Patologie

Polmonite: cos’è, epidemiologia, cause, tipi, sintomi, cura e prevenzione

Annuncio pubblicitario

La polmonite è un’infiammazione del tessuto dei polmoni. In genere è provocata da un’infezione batterica, tuttavia, può essere causata anche da virus, funghi o dall’aspirazione di un corpo estraneo.

Tra le infezioni virali che provocano la polmonite, negli ultimi mesi si è aggiunto anche il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, un nuovo ceppo di coronavirus, che è in grado di provocare la malattia chiamata COVID-19.

In sintesi, la polmonite si manifesta con tosse, difficoltà a respirare, febbre, a volte anche dolore al petto e stato di confusione mentale.

Anche se può colpire persone di ogni età, nei neonati e nei bambini rappresenta una delle infezioni più gravi e frequenti, al punto da costituire la principale causa di morte infantile nel mondo. In particolare, in Europa si registra un’incidenza di quasi 40 casi su 1000 bambini.

Pur trattandosi di una malattia che nella maggior parte dei casi può essere curata e da cui si guarisce, nelle persone anziane o con altre patologie già presenti, può manifestarsi in modo grave e portare anche al decesso.

Polmonite: che cos’è

È un’infezione delle piccole cavità polmonari, chiamate alveoli, e dei tessuti circostanti.

Annuncio pubblicitario

Infatti, per effetto della polmonite, gli alveoli polmonari si infiammano e si riempiono di liquido. Ma cosa sono gli alveoli polmonari? Immagina minuscoli palloncini elastici che svolgono la funzione di estrarre dall’aria l’ossigeno necessario alle cellule del nostro corpo. Allo stesso tempo, rilasciano l’anidride carbonica, che è il prodotto di scarto dell’attività cellulare. Come conseguenza di questa infiammazione, lo scambio gassoso diventa difficile così come diventa difficile respirare.

In particolare, si distinguono due tipi di polmoniti:

  • alveoliti: infiammazioni che colpiscono soprattutto gli alveoli e sono causate principalmente da batteri;
  • interstiziali acute: interessano il tessuto polmonare interstiziale e sono provocate da virus e da alcuni batteri.

È da sottolineare che questa malattia è tra le cause più comuni di morte in tutto il mondo. Inoltre, spesso nelle persone che sono affette da altre malattie croniche gravi, la polmonite è l’ultima patologia che si manifesta e che provoca il decesso, come per esempio sta avvenendo in questo periodo con la polmonite provocata dal coronavirus.

Infine, è anche la causa più frequente di decesso tra le infezioni che si contraggono quando si è ricoverati in ospedale.

Polmonite: epidemiologia

Secondo i più recenti dati, nel mondo muoiono circa 2,5 milioni di persone all’anno per polmonite. Di queste, quasi un terzo sono bambini con un’eta inferiore ai 5 anni. Infatti, secondo l’Organizzazione mondiale della Salute (OMS), la polmonite provoca la morte ogni anno di 1,2 milioni di bambini sotto i 5 anni. Una buona percentuale di questi decessi sono anche legati alla malnutrizione.

La polmonite provoca la morte di circa 11 mila persone in Italia ogni anno ed è la prima causa di morte per malattie infettive nei Paesi occidentali.

Annuncio pubblicitario

Tuttavia, secondo il Ministero della salute, pur non avendo molti dati a disposizione, si stima che l’incidenza della polmonite in Italia sia inferiore a due casi per 1000 abitanti, ma è comunque responsabile di oltre 136.000 ricoveri.

Inoltre, è importante sottolineare che nella quasi totalità dei casi di morte, si tratta di persone con un’eta superiore ai 70 anni.

Polmonite: cenni storici

Conosciuta già dai tempi antichi, la malattia risulta citata per la prima volta dagli antichi Greci. Ma è solo nel 1881 che viene scoperto lo streptococco pneumonia, un batterio responsabile della maggior parte dei casi di polmonite in tutto il mondo.

