Sintomi di intolleranza al glutine: 12 segnali da non ignorare

su tavolo tagliere con fette di pane, dietro una donna con sintomi di intolleranza al glutine che con la mano rifiuta di mangiare il pane

Sommario

I sintomi di intolleranza al glutine possono essere difficili da riconoscere perché spesso si confondono con altri disturbi. Gonfiore addominale, crampi, diarrea, ma anche stanchezza e mal di testa sono alcuni dei segnali più comuni.

Questi disturbi possono manifestarsi anche in assenza delle lesioni intestinali tipiche della celiachia e influire sul benessere quotidiano.

Per questo è importante capire quando i sintomi possono essere legati al consumo di glutine e distinguere la sensibilità al glutine non celiaca dalla celiachia e da altre condizioni.

Scopri quali sono i 12 sintomi da conoscere, come si arriva alla diagnosi e cosa fare se sospetti di essere intollerante al glutine.

Cos’è l’intolleranza al glutine?

Con il termine «intolleranza al glutine» si indica comunemente la sensibilità al glutine non celiaca (Non Celiac Gluten Sensitivity, NCGS), una condizione caratterizzata dalla comparsa di disturbi intestinali ed extraintestinali dopo il consumo di alimenti contenenti glutine.

A differenza della celiachia, non provoca le tipiche lesioni dei villi intestinali, ma può causare sintomi come gonfiore addominale, diarrea, stanchezza e mal di testa.

Le cause non sono ancora del tutto chiare e i disturbi potrebbero dipendere anche da altre sostanze presenti nel frumento, oltre al glutine.

La sensibilità al glutine non celiaca può interessare adulti e bambini, con disturbi che possono essere simili ai sintomi della celiachia.

Per questo è importante riconoscere i possibili segnali e rivolgersi al medico per individuare la causa dei disturbi.

Quali alimenti scegliere e quali evitare? Nel video, il Prof. Luca Piretta spiega come orientarsi nell’alimentazione in caso di sensibilità al glutine non celiaca e celiachia.

12 sintomi di intolleranza al glutine: quali sono?

I sintomi di intolleranza al glutine possono interessare l’intestino, ma anche altre parti dell’organismo. Tra i più comuni ci sono gonfiore addominale, crampi, diarrea, stanchezza e mal di testa.

Ecco 12 possibili segnali da conoscere. Ricorda, però, che nessuno di questi sintomi, da solo, è sufficiente per riconoscere una sensibilità al glutine non celiaca.

1 – Gonfiore addominale dopo i pasti

Il gonfiore addominale e la sensazione di pancia piena sono tra i disturbi più comuni. Possono comparire dopo aver mangiato alimenti contenenti glutine, anche in quantità normali.

Tuttavia, il gonfiore può dipendere anche da altri componenti degli alimenti, come i carboidrati fermentabili presenti nel frumento.

2 – Diarrea ricorrente o stitichezza

Diarrea, stitichezza o alternanza tra le due sono possibili manifestazioni della sensibilità al glutine non celiaca.

Questi disturbi possono comparire anche in presenza della sindrome del colon irritabile o della celiachia, perciò è importante non attribuirli automaticamente al glutine.

3 – Dolore o crampi addominali

Crampi e dolori addominali ricorrenti sono altri sintomi frequenti, che possono manifestarsi dopo i pasti.

Anche in questo caso, però, possono essere legati a diverse condizioni gastrointestinali e richiedono una valutazione medica se persistono.

4 – Nausea intermittente

La nausea può comparire dopo aver consumato alimenti contenenti glutine, anche senza altri disturbi digestivi.

È comunque un sintomo poco specifico, che può avere numerose cause.

5 – Mal di testa frequenti o emicranie

Mal di testa ed emicranie rientrano tra i sintomi extraintestinali riferiti da alcune persone con sensibilità al glutine non celiaca.

Possono accompagnare i disturbi digestivi oppure manifestarsi indipendentemente da questi. Le cause dell’associazione non sono ancora del tutto chiarite.

6 – Stanchezza cronica

Anche una sensazione di stanchezza frequente, non sempre spiegabile con la mancanza di riposo, può accompagnare la sensibilità al glutine non celiaca.

La stanchezza, tuttavia, può dipendere da molte altre condizioni e non rappresenta un segnale specifico di intolleranza al glutine.

