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Tiro con l’arco: cos’è, tecnica e come praticare lo sport

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Il tiro con l’arco è una disciplina nobile, olimpica e dalle tante sfaccettature. La maggior parte di noi è abituata a vederla proprio alle Olimpiadi, quando atleti di tutte le nazioni si sfidano con maestria a colpi di frecce e bersagli puntati.

Ma dietro alla competizione, al singolo tiro, c’è davvero un mondo: una storia secolare, anzi millenaria, nonché tecniche di tiro, allenamenti, strategie e preparazione che si sono affinate nel tempo. Il tutto in diverse tipologie di “gioco”, sport e regolamenti.

E allora, come funziona il tiro con l’arco? Come e dove è possibile praticare questo sport? Qual è la genesi? E i segreti? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sull’arco come disciplina ma anche come attività a 360°.

Cos’è il tiro con l’arco

Caratteristiche

L’arco è uno strumento antichissimo. Da sempre utilizzato in tutto il mondo, per la caccia e la guerra; dalla preistoria fino al Rinascimento in Europa, molto più a lungo in altri continenti. Una delle prime armi di ingegno della storia umana, ma anche emblema in libri e pellicole cinematografiche delle lotte, nell’immaginario pop, tra nativi americani e conquistadores.

Insomma, l’arco è un simbolo universale di battaglia e di caccia, di predatori e di prede, che nel corso dei secoli ha – per fortuna – mutato la propria finalità ultima. Oggi è, infatti, l’espressione di una disciplina che si è scrollata di dosso i retaggi di violenza e sopraffazione. Tanto che la gare sportive sono divenute il simbolo di concentrazione e precisione ma anche di fair play e sana competizione.

Parlando di Vecchio Continente e Americhe, il tiro con l’arco ha conosciuto un revival come sport ed arma da caccia a partire dall’’800. Dopo una parentesi tra il 1900 ed il 1920, dal 1972 è in pianta stabile nel programma olimpico.

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Tipologie

Ci sono diverse tipologie di arco oggi in uso, che rispondono a diversi criteri di classificazione.

  1. L’arco olimpico (o ricurvo), quello usato per l’appunto alle Olimpiadi. È il più tecnologicamente avanzato. Si tratta infatti di un arco realizzato con leghe di metallo e dotato di numerosi accessori per la stabilizzazione ed il puntamento.
  2. L’arco nudo è simile come forma a quello olimpico ma è dotato di molti meno accessori. Viene impiegato in gare indoor o all’aperto non incluse nel programma dei Giochi.
  3. L’arco compound infine è molto più piccolo dei due precedenti ed è in grado di tirare le frecce con maggiore potenza. È usato per la caccia e per le gare di caccia simulata.
  4. Gli archi tradizionali, invece, sono di svariati tipi e dimensioni e cambiano ovviamente da Paese a Paese. Possono essere utilizzati anche per delle gare oppure solo per rievocazione storica.

Dove praticare tiro con l’arco

Il tiro con l’arco può essere praticato all’aperto (outdoor) o al chiuso (indoor); quest’ultima soluzione è l’ideale per svolgere allenamenti e competizioni anche nei periodi più freddi o nelle giornate di pioggia.

Esistono società di tiratori in tutta Italia, sebbene siano tutte raggruppate in 3 principali organizzazioni che le regolano.

  • La Federazione Italiana Tiro con l’Arco (FITARCO) regola l’attività in Italia dell’arco olimpico ma organizza anche gare indoor e di Tiro di Campagna (l’attività venatoria simulata). È presente in tutte le regioni italiane, anche in molti piccoli centri. Si può cercare la società più vicina a casa propria sul loro sito istituzionale.
  • La Federazione Italiana Arcieri tiro di Campagna (FIARC) è invece specializzata nell’attività di caccia simulata. Ha “compagnie” sparse su tutto il territorio nazionale. Contattando la segreteria si può chiedere quale sia la più vicina al proprio comune.
  • Il settore arco dell’UISP offre infine corsi di Tiro Outdoor, Tiro con Arco Storico e Tiro Dinamico con l’arco. La diffusione sul territorio nazionale è però meno capillare. Anche in questo caso si possono chiedere informazioni contattando uisp@uisp.it o lo 06-43.98.41, in orari d’ufficio.