Ad effettuare questa importante scoperta furono il francese Louis Pasteur e l’americano George Sternberg, entrambi biologici. Infatti, indipendentemente l’uno dall’altro, i due scienziati individuarono questo batterio nella saliva.

Più avanti, mentre si cercava di mettere a punto un vaccino, negli anni ’30 fu introdotta la sulfapiridina, il primo agente antibatterico. Nonostante  il successo che questo farmaco ottenne nel curare Winston Churchill nel 1942, fu presto messo da parte con la scoperta della penicillina agli inizi degli anni ’40. Tuttavia questo antibiotico veniva utilizzato per tutti i tipi di polmonite, anche quelle non di origine batterica, tanto che finì per provocare lo sviluppo di antibioticoresistenze.

Scoperta del vaccino

Finalmente, nel 1977 è stato sviluppato il primo vaccino in grado di proteggere contro la polmonite da pneumococco, anche se è in grado di agire solo contro un numero limitato di sierotipi di streptococco.

Annuncio pubblicitario

Inoltre, nel 2000, è stato introdotto un secondo vaccino, che offre una protezione contro molti più sierotipi, compresi quelli che sono risultati resistenti agli antibiotici.

Tipi di polmonite

Polmonite batterica

Generalmente è provocata da un batterio, lo Streptococcus pneumonia, noto anche con il nome di pneumococco. In questo caso si parla di polmonite batterica.

Ma ci sono anche altri batteri che possono provocarla, come:

  • Haemophilus influenzae
  • Staphyloccocus aureus
  • Legionella pneumophila.

Altri tipi di polmononite

In aggiunta a quella di origine batterica, ci sono altri tipi di polmonite:

  • virale: frequentemente provocata dal virus respiratorio sinciziale (RSV), soprattutto nei bambini sotto l’anno di età. Si manifesta con una “bronchiolite” che colpisce appunto i bronchioli. Inoltre, le polmoniti virali possono essere provocate anche da virus influenzali di tipo A e B e dai coronavirus. Ad ogni modo sono più rare di quelle batteriche.
  • Fungina: è una forma molto rara e che in genere colpisce persone con un sistema immunitario indebolito. Fra gli agenti patogeni più comuni che la provocano ci sono l’Histoplasma capsulatum, il Coccidioides immitis e la Blastomyces dermatitidis.
  • Da aspirazione (o ab ingestis): anche questa forma è molto rara, in quanto è provocata dall’aspirazione nelle prime vie respiratorie e successivamente nei polmoni di sostanze estranee (solide, liquide o gassose). In genere si tratta soprattutto di cibo o succhi gastrici, oppure oggetti estranei, sostanze tossiche come fumo o sostanze chimiche. Infine, la polmonite da aspirazione è più frequente in quelle persone che hanno difficoltà a deglutire a causa di malattie degenerative o ictus cerebrale.
  • Polmonite ostruttiva: si manifesta quando c’è un’ostruzione delle vie aeree nei polmoni, provocata per esempio da un tumore. In questo caso i batteri si accumulano dietro questa ostruzione.
  • Ospedaliera: nota anche come nosocomiale, colpisce persone ricoverate in ospedale per la cura di altre malattie oppure sottoposte a interventi chirurgici. In particolare, sono a rischio coloro che sono ricoverati nelle terapie intensive e sottoposti a respirazione artificiale. Ad ogni modo, anche questo tipo di polmonite è provocata da batteri, come Pseudomonas eruginosa, Acinetobacter, Klebsiella pneumoniae.

Polmonite da coronavirus

La COVID-19, cioè la malattia provocata dal nuovo coronavirus, può manifestarsi con sintomi più lievi, come febbre, stanchezza e tosse secca, congestione nasale, mal di gola, dolore muscolare.

Al contrario, nei casi più gravi, l’infezione può causare anche la polmonite. Circa 1 persone su 5 con COVID-19 si ammala gravemente, presentando difficoltà respiratorie.

