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Basta sprecare il cibo: regole antispreco e consigli per riciclare gli avanzi

Per il WWF, ogni anno quasi 1,3 miliardi di tonnellate di cibo prodotto, in tutto il mondo, vanno sprecate senza arrivare neanche in tavola. Perché? Gli alimenti vanno a male in azienda o nel corso della distribuzione, o vengono gettati via in negozi di alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine: si tratta di circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone denutrite sul pianeta.

Ognuno di noi deve e può fare la sua parte con comportamenti sostenibili in grado di ridurre gli sprechi. I consigli per non sprecare più il cibo e imparare a riciclarlo!

Occhio a cosa e come comprare

Ecco qualche esempio:

  • vai al supermercato con una lista precisa di cosa comprare;
  • attenzione ai formati convenienza, tipo il 3×2: comprali solo se sei sicuro di mangiarli in tempi rapidi;
  • acquista in quantità limitate frutta, verdura e altri alimenti deperibili;
  • scegli prodotti stagionali, la frutta con il giusto grado di maturazione e anche un po’ brutta: è buona lo stesso;
  • preferisci le produzioni locali, a km zero;
  • fai la spesa poco prima di ritornare a casa per evitare di rovinare gli acquisti;
  • cerca di non far ammaccare frutta e verdura, mantenendo separate le diverse varietà;
  • a casa, nel riempire dispensa e frigo, posiziona davanti gli alimenti da consumare a breve. In secondo piano, quelli da mangiare dopo e che possono durare di più. Se sono cibi non deperibili, come quelli conservati in barattoli, metti davanti quelli vecchi, dietro quelli nuovi;
  • nel frigo, riponi ogni alimento nel ripiano giusto, come affettati e formaggi in alto, carne e pesce nel primo piano, frutta e verdura nei cassetti.

Scopri altri consigli su come ordinare la spesa in frigo.

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regole antispreco: ordinare la spesa in frigo

Regole antispreco: data di scadenza

Controlla sempre la data di scadenza in etichetta per sapere entro quanto tempo consumare i cibi. La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica che le caratteristiche del prodotto rimangono inalterate fino alla data indicata. Ma, dopo lo puoi comunque consumare ma non se ne assicura la qualità organolettica e nutrizionale.

Una scadenza vera e propria è individuata dalla frase “da consumarsi entro”. Infatti, oltre quella data non è sicuro mangiare gli alimenti, che potrebbero aver sviluppato batteri ed essere causa di tossinfezioni o intossicazioni alimentari.

Talvolta i prodotti scaduti costano meno, ma attenzione: acquistandoli fai un affare solo se puoi mangiarli davvero subito, altrimenti il loro futuro è il cassonetto.

Scopri consigli per leggere le etichette alimentari.

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regole antispreco: etichette alimenti: regolamento

Idee per riciclare il cibo

Una regola importante è preparare le pietanze cercando di regolarsi con le porzioni.

Ma, se si cucina più del necessario, i cibi possono essere surgelati o trasformati in altro. Un classico riguarda la carne: arrosto o pollo, ridotti in pezzetti e tritati, possono diventare sfiziose polpette. E questo vale anche per il pesce.

La pasta avanzata può essere la base per una frittata (magari da tagliare a pezzi e servire al momento dell’aperitivo), un timballo, un’insalata di pasta fredda. E il riso? Dagli arancini ai supplì alle torte ai budini, anche in questo caso il riciclo è gustoso.

Hai frutta molto matura in casa? Frullala e mettila negli stampini per i ghiaccioli, oppure usala per decorare una torta leggera.

Hai del pane raffermo, duro e secco? Puoi tostarlo in forno e grattugiarlo per fare del pangrattato oppure tagliarlo a pezzetti e saltarlo in padella con un po’ di olio e aglio. Avrai dei deliziosi crostini da gustare con zuppe e vellutate. Poi ci sono le “simil friselle” ovvero il pane raffermo tostato in forno, bagnato e insaporito con pomodori, sale e pepe.

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Come ridurre gli sprechi e riusare le bucce

Talvolta si scartano certe parti degli alimenti che sembrano non sufficientemente buone o nutrienti, ma non è così. Ecco qualche consiglio per sfruttare il più possibile i cibi che compri e ridurre gli sprechi.

  • Pelature delle verdure o i loro ritagli possono servire per preparare un brodo vegetale privo di qualsiasi additivo.
  • Bucce di carota, si possono frullare, insieme a qualche mandorla, un po’ di aglio, un filo d’olio, sale e peperoncino: un “pesto” arancione per farcire bruschette. Questo vale anche per i gambi dei broccoli o del cavolfiore, che bolliti e frullati con pochissimo latte diventano una gustosa crema spalmabile. Entrambi i pesti sono buonissimi anche per condire la pasta. Persino i baccelli, per esempio quelli dei piselli, anch’essi bolliti, frullati e insaporiti con olio, si trasformano in una crema con cui accompagnare carne, pesce, pasta, bruschette.
  • Bucce “associate” di mela, pera e carota si trasformano in una marmellata dolce (1 chilo di frutta e 500 grammi di zucchero). Anche le bucce di zucca, unite a cipolla, zenzero e senape, si riciclano in una marmellata dal sapore insolito, perfetta per accompagnare la carne.
  • Bucce di arancia, essiccate al forno a bassa temperatura per circa due ore, si usano con timo e qualche grano di pepe per realizzare infusi digestivi.
  • Per un risotto di mare doc, ideale un brodo preparato con scarti di pesci diversi, lisca, testa, persino la corazza dei gamberi.

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Sylvie Pariset

Sylvie Pariset

Francese di origini, ma italiana d’adozione, sono stata insegnante di sport e attrice per 10 anni. Appassionata di salute e benessere, collaboro per Melarossa da 5 anni scrivendo soprattutto di fitness, lifestyle e alimentazione sana.

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