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A dieta, meglio lo zucchero o il dolcificante?

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a dieta meglio zucchero o dolcificante

E’ uno dei grandi dilemmi di chi sta seguendo una dieta: per dimagrire è meglio lo zucchero o il dolcificante? Noi di Melarossa abbiamo girato la domanda a Luca Piretta, nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione). Che ci ha subito messo in guardia dall’illusione di facili scorciatoie per ritrovare la forma perduta. Se vogliamo perdere peso, la chiave non sta certo nella scelta del dolcificante al posto dello zucchero, ma in uno stile di vita sano e in un’alimentazione equilibrata. In caso contrario, sostituire lo zucchero con il dolcificante è totalmente inutile.

Usare il dolcificante a dieta – spiega il dottor Piretta – può essere giusto in un contesto di educazione alimentare e non come illusorio metodo per risparmiare le calorie.

Ed ecco sfatato il mito del dolcificante come rimedio miracoloso contro i chili di troppo! Anche se, in effetti, qualche caloria può farla risparmiare.

dolcificanti-zucchero

“Un cucchiaino di zucchero (6 gr) contiene circa 24 calorie. L’apporto calorico del dolcificante, invece, varia a seconda di quello che utilizziamo. Nel caso del fruttosio è identico a quello dello zucchero, ma dato che il suo potere dolcificante è maggiore dello zucchero se ne può usare di meno. Lo stesso vale per l’aspartame, che a parità di valore calorico risulta centinaia di volte più dolcificante. Quindi se ne usa così poco da ridurre a zero l’apporto calorico. Anche i dolcificanti di sintesi (saccarina, acesulfame k) non hanno praticamente calorie”. Ma non per questo bisogna abusarne. Perché un eccesso di dolcificante può risultare nocivo per la salute. E questo vale sia per i dolcificanti naturali che per quelli artificiali.

Dolcificanti naturali e artificiali: che differenza c’è?

I dolcificanti naturali si trovano in natura nella frutta e verdura. Quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais. Si estrae l’amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l’edulcorante desiderato.

Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto a quello dello zucchero da tavola e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in “olo” (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Abitualmente sono utilizzati nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle.

I dolcificanti artificiali sono, invece, sostanze di sintesi che nascono in laboratorio e hanno un elevato potere edulcorante (da 30 a 600 volte quello dello zucchero comune). I più comuni sono aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio.

Entrambe le tipologie di dolcificanti possono provocare effetti collaterali in caso di consumo eccessivo. “Soprattutto quelli costituiti da mannitolo, sorbitolo, xilitolo. Possono causare meteorismo, dolori gastrointestinali e diarrea nel caso in cui se ne abusi”.

Tranne in gravidanza, quando l’uso del dolcificante è sconsigliato, in generale la regola è quindi la moderazione. E questo vale anche per lo zucchero, che non va demonizzato ma nemmeno consumato in abbondanza. Non solamente per non compromettere i nostri sforzi a dieta.

Zucchero sì, ma senza esagerare

“Lo zucchero non è assolutamente da considerare un alimento nocivo –  conferma Piretta – E’ necessario però ridurne al minimo il consumo. Perché è stato dimostrato che un uso eccessivo si correla con una maggiore incidenza di obesità, malattie metaboliche e cardiovascolari”.

E questo anche se si sceglie quello di canna, che deve essere comunque consumato contenendo le dosi. Anche se, rispetto allo zucchero bianco, è considerato più salutare perché non subisce tutti i trattamenti di raffinazione. Ha un valore calorico leggermente minore e contiene più fibra e più sali minerali.

Insomma, la questione non sta tanto nella scelta tra zucchero e dolcificante, o tra zucchero di canna e zucchero bianco – non c’è un vincitore in questa eterna battaglia! – quanto nell’impegno a fare di tutti gli zuccheri un consumo moderato.

Gli zuccheri sono un carburante importante per il nostro organismo, l ‘Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare il 10% dell’apporto energetico quotidiano, ossia 50 grammi al giorno. Bisogna stare attenti anche agli zuccheri nascosti!

E se il dolcificante può darci una mano a tagliare qualche caloria, da solo non basta a farci raggiungere il nostro agognato obiettivo peso. Per quello servono tempo, pazienza e una dieta equilibrata.

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Sono nata in Francia ma vivo in Italia da 20 anni. Prima di diventare pubblicista, ho fatto l’insegnante di sport (ISEF) in Francia e l’attrice per 10 anni. Appassionata di salute e benessere, collaboro per Melarossa da 5 anni, scrivo soprattutto di fitness e gestisco la pagina Facebook. Mi piace molto il mio lavoro perché è molto creativo e abbiamo molti rapporti con gli utenti a cui cerchiamo di dare una mano per rimanere sempre positivi durante il loro percorso.