7 – Difficoltà di concentrazione

Alcune persone riferiscono difficoltà a concentrarsi, vuoti di memoria o una sensazione di mente annebbiata, spesso definita brain fog.

Questi disturbi sono stati descritti anche nella sensibilità al glutine non celiaca, sebbene i meccanismi che li provocano non siano ancora completamente compresi.

8 – Dolori articolari o muscolari

Dolori muscolari, fastidi articolari e sensazione di debolezza possono accompagnare i sintomi intestinali.

Non sono però manifestazioni esclusive della sensibilità al glutine e possono avere numerose altre cause.

9 – Eruzioni cutanee o prurito

In alcuni casi possono comparire eruzioni cutanee, dermatiti o prurito.

Si tratta di manifestazioni non specifiche, che possono essere associate anche ad allergie o malattie dermatologiche. Per questo è importante identificarne la causa.

10 – Anemia da carenza di ferro

L’anemia da carenza di ferro è una manifestazione ben documentata della celiachia, ma è stata osservata anche in alcuni studi sulla sensibilità al glutine non celiaca.

Il legame con quest’ultima condizione non è ancora del tutto chiarito. In presenza di anemia è quindi importante rivolgersi al medico per individuarne la causa ed escludere, tra le altre possibilità, la celiachia.

11 – Cambiamenti di umore

Ansia, irritabilità e cambiamenti dell’umore sono stati riferiti da alcune persone con sensibilità al glutine non celiaca.

Non è però possibile attribuirli direttamente al glutine senza un’adeguata valutazione, perché possono dipendere da numerosi fattori.

12 – Perdita di peso o difficoltà ad aumentare

La perdita di peso non è un sintomo caratteristico della sensibilità al glutine non celiaca, ma può essere osservata in alcune persone.

Talvolta può dipendere da restrizioni alimentari eccessive adottate nel tentativo di alleviare i disturbi.

Se il peso diminuisce senza una ragione apparente, è importante rivolgersi al medico per escludere altre condizioni, tra cui la celiachia.

Come capire se si è intollerante al glutine?

Per capire se i disturbi possono essere legati al glutine, è utile osservare quali sintomi compaiono, con quale frequenza e dopo quali pasti.

Un aiuto può arrivare dal diario alimentare, in cui annotare per alcune settimane ciò che si mangia e gli eventuali disturbi, come gonfiore, crampi o diarrea. Queste informazioni possono essere utili al medico per individuare possibili collegamenti.

I sintomi possono comparire a distanza di ore o, in alcuni casi, di giorni dal consumo degli alimenti sospettati. Tuttavia, la loro comparsa non basta a confermare una sensibilità al glutine.

È importante soprattutto non eliminare il glutine dalla dieta prima di aver consultato il medico. Questa scelta potrebbe rendere meno attendibili gli esami per la celiachia e ritardare una diagnosi corretta.

Inoltre, non tutti i disturbi dopo i pasti dipendono dal glutine: possono essere legati anche ad altri componenti degli alimenti o a condizioni come la sindrome del colon irritabile.

Intolleranza al glutine: diagnosi e test

Non esiste un esame specifico in grado di diagnosticare con certezza la sensibilità al glutine non celiaca. Per questo, prima di attribuire i sintomi al glutine, il medico deve escludere altre condizioni, in particolare la celiachia e l’allergia al grano.

Gli accertamenti possono comprendere:

  • Esami del sangue per la celiachia, come la ricerca degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA (anti-tTG), insieme al dosaggio delle IgA totali.
  • Biopsia duodenale, quando indicata, per verificare la presenza delle alterazioni intestinali tipiche della celiachia.
  • Test allergologici, come la ricerca delle IgE specifiche per il grano e gli eventuali prick test, se si sospetta un’allergia.

Una volta escluse queste condizioni, il medico può valutare un periodo di alimentazione senza glutine, seguito da una reintroduzione controllata, per osservare l’eventuale comparsa dei sintomi.

Questo percorso deve essere seguito sotto controllo medico, perché il miglioramento con una dieta senza glutine non è sufficiente, da solo, a confermare la sensibilità al glutine.

I test delle IgG alimentari, invece, non sono considerati affidabili per diagnosticare questa condizione e non sono raccomandati.

