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Come affrontare l’inverno nel modo giusto. Nel kiwi la risorsa protettiva

Nelle recente edizione delle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana pubblicate dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’economia agraria), tra le 13 nuove Linee Guida c’è una rilevante novità. Infatti, si raccomanda di mangiare “Più frutta e verdura”, vista la loro importanza nel quadro di un’alimentazione bilanciata e nella promozione della salute. Quindi il benessere quotidiano dei consumatori passa attraverso un’alimentazione dove frutta e verdura giocano un ruolo fondamentale e preventivo per il benessere collettivo.

Una carica di preziosa vitamina C

Con l’inverno alle porte abbiamo a disposizione tanta frutta e verdura che aiuta a prevenire e ad affrontare al meglio i primi raffreddori. E permette di creare uno scudo protettivo del proprio stato di salute. Tra questi prodotti, il kiwi è uno tra i più indicati e consigliati.

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Il kiwi un frutto ricchissimo di vitamina C (acido ascorbico). Solo 100 g di prodotto ne contengono ben 85 mg, vale a dire oltre la quantità giornaliera raccomandata.

A cosa serve la vitamina C

Questa vitamina è un potente antiossidante ed è uno dei principali agenti che proteggono l’organismo contro le ossidazioni provocate da alcuni “radicali liberi”.

Inoltre, favorisce l’assorbimento del ferro, interviene nella biosintesi del collagene e svolge molte altre funzioni che producono effetti benefici sull’organismo. Il kiwi è anche ricco di acqua e contiene tanta fibra alimentare che agisce in maniera positiva sulla motilità intestinale prevenendo la stipsi e probabilmente alcune forme di colon irritabile.

Quanto è importante il ruolo del produttore?

Con la pubblicazione delle nuove Linee Guida del CREA, il produttore assume un ruolo di alto valore sociale, quello cioè di coltivare frutta e verdura sempre più buona e con il massimo riguardo agli aspetti di qualità e sanità dei prodotti, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori.

Per l’Organizzazione di Produttori JOINFRUIT, che opera nella coltivazione di kiwi, non si tratta di una novità.

Le aziende associate a questo raggruppamento lavorano da anni secondo standard qualitativi di eccellenza con il primario obiettivo di ottimizzare ogni intervento agronomico pensando al benessere e alla soddisfazione del consumatore, oltre che alla salvaguardia del territorio.

Kiwi

In Italia dove si coltiva?

Il kiwi è stato introdotto in Italia negli anni ’70 e da allora il nostro Paese è tra i primi produttori mondiali.

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JOINFRUIT vanta una coltivazione di kiwi in provincia di Cuneo e garantisce con specifici disciplinari produttivi e certificazioni tutto il prodotto commercializzato.

Il Piemonte è la seconda Regione, dopo il Lazio, tra le più attive nella produzione di kiwi. Con circa 3.600 frutti in produzione nel 2019, il kiwi ha trovato in questo territorio un ambiente favorevole al proprio sviluppo. L’invito a consumare più frutta di stagione trova nei produttori di frutta dei formidabili alleati che con il loro lavoro ci permettono di aiutare il nostro organismo a proteggersi.

Quale è il modo ideale di consumare il kiwi

I modi per consumarlo fresco sono tanti:

  • al naturale
  • frullato
  • fantasiose insalate, insieme a yogurt
  • ingrediente di guarnizione di dolci.

Un modo pratico di consumare questo frutto, oltre che sbucciato e affettato, è quello di tagliarlo (con tutta la buccia) a metà e asportare con un cucchiaino la polpa interna. Questo modo di gustare il kiwi risulta tanto più facile quanto più maturo è il frutto.

Per accelerare il processo di maturazione del kiwi è sufficiente lasciarlo qualche giorno vicino alle mele.

Appena il kiwi comincia a risultare un po’ più morbido al tatto, non aspettiamo oltre e facciamo il pieno di questa risorsa naturale buona e salutare.

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Patrizio Cecconi

Patrizio Cecconi

Faccio l'art director da molti anni e sono appassionato di alimentazione, benessere e fitness. Sono uno degli amministratori del gruppo Facebook di Melarossa e scrivo articoli in qualità di redattore sempre per il sito Melarossa.it

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