Link utili per le grandi città

Ovviamente i poli più popolosi possono avere più strutture dove praticare il tiro con l’arco. Ma non sempre è una regola. In ogni caso, per iniziare a muovere i primi passi nella disciplina, oppure per affinare la tecnica, la soluzione è sempre quella di contattare direttamente associazioni, club e organizzazioni specializzate. Purtroppo non parliamo di uno sport popolare che si pratica in qualsiasi centro sportivo.

Allenamento nel tiro con l’arco

Il tiro con l’arco è definito come “una disciplina sportiva di destrezza con impegno muscolare di media entità a scopo posturale e direzionale”.

Si tratta quindi di uno sport tecnico posturale e di precisione, dove l’allenamento specifico è fondamentale; in ogni caso, senza un piano di training fisico e mentale determinati risultati non si potranno mai raggiungere o, in casi fortuiti, si raggiungeranno a stento.

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Oltre alle sessioni di apprendimento e di perfezionamento della tecnica di tiro, di coaching mentale per migliorare la concentrazione ed ovviamente alle esercitazioni di tiro vere e proprie, anche il tiro con l’arco ha quindi una sua preparazione fisica specifica. Visto in TV, può sembrare infatti che non si compia alcuno sforzo nel tendere e scoccare una freccia: ma la realtà è ben diversa.

La parte superiore del corpo, per affrontare una gara o un lungo allenamento di tiro, deve essere ben allenata, in quanto il praticante effettua uno sforzo simile a quello di ripetute trazioni coi pesi. Inoltre, l’arciere si deve soffermare diversi secondi per prendere la mira, non compromettendo la precisione. È quindi necessario un allenamento mirato di potenziamento muscolare che coinvolga la schiena, le braccia e le spalle ma anche le gambe.

Training generale e specifico

Una sessione di preparazione atletica per il tiro con l’arco si struttura in base a determinati gruppi muscolari e a serie più o meno variabili.

  • Riscaldamento generale.
  • Esercizi per gli addominali (ad esempio i classici crunch).
  • Esercizi per le gambe (squat con bilanciere o macchine come il leg extension).
  • Training per i pettorali (la panca piana ma anche le flessioni ed esercizi isometrici).
  • Esercizi per i dorsali (lat machine o trazioni ma soprattutto il pullover con bilanciere che è un eccellente movimento per il muscolo gran dorsale ma funziona anche per i tricipiti e i deltoidi, il che lo rende particolarmente indicato nella preparazione per il tiro con l’arco).
  • Esercizi per i tricipiti (piegamenti tra le panche o panca piana con presa stretta del bilanciere).

La durata complessiva è di circa un’ora e sono sufficienti due sedute alla settimana.

Ovviamente, come in ogni altro sport, più sale il livello delle competizioni a cui si partecipa più sarà necessario aumentare le ore di allenamento settimanali. Va comunque precisato che molti praticanti di tiro con l’arco non sono agonisti e si limitano a svolgere attività presso il loro club.

Costi e prezzi per lezioni e attrezzature

Alcuni credono che il tiro con l’arco sia uno sport molto costoso. In realtà i costi iniziali sono abbastanza contenuti. L’attrezzatura base per poter iniziare si aggira attorno ai 150 euro di prezzo. Come in qualunque altro sport, ovviamente gli agonisti più salgono di livello più devono dotarsi di un’attrezzatura di maggior qualità, il cui valore può arrivare anche ai 1.500/2.000 euro; ma parliamo di gare internazionali e, in ogni caso, l’integrazione avviene un poco alla volta nel corso del tempo.

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I costi delle lezioni e delle iscrizioni ai club invece variano in base sia all’età che alla zona dove è di base la società; del resto, come altri sport, i prezzi possono essere molto differenti da provincia a provincia. Una media realistica ci dice che si parte da 15 euro l’ora con le lezioni di gruppo per arrivare anche a 50 euro per una lezione individuale con un campione.

Un corso base di gruppo per principianti si articola in media sulle 10/15 lezioni. Le quote sociali (che permettono l’uso dei campi di tiro per tutto l’anno) possono andare dai 70 euro per i bambini fino ai 150 per gli adulti.