Annuncio pubblicitario

Tra le persone più a rischio di sviluppare forme gravi della malattia, ci sono gli anziani e coloro che hanno altre patologie, come:

  • pressione alta
  • malattie cardiache
  • diabete
  • immunodepressi.

Polmonite: cause e fattori di rischio

Di solito, i germi si trasmettono da una persona all’altra oppure toccando oggetti o superfici in cui sono presenti i germi e poi portandosi le mani alla bocca o al naso.

Fortunatamente il nostro organismo è in grado di eliminare questi germi quasi sempre, prima che raggiungano i polmoni e causino un’infezione.

In caso di polmonite conclamata, quella di origine batterica non è contagiosa. Comunque, chi ha la polmonite è bene che eviti i contatti con familiari o altre persone che hanno un sistema immunitario debole, perché più suscettibili ad ammalarsi.

Fattori di rischio

Ci sono alcune persone che sono più suscettibili di altre ad ammalarsi di polmonite:

  • neonati o bambini molto piccoli;
  • anziani;
  • fumatori;
  • persone che soffrono di alcune malattie respiratorie, come asma, fibrosi cistica o malattie del cuore, dei reni o del fegato;
  • persone che hanno un sistema immunitario indebolito (per malattie, come l’influenza, per virus HIV, AIDS, perché stanno facendo la chemioterapia per un tumore o perché stanno assumendo farmaci antirigetto dopo un trapianto).

Polmonite: sintomi

I segni della polmonite possono comparire all’improvviso, nel giro di 1 o 2 giorni ed essere molto seri: in questo caso si parla di polmonite grave. Al contrario, possono manifestarsi anche più lentamente, in diversi giorni. Nel caso in cui i sintomi siano lievi, si parla di polmonite atipica.

Ad ogni modo, i sintomi più comuni sono:

Annuncio pubblicitario
  • tosse: secca oppure con presenza di catarro denso, di colore giallo-verde, marrone o chiaro, eventualmente anche con striature di sangue;
  • difficoltà respiratoria: la persona respira in modo più rapido e superficiale e ha la sensazione di “fiato corto”, come avviene durante l’attività fisica;
  • febbre;
  • battito cardiaco accelerato;
  • stato di malessere generale, con mal di testa, nausea e vomito;
  • brividi e sudorazione;
  • mancanza di appetito;
  • dolori al petto, che si accentuano con la respirazione o con la tosse;
  • confusione (soprattutto nelle persone anziane).

Raramente, può presentarsi anche emottisi, ovvero l’emissione di sangue con i colpi di tosse.

In genere i sintomi più gravi si presentano nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone che già soffrono di altri disturbi polmonari, come la BPCO, cioè la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Sintomi nei bambini

I bambini che hanno la polmonite presentano sintomi simili agli adulti, come febbre, tachipnea (aumento della frequenza respiratoria) e dispnea (difficoltà respiratoria), tosse, respiro sibilante e dolore toracico. A questi si aggiungo altri segni non legati all’apparato respiratorio, come:

  • mancanza di appetito
  • sonnolenza
  • vomito e diarrea, eventualmente anche con mal di pancia
  • irritabilità

Sintomi negli anziani

Anche in questo caso, i sintomi possono essere gli stessi delle persone più giovani, ma in alcuni casi possono essere atipici e rendere più difficile la diagnosi.

In particolare, l’anziano può manifestare confusione mentale, dolore toracico e febbre meno evidenti che nei giovani adulti. Inoltre, possono presentare complicanze cardiache e ictus cardiaci, e persino polmonite virale e batterica sovrapposte.

Polmonite: diagnosi

Se si presenta uno dei sintomi sopra descritti, è bene recarsi dal dottore che effettuerà la diagnosi ascoltando il torace con lo stetoscopio, per rilevare eventuali rumori che si manifestano se i polmoni non sono sani. Infatti, in presenza di una polmonite, l’aria genera rumori particolari perché attraversa zone del polmone che sono piene di liquido.

