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Sempre stanca, nervosa e in sovrappeso? Forse è colpa della tiroide

Sei sempre stanca e non tolleri i cambi di temperatura? Hai mal di testa, un pessimo umore e la tua bilancia conferma un ingiustificato aumento di peso? Questi sintomi potrebbero essere la spia di un malfunzionamento della tiroide.

Purtroppo, più di 3 milioni di italiani, per la maggior parte donne e anziani, sono colpiti da una patologia tiroidea. Senza contare chi non sa ancora che tanti dei suoi piccoli problemi, confondibili e sovrapponibili con altre sintomatologie, hanno proprio a che fare con questa piccola ghiandola a forma di farfalla. 

La tiroide è importantissima, perché funziona come una sorta di centralina che regola importanti processi. Infatti, la tiroide regola lo sviluppo neuropsichico e l’accrescimento somatico nell’età evolutiva e, con il passare del tempo, la funzione cardiovascolare ma anche il metabolismo basale, lipidico, glucidico e osseo. Cerchiamo allora di capire, con l’aiuto della dottoressa Silvia Migliaccio, medico specialista in malattie metaboliche, perché è così importante che questa ghiandola sia in buona salute.

Cos’è e a cosa serve la tiroide

“La tiroide – spiega la dottoressa – è una ghiandola endocrina che produce ormoni, tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3), che hanno il compito di regolare il metabolismo basale. Quindi le funzioni essenziali degli organi del nostro corpo”.

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Gli ormoni tiroidei T3 e T4, attraverso il sangue, raggiungono tutti gli organi e gli apparati dell’organismo.

L’importanza del loro equilibrio risiede proprio nel fatto che questi influenzano anche il nostro sistema:

  • respiratorio
  • termoregolatorio
  • cardiocircolatorio
  • scheletrico
  • riproduttivo.

Scopri il nostro articolo sulla tiroide: cos’è, disfunzioni, cure e prevenzione.

Esami clinici per capire se la tiroide è in salute

Per capire se la tua “ghiandola centralina” gode di buona salute bastano delle semplici analisi del sangue per valutare i livelli degli ormoni della tiroide, T4 e T3, e il TSH, un ormone prodotto dall’ipofisi e che regola la funzione della ghiandola tiroidea.

Poi, un’ecografia permette di valutare la morfologia della ghiandola mentre l’elastosonografia (sempre una tecnica ecografica) fornisce informazioni sulla durezza di un tessuto o di un nodulo.

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Per una maggiore completezza diagnostica, o in caso di patologie accertate, è possibile fare anche ulteriori esami come:

  • agoaspirato tiroideo
  • scintigrafia.
tiroide. esami

Ipertiroidismo e ipotiroidismo

Se la tiroide funziona poco, quindi produce una quantità bassa o insufficiente di ormoni, la diagnosi sarà di ipotiroidismo.

Invece, se la tiroide funziona troppo e produce una quantità eccessiva di ormoni, la diagnosi sarà di ipertiroidismo.

I sintomi tipici che caratterizzano l’ipertiroidismo sono:

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  • dimagrimento
  • nervosismo
  • insonnia
  • sudorazione intensa
  • tachicardia.

Questo perché  il consumo energetico aumenta in modo assolutamente non commisurato alle necessità. Infatti, l’energia viene dispersa in calore, che può causare un rialzo della temperatura corporea e un conseguente aumento della sudorazione.

Al contrario, i sintomi tipici dell’ipotiroidismo sono:

  • astenia
  • riduzione della concentrazione
  • senso di freddo
  • sonnolenza
  • aumento di peso a causa di una diminuzione del metabolismo basale.

L’ipotiroidismo è generalmente legato ad un processo lento, che raramente compare all’improvviso e che, allo stadio iniziale, può non comportare un aumento di peso tale da metterci in allerta. Può accadere anche che una persona che presenti un aumento del suo consumo energetico (ipertiroidismo) possa ingrassare ugualmente in quanto gli ormoni tiroidei in eccesso aumentano il senso di fame. Ciò spiega il motivo per cui alcuni pazienti, malgrado la presenza di ipertiroidismo, non riescano a dimagrire.

Come intervenire

“In caso di ipofunzione tiroidea, è fondamentale integrare la carenza degli ormoni circolanti e assumere tiroxina. 

Infatti, questa terapia sostitutiva è l’unica in grado di ripristinare i livelli alterati degli ormoni tiroidei. Nel caso in cui l’ipotiroidismo abbia causato un aumento di peso, se l’alterazione non viene corretta diventerà quasi impossibile dimagrire”.

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Invece, se la diagnosi è quella di iperfunzione, sarà fondamentale assumere farmaci che blocchino l’attività tiroidea in modo che vengano stoppati anche gli effetti causati da un eccesso di ormoni tiroidei.

Qualora fosse necessario intervenire chirurgicamente per l’asportazione di noduli o di tutta la tiroide, le tecniche di chirurgia mini invasiva consentono oggi una ripresa del paziente nell’arco di una giornata, con un impatto positivo sulla qualità di vita.

Fattori di rischio

“Alla base di una disfunzione tiroidea, sia iper che ipo, vi sono generalmente malattie infiammatorie, tiroiditi e la carenza di iodio nel territorio, causa principale, quest’ultima, delle patologie nodulari.

In questo caso, un grande aiuto ci viene offerto dall’utilizzo, in cucina, del sale iodato”. Anche l’aria di mare è un toccasana ma, va detto, nonostante contenga iodio in quantità elevata, non è sufficiente per ottimizzare la funzione della ghiandola.

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Gli altri fattori di rischio per lo sviluppo delle patologie tiroidee sono l’inquinamento, le radiazioni e la familiarità, soprattutto per le malattie nodulari maligne e per l’autoimmunità.

Alimentazione nelle patologie tiroidee

Per le patologie tiroidee non vi sono indicazioni particolari per quanto riguarda l’alimentazione. Però, va ricordato che per ottimizzare la funzione della tiroide è fondamentale assumere ogni giorno circa 150 microgrammi di iodio, micronutriente essenziale per il funzionamento di questa ghiandola.

Invece, se la tiroide funziona troppo, bisogna cercare di eliminare o ridurre tutti quei cibi che potrebbero incrementare la quantità di iodio che assumiamo con la dieta:

disturbi della tiroide e crostacei
  • pesce
  • crostacei
  • molluschi
  • latticini
  • uova.

Poi, ci sono alcuni tipi di alimenti che possono interferire con l’assorbimento dello iodio come le crucifere, ovvero:

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  • cavolfiore
  • cavolo cappuccio, verza, riccio
  • cavolini di Bruxelles
  • broccoli
  • cime di rapa
  • senape
  • ravanello
  • rucola
  • rafano.

Link esterno

  1. Prof.ssa Silvia Migliaccio  Endocrinologo, Dietologo, Nutrizionista- Il mio dottore.

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Sylvie Pariset

Sylvie Pariset

Francese di origini, ma italiana d’adozione, sono stata insegnante di sport e attrice per 10 anni. Appassionata di salute e benessere, collaboro per Melarossa da 5 anni scrivendo soprattutto di fitness, lifestyle e alimentazione sana.

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