Tipi di arco e competizioni agonistiche

Sono 3 le tipologie di arco oggi comunemente utilizzate. Ognuna si differenzia per materiali ed accessori e per il tipo di competizione in cui viene utilizzata.

  1. Arco olimpico (o ricurvo).
  2. Arco nudo.
  3. Compound.

Tiro con l’arco olimpico

L’arco olimpico è l’unico tipo utilizzato, come si deduce dal nome, nelle competizioni a cinque cerchi. Strutturato in maniera definita, possiede delle caratteristiche di base comuni che ne identificano materiali e finalità.

Altri eventuali accessori per l’assorbimento delle vibrazioni (es. gommini adesivi) sono a discrezione dell’arciere. Per il resto, l’attrezzo deve rispondere a determinati criteri e caratteristiche.

L’arco olimpico

  • Riser o impugnatura: l’elemento centrale che si impugna. Può essere realizzato in legno, lega di alluminio o carbonio (l’attuale tendenza è verso la completa sostituzione dei Riser di ogni altro materiale con quelli di solo carbonio). Su di esso vengono montati i vari elementi che compongono l’arco.
  • Flettenti: elementi attivi dell’arco posti all’estremità superiore ed inferiore del Riser. Sono anch’essi costituiti da legno o materiali compositi quali fibre di carbonio o altro. Sono caratterizzati da due parametri: lunghezza e libraggio. La lunghezza indica la misura della corda che verrà poi montata sull’arco ed è un parametro che va scelto in funzione dell’altezza dell’arciere, mentre il libraggio indica la forza con cui la freccia verrà lanciata e va anch’esso scelto in base alle caratteristiche fisiche dell’arciere.
  • Corda: il materiale con cui è composto il filamento della corda può variare a seconda delle preferenze dell’arciere (prevalentemente si usano materiali sintetici). Nella parte centrale della corda è posizionato il Serving, un filamento più spesso rinforzato dove vengono fissati i punti di incocco (punti di riferimento che indicano dove va incoccata la freccia).
  • Stabilizzatori: elementi da montare sull’arco frontalmente che hanno l’unica funzione di assorbire le vibrazioni che avvengono a seguito del rilascio della freccia.
  • Mirino: sistema di puntamento agganciato al Riser che viene regolato a seconda della distanza del bersaglio, delle condizioni del vento (nelle gare all’aperto) e delle caratteristiche dell’arciere.
  • Rest: supporto dove appoggiare la freccia in modo che non cada. Esso viene incollato o avvitato sul Riser e “lavora” a stretto contatto con il bottone.
  • Bottone: sistema di ammortizzamento che attenua le vibrazioni della freccia al momento dello scocco. Permette di regolare il movimento di uscita della freccia dall’arco, influendo sulla lateralità della traiettoria e la sua costanza.
  • Clicker: elemento in genere formato da una linguetta metallica che scatta indietro al momento di rilasciare la freccia. Aiuta l’arciere ad ottenere un’azione uguale di freccia in freccia.

Gare con l’arco olimpico

Questa specialità viene praticata da uomini e donne sia a livello individuale sia a squadre. L’arciere deve scoccare la freccia tenendo i piedi in posizione perpendicolare rispetto alla linea di tiro. L’arco va afferrato con la sinistra (per i destrimani), mentre la mano destra aggancia la corda tirandola finché non giunge a toccare il mento o la punta del naso dell’arciere stesso. Una volta presa la mira la corda viene rilasciata.

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La gara che assegna l’oro ai Giochi Olimpici si disputa con bersagli da 122 cm di diametro posti a distanza di 70 m e con 72 frecce a disposizione per ciascun arciere. Esistono anche competizioni non olimpiche in cui vengono impiegate 36 frecce verso bersagli posti tra i 30 e i 90 m (e dal diametro compreso tra 80 e 122 cm).

L’arco nudo

L’arco nudo è molto simile all’arco olimpico ma è privo di alcuni accessori come il mirino, gli stabilizzatori e il clicker.

È quindi composto solamente da: 

  • Riser
  • Flettenti
  • Corda
  • Bottone
  • Pesi (al posto dello stabilizzatore per evitare che l’arco dopo il rilascio si inclini verso l’alto).