Annuncio pubblicitario

Nel caso in cui il medico pensi che la polmonite sia grave oppure se i sintomi non migliorano dopo 48 ore da quando si è iniziata la cura, bisogna effettuare una radiografia dei polmoni.

Infatti, questo esame serve per valutare quanto è estesa l’infezione e soprattutto per distinguere tra polmonite e bronchite, dato che le due malattie hanno sintomi iniziali simili.

Inoltre, possono essere necessari anche altri esami, come analisi del sangue (emocoltura) e/o esame microbiologico dell’espettorato per identificare gli agenti patogeni e scegliere la cura più appropriata.

Tuttavia, se si avvertono subito sintomi più gravi, come difficoltà a respirare e dolore al petto, è bene andare direttamente al Pronto Soccorso.

Complicanze che possono scatenarsi dalla polmonite

In alcuni casi di persone particolarmente deboli, perché molto giovani, anziane o affette da altre patologie, per esempio il diabete, la polmonite può dar luogo a complicazioni.

Pleurite

La pleurite è la più comune fra tutte. Si manifesta quando si infiamma la pleura, cioè la membrana sottile che riveste i polmoni e la parte interna del torace.

In aggiunta, può essere accompagnata anche da versamento pleurico, ovvero dall’aumento del liquido contenuto nello spazio tra polmoni e torace. Di conseguenza, viene compresso il polmone e la respirazione diventa difficile, al punto che questa complicanza può dar vita ad insufficienza respiratoria.

Annuncio pubblicitario

Nel caso in cui l’infezione si estenda anche al liquido e al cavo pleurico (empiema), è necessario intervenire chirurgicamente con un drenaggio o con interventi più invasivi.

Setticemia

In questo caso i batteri responsabili della polmonite passano nel sangue provocando un’infezione grave e generale a tutto il corpo.

Ascesso polmonare

L’ascesso polmonare è una complicazione rara, che può presentarsi in persone che hanno già altre malattie o hanno fatto abuso di alcol. Si manifesta come una sacca di pus che si forma nei polmoni. Si cura con antibiotici e solo raramente è necessario un intervento chirurgico al fine di drenare l’ascesso e asportare la parte di polmoni coinvolta.

Insufficienza respiratoria

L’insufficienza respiratoria si presenta quando la quantità di ossigeno nel sangue diminuisce oppure quella di anidride carbonica è troppo elevata. Si manifesta con respiro affannoso, cianosi e stato confusionale. Per curarla si somministra ossigeno e nei casi più gravi può essere necessaria la respirazione artificiale, fino a che non si riesce a curare la polmonite che l’ha provocata.

Polmonite: cura

In genere per il trattamento si usano:

  • antibiotici che agiscono contro il tipo di germe che ha provocato l’infezione. In pratica si tratta di somministrare un antibiotico a spettro ristretto. Si somministra invece subito un antibiotico ad ampio spettro (che uccide non solo i batteri della polmonite, ma per esempio anche quelli dell’intestino) solo nel caso in cui la polmonite sia grave o la persona abbia un sistema immunitario debole. Infatti, lo scopo è di ridurre subito la gravità della malattia e il rischio di complicanze.
  • Antivirali: in caso di polmonite di origine virale, per esempio provocata da influenza o varicella, in cui non sono efficaci gli antibiotici.
  • Antimicotici o antiparassitari: si somministrano per le polmoniti provocate da funghi o parassiti, comunque casi molto rari.
  • Farmaci per alleviare febbre e dolore.
  • Se necessario, somministrazione di liquidi via endovena e/o ossigeno, quest’ultimo attraverso un sondino che si infila nelle narici.

Inoltre, in alcuni casi può essere necessaria una radiografia del torace dopo 6 settimane dal trattamento per verificare che la polmonite sia scomparsa.

Annuncio pubblicitario

La cura a casa

Se i sintomi non sono gravi, chi ha la polmonite può curarsi a casa, sotto controllo medico, seguendo la terapia antibiotica o virale. Ad ogni modo, è raccomandato bere molto e stare a riposo. Tuttavia non bisogna rimanere costantemente a letto ma alzarsi e sedersi.

