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Rischio di infarto? Te lo dice lo Smartwatch con l’ECG

L’orologio da polso di Apple non è solo un dispositivo per essere sempre connessi, ma ben presto diventerà un vero salvavita, in questo caso un salvacuore.

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Fino ad oggi permetteva di rilevare le alterazioni del ritmo cardiaco e quindi di effettuare un’autodiagnosi. Ora però grazie ad una nuova funzione, che per il momento può essere utilizzata esclusivamente dal medico o dall’infermiere, può anche effettuare un elettrocardiogramma completo.

Un’implementazione che in futuro potrebbe trasformare questi orologi in ECG portatili anche per l’ autodiagnosi precoce di infarto.

La nuova funzione

Si tratta di un elettrocardiogramma a nove derivazioni che permette di rilevare il battito cardiaco adagiando l’orologio sul petto del paziente, in nove posizioni diverse.

Con questo semplice gesto, lo Smartwatch è in grado di riconoscere l’attacco cardiaco con una sensibilità che arriva al 94%.

A dimostrarlo per la prima volta al mondo è una sperimentazione italiana, appena pubblicata su JAMA Cardiology. Questi risultati sono stati presentati in contemporanea nel corso del Congresso dell’European Society of Cardiology.

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Al momento questa funzione può essere impiegata esclusivamente dal medico o dall’infermiere. In condizioni di emergenza, quando non è disponibile un apparecchio per un elettrocardiogramma tradizionale, nel caso in cui il paziente manifesti sintomi riconducibili a un infarto.

Non dimentichiamo infatti, che se si interviene con un’angioplastica entro 90-120 minuti dall’attacco, la mortalità si dimezza. Per questo è fondamentale una diagnosi tempestiva.

La sperimentazione

“Gli smartwatch sono al polso di un numero sempre più elevato di persone”. Così ha detto Carmen Spaccarotella della Divisione di Cardiologia e Centro di Ricerche in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, coordinatrice della sperimentazione.

“Gli ECG standard prevedono l’applicazione di elettrodi che misurano l’attività elettrica del cuore in punti diversi sul torace”, ha spiegato ancora la dottoressa. “Gli smartwatch come l’Apple Watch sono programmati per effettuare una sola derivazione elettrocardiografica. Consentendo perciò di esplorare l’attività elettrica di una parte soltanto del cuore”.

“Il nostro studio ha dimostrato che è possibile spostare l’orologio in diverse posizioni del corpo, effettuando così una misurazione a nove derivazioni analoga a quella di un ECG standard“. Così ha aggiunto Spaccarotella.

Lo studio è stato eseguito su 100 pazienti, di cui l’80% con sintomi di infarto e il 20% asintomatici. E ha messo a confronto le registrazioni effettuate con l’Apple Watch con quelle effettuate in contemporanea con l’ECG classico.

Il risultato ha mostrato un’efficacia del 94% dell’orologio nell’individuare correttamente l’infarto.

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Ciò vuol dire che con uno Smartwatch è possibile effettuare un ECG con la stessa affidabilità di un’apparecchiatura medica standard nella diagnosi di infarto.


Sei vuoi saperne di più sugli Smartwatch, ti consigliamo il nostro articolo: I migliori Smartwatch 2020: una guida all’acquisto.

Essenziale ancora la diagnosi del medico

Dato che ancora non esiste un programma che consenta la diagnosi automatica dell’ECG effettuato con l’orologio di Apple, è indispensabile che i dati vengano valutati da un medico.

In futuro però saranno resi disponibili software in grado di fare automaticamente la diagnosi di infarto.

Del resto questo già accade con un’altra patologia cardiaca, la fibrillazione atriale.

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Intervenire subito

La diagnosi precoce permette di intervenire subito, salvare vite umane e anche evitare danni permanenti al cuore.

“Le Linee Guida ESC consigliano di eseguire un ECG entro 10 minuti dal primo contatto col medico”. Così spiega Ciro Indolfi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia e senior autore della ricerca.

“La tempestività è decisiva. I pazienti con infarto miocardico più grave devono essere trasferiti rapidamente in emodinamica per impiantare uno stent. Altrimenti si vanifica il beneficio dell’intervento”, conclude il medico. 

Grazie all’angioplastica primaria la mortalità per infarto si è ridotta del 50%. A patto che la procedura venga eseguita entro un’ora e mezza/due dalla diagnosi con ECG.

Quindi in caso di sintomi sospetti, come dolore al torace, al braccio sinistro, sudorazione e difficoltà di respirazione, uno Smartwath al polso potrebbere rivelarsi fondamentale per una diagnosi tempestiva.

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Carolina Peciola

Carolina Peciola

Carolina Peciola è giornalista, editor, consulente editoriale e lavora nel mondo dell’editoria da trent'anni. Si occupa soprattutto di salute, benessere, alimentazione, cucina, fenomeni sociali. Scrive per riviste in edicola e testate online, cura l’editing di libri, realizza pubblicazioni per ragazzi.

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