Grassi insaturi o grassi buoni: cosa sono, dove si trovano e perché fanno bene

Grassi insaturi: cosa sono, dove si trovano e perché fanno bene alla salute

Sommario

Grassi a dieta? Non tutti sono nemici della salute. I grassi insaturi, spesso chiamati “grassi buoni”, sono alleati preziosi del nostro organismo, soprattutto se messi al posto di quelli saturi, da consumare con più cautela.

Come tutti i grassi, forniscono molta energia (circa 9 Kcal per grammo) quindi vanno dosati con equilibrio. Ma, all’interno di un’alimentazione varia e bilanciata, i grassi insaturi fanno la differenza: contribuiscono al benessere del cuore, supportano le funzioni cellulari e aiutano l’organismo a lavorare meglio.

Il segreto non è eliminare i grassi a tavola, ma scegliere quelli giusti.

Cosa sono i grassi insaturi?

I grassi insaturi sono una particolare tipologia di acidi grassi, riconoscibili per una caratteristica precisa: nella loro struttura chimica è presente uno o più doppi legami lungo la catena carboniosa. È proprio questo dettaglio a renderli diversi dagli altri grassi, sia dal punto di vista fisico sia per gli effetti sull’organismo.

Si distinguono in due grandi gruppi. I grassi monoinsaturi hanno un solo doppio legame. A temperatura ambiente sono liquidi, mentre tendono a solidificarsi con il freddo. Se consumati nelle giuste quantità, sono associati a un aumento del colesterolo HDL, quello “buono”, e a una riduzione del colesterolo LDL. L’esempio più noto è l’olio extravergine di oliva.

I grassi polinsaturi, invece, contengono due o più doppi legami. Anche questi sono liquidi a temperatura ambiente e includono gli acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, presenti soprattutto nel pesce grasso, nei semi e negli oli vegetali.

Inseriti con equilibrio nella dieta, i grassi insaturi rappresentano una componente importante per la salute.

Grassi saturi a dieta e benefici per la salute

I grassi insaturi svolgono un ruolo importante nella nostra alimentazione, a partire da una funzione molto concreta: fornire energia. L’organismo li utilizza come riserva, pronta a essere sfruttata nei momenti di bisogno, ad esempio durante il digiuno o uno sforzo prolungato.

Proprio per questo, però, vanno consumati con equilibrio. Anche i grassi “buoni”, se assunti in eccesso, tendono ad accumularsi e possono favorire sovrappeso e obesità.

Se inseriti nelle giuste quantità, i benefici sono numerosi. I grassi insaturi aiutano a regolare i livelli di colesterolo e trigliceridi, riducendo l’LDL e favorendo l’HDL. Partecipano alla produzione di ormoni, sono componenti essenziali delle membrane cellulari e rendono possibile l’assorbimento delle vitamine liposolubili, come A, D ed E.

Alcuni, in particolare gli omega-3, contribuiscono anche a modulare i processi infiammatori, con effetti positivi sulla salute generale.

Vero o falso?

I grassi insaturi, se scelti e dosati correttamente, contribuiscono alla salute del cuore.
Vero. Aiutano a migliorare il profilo del colesterolo e supportano molte funzioni essenziali dell’organismo.

I grassi insaturi possono essere consumati senza limiti perché fanno bene alla salute.
Falso. Anche se sono grassi “buoni”, restano molto calorici e vanno inseriti nella dieta con equilibrio.

Quanti grassi insaturi consumare ogni giorno

Non esiste una quantità valida per tutti: il fabbisogno di grassi insaturi dipende da età, stato di salute, livello di attività fisica e stile di vita. In generale, però, restano una componente essenziale della dieta e non andrebbero eliminati.

Le linee guida della dieta mediterranea suggeriscono che i grassi “buoni” contribuiscano per circa il 20–25% dell’apporto calorico quotidiano totale. Una quota che permette di beneficiare dei loro effetti positivi senza eccedere con le calorie.

Il segreto sta sempre nell’equilibrio e nella varietà delle fonti: oli vegetali di qualità, frutta secca, pesce. Per capire come inserirli in modo davvero personalizzato e sostenibile, il confronto con un nutrizionista può fare la differenza.

Alimenti ricchi di grassi insaturi

I grassi insaturi sono presenti in molti alimenti di uso quotidiano e arrivano soprattutto dal mondo vegetale, oltre che da alcune varietà di pesce. Sono proprio questi cibi a rappresentare le principali fonti di “grassi buoni” nella dieta.

Gli oli vegetali ne sono particolarmente ricchi, con l’olio extravergine di oliva in prima linea, pilastro della dieta mediterranea. Anche la frutta secca e a guscio, come noci, nocciole e pistacchi, ne apporta quantità importanti, insieme a vitamine e antiossidanti. Il burro di arachidi, se di buona qualità e senza zuccheri aggiunti, è un’altra fonte interessante.