Quando andare in ospedale

Solo se i sintomi sono più gravi e il paziente non risponde alla terapia può essere necessario il ricovero in ospedale. La stessa cosa vale anche in caso ci siano seri problemi di salute o altre patologie, o se i pazienti sono molto piccoli o anziani.

Se la polmonite evolve in insufficienza respiratoria, possono essere necessari interventi che aiutino la respirazione.

Generalmente, la polmonite risponde bene al trattamento e la persona guarisce, anche se la tosse può persistere dopo la scomparsa degli altri sintomi.

Polmonite: prevenzione

Non è possibile eliminare tutti i rischi di contrarre la polmonite perché la malattia può essere provocata da tante cause.

Però ci sono alcune azioni che si possono compiere per ridurre il rischio. Fra queste:

Annuncio pubblicitario
  • smettere di fumare, perché il fumo facilita le infezioni dell’apparato respiratorio;
  • evitare l’abuso di alcol: si è visto infatti che l’uso eccessivo e prolungato di alcol indebolisce il sistema immunitario, che quindi non è in grado di difendere l’organismo dalle infezioni;
  • vaccinarsi.

Inoltre, è importante adottare le comuni pratiche igieniche per evitare la trasmissione dei germi, quindi il contagio, tra i malati e le persone sane, quali:

  • coprirsi naso o bocca quando si starnutisce o tossisce, meglio se con un fazzoletto usa e getta;
  • gettare via il fazzoletto usato perché i germi possono sopravvivere anche diverse ore al di fuori dell’organismo;
  • lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, per evitare di trasferire i germi ad altre persone o su oggetti o superfici di contatto.

Polmonite: vaccinazione

Efficaci anche nel prevenire alcuni tipi di polmonite o ridurre il rischio di contrarla, sono anche alcuni vaccini.

Vaccino antipneumococco

È raccomandato in particolare per i bambini sotto i 6 anni, gli adulti sopra i 65 anni e in generale per persone con alcuni problemi di salute, come il diabete.

Ad ogni modo, in Italia, il vaccino antipneumococco è gratuito per le persone over 65 e per i nuovi nati (a cui va effettuato entro il primo anno di vita in tre dosi).

Inoltre, basta vaccinarsi una sola volta per essere coperti per tutta la vita.

Vaccino antinfluenzale

Vaccinarsi ogni anno contro l’influenza riduce il rischio di contrarre la polmonite che può essere provocata dall’influenza stagionale.

Annuncio pubblicitario

Infatti, l’influenza può indebolire i polmoni e metterli a rischio di polmoniti batteriche.

Questo vaccino è raccomandato alle persone sopra i 65 anni, alle persone a rischio (come chi ha il diabete o altre patologie croniche), agli operatori sanitari e a chi lavora in comunità.

Vaccino anti-haemophilus influenzae di tipo B

Si tratta di un vaccino specifico che può prevenire la polmonite provocata dal ceppo Haemophilus influenzae di tipo B (che provoca anche meningite).

In particolare, questo vaccino è raccomandato a tutti i bambini a partire dai due mesi di età, soprattutto se frequentano asili e/o nido, perché più esposti al contagio.

Vaccino contro la varicella

Dato che questa infezione virale può avere anche complicanze respiratorie (come la polmonite, seppur rara, soprattutto negli adulti), la profilassi contro la varicella (gratuita e obbligatoria in Italia per i bambini a partire dal 2017), può essere raccomandata anche per gli adulti.

Polmonite: dieta per convalescenza

I tempi di recupero dipendono dal tipo di polmonite, dalla gravità e dall’età della persona.

Ad ogni modo non bisogna avere fretta di ritornare subito alle proprie attività, ma invece dare tempo all’organismo di recuperare le energie.

