazione Italiana Registro Tumori, che spiega anche come analizzare il nostro stato di salute per accorgerci subito che qualcosa non va.

Kit della prevenzione: cos’è la regola dell’Abcde

In occasione della Giornata mondiale del melanoma (13 maggio) gli esperti hanno voluto fare delle raccomandazioni importanti. Come fare a distinguere un melanoma da un neo sano? In particolare, nel caso di nei, è necessario fare attenzione alla Regola dell’Abcde:

  • Asimmetria. Il neo, per essere sano, deve essere regolare nella forma.
  • Bordi frastagliati. Il neo deve avere dei bordi lisci e continui.
  • Colore variegato. Anche il colore deve essere uniforme, senza variazioni particolari.
  • Dimensione superiore ai 6 millimetri. Se un neo diventa più grande di 6 millimetri è bene farsi controllare dal medico.
  • Evoluzione rapida nel tempo. Il neo sano non cambia forma rapidamente nel tempo.

I dottori hanno invitato i pazienti anche a far caso ad alcuni sintomi come il sanguinamento, il prurito o la secchezza di un neo preesistente, fino a ad alcune macchioline circondate da un nodulo o da un’area arrossata: fare prevenzione, o scoprire la malattia in fase molto iniziale, oggi significa rendere il melanoma più curabile, grazie ai grandi passi avanti fatti negli ultimi anni.

Proteggere la pelle d’estate

Bisogna dunque fare attenzione allo “stato di salute” dei nei, mettendo in pratica comportamenti corretti sotto il sole, soprattutto nei mesi più caldi. Per primo la gradualità dell’esposizione al sole, soprattutto nei primi giorni: evitare le ore più calde, quelle centrali della giornata (dalle 11 alle 17); seconda regola inderogabile: usare creme solari con adeguati filtri, rispalmandone un strato su tutto il corpo (comprese le zone spesso dimenticare come palpebre, occhi, orecchie, piedi), dopo ogni bagno e ogni 2 ore dalla precedente applicazione.

Fonte: Il Secolo XIX


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Francesca Fiore

Francesca Fiore

Esperta di gastronomia, ho conseguito il master in comunicazione e giornalismo gastronomico presso il Gambero Rosso, Città del gusto di Roma. Giornalista dal 2015, mi occupo soprattutto di nutrizione, prodotti e produzioni di nicchia, produzione di cibo sostenibile.

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