Tra gli alimenti di origine animale spicca il pesce azzurro, come salmone, tonno e sgombro, noto per l’elevato contenuto di omega-3. Da non dimenticare l’avocado, che unisce grassi insaturi, fibre e micronutrienti preziosi.

differenze tra acidi grassi saturi e insaturi

Differenza tra gassi insaturi e grassi saturi

Grassi saturi e grassi insaturi non sono affatto la stessa cosa: differiscono per struttura, comportamento e soprattutto per l’effetto che hanno sull’organismo.

Proprio per questo è utile metterli a confronto in modo chiaro.

CaratteristicaGrassi saturiGrassi insaturi
Struttura chimicaHanno catene di atomi di carbonio unite solo da legami semplici e sono saturi del massimo numero possibile di atomi di idrogeno.Presentano uno o più doppi legami tra gli atomi di carbonio, con una minore presenza di idrogeno nella catena.
Stato fisico a temperatura ambienteTendono a essere solidi a temperatura ambiente.Sono generalmente liquidi; i monoinsaturi possono solidificarsi se esposti al freddo.
Origine degli alimentiPrevalgono negli alimenti di origine animale, come carni grasse, burro e formaggi, ma sono presenti anche in oli tropicali come cocco e palma.Provengono soprattutto da alimenti di origine vegetale e da alcune varietà di pesce.
Effetti sulla saluteUn consumo eccessivo è associato a un aumento del colesterolo LDL, con un maggior rischio cardiovascolare.Favoriscono l’aumento del colesterolo HDL e contribuiscono a ridurre l’LDL, con effetti protettivi sul cuore.

Va però ricordato che anche i grassi “buoni” vanno consumati con moderazione. Restano alimenti molto calorici e un eccesso può favorire aumento di peso e problemi metabolici. La differenza, come spesso accade, la fanno qualità e quantità.

Perché preferire i grassi insaturi

Preferire i grassi insaturi rispetto a quelli saturi è una scelta importante per la salute, soprattutto nel lungo periodo. I grassi saturi, se consumati in eccesso, tendono infatti ad aumentare i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, favorendo l’accumulo di grassi nei tessuti e aumentando il rischio cardiovascolare.

Un’alimentazione ricca di grassi saturi è inoltre associata a un maggior rischio di sovrappeso e obesità, condizioni che a loro volta espongono a problemi come diabete di tipo 2, disturbi articolari, affaticamento respiratorio e malattie del fegato.

I grassi insaturi, al contrario, se inseriti con equilibrio nella dieta, contribuiscono a migliorare il profilo lipidico e a proteggere il sistema cardiovascolare.

C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: i grassi saturi non sono essenziali. Il nostro organismo è in grado di produrli autonomamente, quindi non è necessario assumerli in grandi quantità con l’alimentazione.

Puntare sui grassi insaturi significa quindi fare una scelta più utile e funzionale per il benessere generale, senza rinunce drastiche ma con maggiore consapevolezza.

FAQ (domande comuni)

1 – Quali sono i grassi insaturi?

Sono i grassi monoinsaturi e polinsaturi, caratterizzati dalla presenza di uno o più doppi legami. Ne fanno parte, ad esempio, l’olio extravergine di oliva, gli omega-3 e gli omega-6.

2 – Quali sono i grassi buoni?

Con questa espressione si indicano proprio i grassi insaturi, perché svolgono funzioni utili per l’organismo e, se consumati con equilibrio, proteggono la salute cardiovascolare.

3 – Perché i grassi insaturi sono migliori?

Perché aiutano a regolare colesterolo e trigliceridi, favorendo l’aumento dell’HDL e la riduzione dell’LDL, e supportano molte funzioni cellulari e ormonali.

4 – Cosa fa più male, grassi saturi o insaturi?

In eccesso, entrambi possono essere dannosi, ma i grassi saturi sono quelli più associati a un aumento del colesterolo “cattivo” e del rischio cardiovascolare.

Conclusioni

I grassi insaturi non sono un nemico da evitare, ma una risorsa da scegliere con consapevolezza. Inseriti nelle giuste quantità, contribuiscono al benessere del cuore, al corretto funzionamento delle cellule e all’equilibrio dell’organismo.

La differenza, come spesso accade, non sta nell’eliminare, ma nel saper selezionare: privilegiare fonti di qualità, variare l’alimentazione e rispettare i propri fabbisogni. In una dieta equilibrata, i grassi insaturi trovano spazio ogni giorno, senza eccessi e senza sensi di colpa, come parte naturale di uno stile alimentare sano e sostenibile.

Fonti

 

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