Gare con l’arco nudo

A differenza dell’arco olimpico, che è dotato di mirino e di altri accessori, la tecnica dell’arco nudo è molto più istintiva e non esiste quindi un’unica soluzione. Infatti l’arciere, con il passare del tempo, affina la sua tecnica in maniera personale, visto anche che la struttura scheletrica-muscolare non è uguale per tutti gli atleti.

Esistono però delle regole basilari che vengono insegnate dagli istruttori agli allievi alle prime armi. Innanzitutto la mira dell’arco nudo avviene attraverso la punta della freccia (non essendo lo strumento dotato di mirino) che può collimare con il centro della visuale o un punto di riferimento diverso; quest’ultima tecnica è detta contromira e contraddistingue l’arco nudo.

La corda viene impugnata attraverso lo string walking, utilizzato solo per questa categoria. L’arciere, ogni volta che deve scoccare una freccia verso un bersaglio a una data distanza, solitamente impugna la corda sempre alla medesima altezza. Più la corda viene impugnata ad un’altezza maggiore (fino al punto dove è incoccata la freccia) più la freccia prenderà una traiettoria alta e quindi raggiungerà distanze maggiori.

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Un’altra tecnica utilizzata dagli arcieri per variare le distanze è il face walking, dove si impugna la corda sempre alla stessa altezza ma cambia il punto del volto predisposto per l’ancoraggio. L’ancoraggio nel tiro con l’arco è il punto dove si porta la corda al viso. Nell’arco nudo esso si effettua portando il dito indice all’angolo della bocca.

Con l’arco nudo si può prendere parte alle gare indoor da una distanza di 18 m. Il bersaglio per tutte classi tranne i giovanissimi è di 40 cm di diametro. Esistono gare dove si tira anche a una distanza di 25 m con un bersaglio da 60 cm di diametro.

Tiro con l’arco compound

È un arco composto con corda a legna (“compound” in lingua inglese) che usa un sistema di carrucole di tipo eccentrico in grado di far accumulare una maggiore quantità di energia muscolare nel sistema di flettenti; al contempo, di ridurre di una percentuale che va normalmente dal 40% all’80% (a seconda del modello e della marca) lo sforzo nel momento in cui si è teso l’arco. Gli archi compound sono molto corti, quindi facilmente trasportabili e pertanto sono quelli più usati per la caccia.

Questo genere di archi normalmente è dotato anche di una serie di accessori che ne migliorano la precisione.

  • Uno sgancio meccanico: la corda non è più direttamente a contatto con le dita e viene rilasciata da un sistema meccanico tenuto nella mano dall’arciere.
  • Uno stabilizzatore: un’asta di lunghezza variabile che smorza le vibrazioni e mantiene fermo l’arco durante la fase di scocco.
  • Mirini e diottra: sistema di mira che permette all’arciere di traguardare dei punti di mira – normalmente da 1 a 5 a seconda delle distanze – attraverso un foro sulla corda, detto visette.

Gare con l’arco compound

Come accennato in precedenza, questo tipo di arco è l’ideale per la caccia. A livello sportivo l’attività venatoria è però simulata utilizzando come bersagli delle sagome di animali in 3D a grandezza naturale. In Italia questa specialità è regolamentata dalla FIARC (prima Federazione Italiana Arcieri Cacciatori, poi diventata Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna). Le differenze principali rispetto al tiro olimpico sono:

  • Il tiro è sempre a distanza sconosciuta
  • Ogni tiro è diverso da tutti gli altri (non si tira mai allo stesso bersaglio dallo stesso punto)
  • Si effettuano anche tiri a tempo limitato (es. tre frecce in venti secondi) e tiri a bersaglio mobile.

Le competizioni si svolgono su percorso naturale – generalmente boschi o radure con vegetazione – in cui vengono ambientate le situazioni di caccia simulata, utilizzando sia visuali bidimensionali (paglioni con sagome cartacee) che tridimensionali (sagome in resine plastiche). Negli ultimi anni vengono utilizzati ormai quasi esclusivamente bersagli tridimensionali – da qui il nome in gergo di “gare 3D” – che raggiungono un notevole realismo con un’ambientazione ben curata. 