Intolleranza al glutine: cosa mangiare e cosa evitare?

In caso di sensibilità al glutine non celiaca, l’alimentazione deve essere adattata ai sintomi e alla tolleranza individuale, seguendo le indicazioni del medico o del nutrizionista.

A differenza della celiachia, che richiede l’esclusione rigorosa e permanente del glutine, nella sensibilità non celiaca la necessità e il grado di restrizione possono variare da persona a persona.

Se viene consigliato di ridurre o eliminare temporaneamente il glutine, è possibile scegliere alimenti naturalmente privi di questa proteina, come riso, mais, patate, quinoa, grano saraceno, amaranto, miglio e teff.

Per variare l’alimentazione, puoi utilizzare anche i cereali senza glutine e le farine senza glutine, adatte alla preparazione di pane, pizza, dolci e altre ricette.

Non devono mancare frutta, verdura, legumi, uova, pesce, carne e latticini, secondo le proprie esigenze alimentari.

L’obiettivo è mantenere una dieta varia ed equilibrata, evitando restrizioni inutili che potrebbero ridurre l’apporto di nutrienti importanti.

Sintomi di intolleranza al glutine: quando rivolgersi al medico?

Se i disturbi intestinali persistono, si ripresentano frequentemente o interferiscono con la vita quotidiana, è importante rivolgersi al medico per individuarne la causa.

In particolare, è consigliabile richiedere una valutazione in presenza di:

  • Perdita di peso significativa e involontaria.
  • Anemia o stanchezza persistente.
  • Diarrea prolungata o dolori addominali ricorrenti.
  • Segni di carenze nutrizionali.
  • Sintomi che continuano o peggiorano nonostante le modifiche all’alimentazione.

Questi segnali non indicano necessariamente un’intolleranza al glutine e possono essere associati ad altre condizioni, tra cui la celiachia.

Una valutazione medica permette di individuare gli accertamenti più appropriati ed evitare diete restrittive non necessarie.

Se il medico consiglia di ridurre o eliminare il glutine, è possibile scegliere tra numerosi cibi senza glutine, come riso, mais, patate, quinoa, grano saraceno e legumi.

FAQ (domande comuni)

1 – Come capire se si è intolleranti al glutine?

È utile annotare i sintomi in un diario alimentare e rivolgersi al medico per escludere celiachia e allergia al grano. Non esiste un test specifico per la sensibilità al glutine non celiaca.

3 – L’intolleranza al glutine è la stessa cosa della celiachia?

No. La celiachia è una malattia autoimmune che danneggia l’intestino tenue, mentre la sensibilità al glutine non celiaca può provocare disturbi simili senza le tipiche lesioni intestinali della celiachia.

4 – Quanto tempo ci vuole per vedere miglioramenti senza glutine?

In caso di sensibilità al glutine non celiaca, i sintomi possono migliorare nell’arco di giorni o settimane, ma i tempi variano da persona a persona. Il glutine non va eliminato prima degli accertamenti per la celiachia.

5 – Si può essere intolleranti al glutine anche senza sintomi intestinali?

Sì, alcune persone riferiscono disturbi extraintestinali, come mal di testa, stanchezza e difficoltà di concentrazione, anche in assenza di sintomi digestivi.

Conclusioni

I sintomi di intolleranza al glutine possono essere diversi: dal gonfiore addominale ai disturbi intestinali, fino a stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione.

Poiché questi segnali possono dipendere anche da altre condizioni, è importante non ricorrere all’autodiagnosi e rivolgersi al medico per individuarne la causa ed escludere la celiachia.

In caso di sensibilità al glutine non celiaca, un’alimentazione personalizzata, seguita con il supporto di uno specialista, può aiutare a gestire i disturbi e migliorare la qualità della vita.

Fonti
  1. Criteri di Salerno, Nutrients, 2015.
  2. Cárdenas-Torres FI, Cabrera-Chávez F, Figueroa-Salcido OG, Ontiveros N. Non-Celiac Gluten Sensitivity: An Update. Medicina (Kaunas). 2021 May 24;57(6):526. doi: 10.3390/medicina57060526. PMID: 34073654; PMCID: PMC8224613.
  3. Definition of non-coeliac gluten sensitivity – Dr. Schär Institute.
  4. Non-celiac gluten sensitivity – Harvard Health.

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