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Come riconoscere un olio d’oliva DOP

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come riconoscere un olio d'oliva dop

L’olio d’oliva è uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea, ma non è solo ingrediente privilegiato e insostituibile di deliziose ricette. Tra i popoli che ne fanno uso esclusivo è meno frequente l’incidenza di infarti e malattie cardiovascolari, poiché riduce i fattori che provocano depositi di “colesterolo cattivo”  (LDL) – quello che si fissa sulle pareti delle arterie danneggiandole – e potenzia, invece, il cosiddetto “colesterolo buono” (HDL), che rimuove il colesterolo dalle pareti delle arterie riportandolo al fegato, dove contribuisce alla formazione della bile, che nella digestione aiuta a emulsionare i grassi.

Non tutti gli oli d’oliva, però, sono uguali

Il consumatore accorto, che tiene alla qualità di ciò che mangia, deve avere qualche piccola nozione per poter valutare il prodotto. Innanzitutto, occhio al prezzo. Se, infatti, è troppo basso, c’è il rischio che l’olio in questione, anche se ha la dicitura di extravergine di oliva italiano, sia in realtà spremuto in Italia, ma da olive non italiane (e mentre in Italia le norme sulla coltivazione, la raccolta e il trasporto delle olive sono molto rigide, in altri paesi, specie se extracomunitari, non lo sono altrettanto, fattore che può mettere in discussione la qualità del prodotto finale) o sia addirittura miscelato ad altri oli.

Proprio per evitare questo, i produttori di olio italiani si sono battuti per ottenere dall’Unione Europea il riconoscimento dei marchi D.O.P. (Denominazione di origine protetta) e I.G.P. (Indicazione geografica protetta), a tutela di qualità e genuinità del prodotto, che è uno dei grandi vanti del made in Italy nel mondo.

Poca acidità è garanzia di qualità

L’indicatore principale che consente al consumatore di riconoscere la qualità di un olio d’oliva è l’acidità, che permette di valutare le eventuali alterazioni che le olive e l’olio che se ne ricava subiscono: indica la percentuale di acido oleico nell’olio ed è conseguenza diretta del rilascio degli acidi grassi, più alto è il suo valore più scadente è la qualità del prodotto.

Un olio d’oliva può dirsi extravergine fino a una acidità massima di 0,8 grammi per litro, si dice vergine fino a una acidità massima di 2 grammi per litro.

Le proprietà terapeutiche

L’olio di oliva è anche l’unico ad avere un ruolo importante nella prevenzione del cancro: è infatti il solo a uscire indenne dalle alte temperature della frittura, poiché il suo punto di fumo è di 140-180 gradi e può raggiungere i 280 gradi senza bruciare grazie alla bassa acidità. Inoltre, è anche il solo grasso che può essere adoperato più volte in cucina (eliminando i residui delle precedenti cotture) senza pericolo.

Isabella Quercia

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