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Si disputano due round: il primo su bersagli posti a distanza sconosciuta agli arcieri (tra i 5 e i 55 m) ed il secondo su bersagli posti a distanza nota (tra i 5 e i 60 m), con tre frecce disponibili per ogni bersaglio.

Le frecce

Asta, cocca, punta e impennaggio sono le parti che costituiscono la freccia. L’asta è il corpo; la punta è la parte anteriore che andrà ad impattare sul bersaglio; la cocca è la parte posteriore, la quale si inserisce sulla corda; l’impennaggio è costituito da, solitamente, tre penne (dette alette) con la funzione di stabilizzare il volo della freccia stessa.

Così come l’arco, anche la freccia ha subito una trasformazione nel corso degli anni: dal legno di cedro o di tiglio si è passati alle frecce in alluminio, per poi arrivare a quelle in carbonio e alluminio/carbonio. Va detto però che tutti i tipi di materiale sono tuttora impiegati a seconda della specialità praticata.

Diametro, lunghezza, peso, tipo di impennatura o di punte di freccia da utilizzare sono da selezionare sempre in relazione al fisico dell’arciere, alla forza dell’arco e al tipo di tiro (indoor, olimpico, da caccia etc etc). In generale le frecce di diametro maggiore consentono di coprire un’area maggiore sulla visuale (il bersaglio) ma sono più soggette al vento e influenzate da movimenti sbagliati. Le frecce più sottili, invece, sono più veloci e leggere.

I benefici del tiro con l’arco

Da millenni scrittori e filosofi vedono nel tiro con l’arco una metafora di uno stile di vita basato su un approccio spirituale alla quotidianità, fatto di meditazione e concentrazione.

Il tiro con l’arco insomma, prima ancora che essere uno sport, rappresenta una pratica che può elevare l’essere umano ed aiutarlo nella vita di tutti giorni. In concreto si può dire che questa pratica permette di lavorare su tanti aspetti fisici e mentali di primaria importanza per il nostro benessere.

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Rilassamento

Per un buon esito nel tiro con l’arco, è fondamentale la ricerca di una condizione di equilibrio con il proprio corpo. Per questo, così come avviene per tanti altri sport, andare a tirare con l’arco rilassa. Si sta soli con sé stessi, ci si concentra sulla giusta tensione della corda e sulla direzione in cui scoccare la freccia.

Autocontrollo

Praticando tiro con l’arco si allena molto la stabilità. Ogni movimento deve essere orientato alla buona riuscita del gesto dello scoccare la freccia nella giusta direzione.

Forza

Un altro beneficio del tiro con l’arco è l’aumento della forza. Per tendere l’arco, infatti, bisogna allenare braccia, petto, spalle e muscoli dorsali. Per questo è molto importante, quando si comincia a praticare il tiro con l’arco, scegliere l’attrezzo giusto, con pesi e dimensioni da aumentare poco per volta in modo da evitare infortuni.

Concentrazione

Coordinare mente e corpo è alla base del gesto tecnico di lasciar partire la freccia. Ma per fare tutto questo serve una grande capacità di concentrazione che va di pari passo con il rilassamento di cui sopra.

Elasticità e resistenza

Per praticare il tiro con l’arco, vista la staticità della posizione che viene prolungata per diverso tempo alla ricerca della migliore mira, è necessario effettuare un riscaldamento basato su esercizi di stretching, che aiutano la muscolatura a essere più elastica. Questo sport sviluppa anche la velocità intesa come tempi di reazione e la resistenza, che può essere definita come la qualità che permette di resistere alla fatica.

Migliora le funzioni cardiovascolari

Contrastando lo stress e migliorando alcune funzioni come la postura, la forza del corpo e la massa muscolare, si dà beneficio anche a cuore e circolazione.

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Postura ed equilibrio

Per riuscire a scoccare la freccia nella giusta direzione è necessario aumentare il proprio senso dell’equilibrio tramite una corretta posizione sia degli arti inferiori che superiori, creata con una buona fermezza del tronco, la ricerca del baricentro e i giusti movimenti degli arti superiori.

A chi è consigliato il tiro con l’arco?