Annuncio pubblicitario

Infatti, ci si può sentire debilitati e affaticati, come spesso avviene dopo malattie importanti che ci hanno costretto a letto a lungo.

Durante questo periodo di convalescenza è bene ricominciare pian piano a:

  • consumare pasti regolari
  • alzarsi dal letto
  • fare un po’ di movimento
  • esporsi, anche dalla finestra o dal balcone, alla luce solare, evitando ovviamente di prendere freddo.

Se si sono assunti antibiotici, l’intestino potrebbe risentirne, per cui consulta il medico per valutare se assumere integratori a base di probiotici e fermenti lattici per ristabilire l’equilibrio della flora batterica.

Altrettanto importante è seguire un’alimentazione sana e nutriente, soprattutto se si è perso peso durante la malattia.

Mangiare poco e spesso può essere una buona strategia per recuperare il senso di appetito e assumere la quantità necessaria di calorie.

Infine, non dimenticare di bere a sufficienza: semplice acqua, oppure tè, tisane, infusi, spremute o centrifughe di frutta e verdura.

I benefici dei purificatori d’aria

I purificatori d’aria sono strumenti elettrici di grandi o piccole dimensioni. Alcuni sono dotati di ruote, dunque facili da trasportare, altri invece sono fissi. La loro principale funzione è quella di incanalare l’aria esterna, intrappolando tutte le sostanze nocive e inquinanti, per poi rigettarla purificata.

Annuncio pubblicitario

L’utilizzo è semplicissimo: ti basterà attaccare la presa alla corrente!

I principali benefici del purificatore d’aria sono due:

  1. Purificare l’aria e l’ambiente circostante attraverso il meccanismo di filtraggio dell’aria.
  2. Eliminare virus e batteri circostanti. Per quanto riguarda l’eliminazione di agenti esterni è sempre necessario controllare le caratteristiche di filtraggio. Infatti non tutti i purificatori sono adatti all’eliminazione di virus e batteri.

Ne esistono di varie tipologie sul mercato, di varie dimensioni e prezzo. L’importante è sempre scegliere il miglior rapporto qualità/prezzo senza dimenticare di dare un’occhiata a tutte le caratteristiche, così da sfruttarne al meglio le potenzialità.

Clicca qui per scoprire i migliori purificatori d’aria sul mercato!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su Pinterest!

Annuncio pubblicitario
Carolina Peciola

Carolina Peciola è giornalista, editor, consulente editoriale e lavora nel mondo dell’editoria da trent'anni. Si occupa soprattutto di salute, benessere, alimentazione, cucina, fenomeni sociali. Scrive per riviste in edicola e testate online, cura l’editing di libri, realizza pubblicazioni per ragazzi.

Condividi
Pubblicato da

Recent Posts

Topinambur al forno, un contorno veloce, sfizioso e leggero

Se sei alla ricerca di un contorno facile, veloce e appetitoso, prova i topinambur al…

23 Ottobre 2021

Cornetti fatti in casa, una golosità per la nostra prima colazione

I cornetti fatti in casa sono il dolce più amato della prima colazione all'italiana. Se…

23 Ottobre 2021

Papaya fermentata: cos’è, a cosa serve, benefici, modalità d’assunzione e controindicazioni

La papaya fermentata è un integratore alimentare di origine naturale ottenuto attraverso un processo di…

23 Ottobre 2021

Pilates: cos’è, come funziona il metodo, benefici, esercizi e allenamento matwork da eseguire a casa

Nel mondo, sono circa 11 milioni le persone che praticano il Pilates e molte star…

23 Ottobre 2021

Ipotiroidismo: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi, trattamento e dieta

Tra le patologie legate alla ghiandola tiroidea, c’è l’ipotiroidismo, un disturbo che si manifesta quando…

22 Ottobre 2021

Cuore sano: fattori di rischio, alimenti, dieta e stile di vita per prevenire i problemi cardiaci

Vuoi un cuore sano? Comincia con il controllare quello che porti in tavola! Tra i principali…

22 Ottobre 2021