Il tiro con l’arco può essere praticato dai 9 anni in su; in linea di massima, a qualunque età (senza limiti in eccesso), da chiunque sia alla ricerca dei benefici che abbiamo elencato sopra.

È inoltre uno sport sociale, sia perché esistono le gare a squadre e sia perché viene comunque sempre praticato all’interno di un club. Ciò permette di fare nuove conoscenze.

È infine particolarmente indicato per chi ama la natura, in quanto è uno dei pochi sport ad essere praticato non solo all’aperto ma anche nei boschi ed in montagna.

Controindicazioni e possibili effetti collaterali del tiro con l’arco

Il tiro con l’arco non è considerato rischioso in alcuna fase dello sviluppo corporeo. Non esistono pertanto controindicazioni mediche per la pratica del tiro con l’arco. L’azione che si compie nel tendere e rilasciare la corda è del tutto simmetrica ed armoniosa, per cui viene anzi indicata per il buono sviluppo dei muscoli della schiena.

Condizione necessaria è però che la tecnica sia corretta e che vengano impiegati attrezzi di peso adeguatamente rapportato alla muscolatura ed all’età dell’atleta.

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Per poterlo praticare come attività agonistica, come in tutte le discipline sportive, è obbligatoria una visita di idoneità medico sportiva presso le strutture autorizzate; mentre per gli amatori basta il certificato del proprio medico di base.

Non è assolutamente uno sport pericoloso, a condizione che siano osservate alcune elementari norme di sicurezza dettate anche dal buon senso di ognuno.

Storia dell’arco sportivo

Origine americana e anglo-sassone

Il moderno tiro con l’arco come disciplina sportiva nasce ufficialmente negli Stati Uniti. Nel 1828 a Philadelphia venne infatti istituita la prima compagnia di arcieri, la United Bowmen of Philadelphia, mentre l’anno successivo si disputarono i primi campionati nazionali. In Inghilterra una manifestazione simile fu invece organizzata nel 1844, mentre la prima federazione nazionale vera e propria, quella statunitense, nacque nel 1879.

Nel 1931, in occasione dei primi Campionati Mondiali organizzati a Lwow in Polonia, venne istituita la federazione internazionale, la FITA (Fédération internationale de tir à l’arc, oggi World Archery Federation). Tra i fondatori c’era anche l’Unione Arcieri Italiani, da cui nascerà nel 1961 la FITARCO (Federazione Italiana Tiro con l’Arco). 

L’Italia e i Giochi Olimpici

Nel nostro Paese l’inizio della pratica della moderna arcieria risale agli anni ’30. Ma le prime competizioni ufficiali si tennero solo negli anni Cinquanta e il primo Campionato italiano venne disputato a Milano nel 1962.

Più complicata, invece, la storia olimpica di questa disciplina. Presente ai Giochi di Parigi del 1900, escluso dall’edizione 1912 di Stoccolma, riammesso alle Olimpiadi di Anversa del 1920, l’arco resterà poi escluso dai Giochi fino all’edizione di Monaco nel 1972 e da allora è sempre stato presente. Sul piano dei risultati, a un primo periodo di dominio scandinavo (soprattutto svedese), è subentrato quello statunitense a sua volta scalzato, nell’ultimo ventennio, dalla scuola sudcoreana.

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Gli anni Duemila hanno comunque visto anche le prime affermazioni importanti di atleti italiani. Gli azzurri dell’arco ad oggi hanno conquistato 7 medaglie: 2 d’oro (con Marco Galliazzo nel 2004 e a squadre nel 2012), 2 d’argento e 3 di bronzo. Può sembrare un bottino modesto ma non lo è. L’Italia infatti è al terzo posto nel medagliere di specialità dietro alla Corea del Sud che ne ha ben 39 e gli Stati Uniti con 16.

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Guido Colombo

Sono un giornalista professionista. Ho iniziato questa attività nel 1990. Ho lavorato per quotidiani, periodici, radio, TV, siti internet ed agenzie di stampa. Da una decina di anni mi sono specializzato nella gestione di uffici stampa. Parallelamente, dal 2002, sono il presidente e direttore tecnico di una società sportiva, l'ASD Versus, che organizza eventi e gestisce palestre nel mondo delle arti marziali.

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