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L’olio di palma sul banco degli imputati

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olio di palma fa male alla salute

Oggi processiamo un ingrediente che le industrie alimentari e cosmetiche usano spessissimo per la preparazione dei loro prodotti. Non puoi sapere se lo stai mangiando perché non c’è l’obbligo di inserirlo chiaramente tra gli ingredienti e quindi lo troviamo nella dicitura generica “oli vegetali” insieme ad altri oli, spesso di altrettanta bassa qualità. Numerosi nutrizionisti lo accusano di far male alla salute, mentre altri minimizzano i suoi effetti deleteri. Avvocato della difesa e procuratore per l’accusa, presentate le vostre ragioni circa l’imputato di oggi: l’olio di palma.

AVVOCATO DELLA DIFESA

L’olio di palma è un ingrediente importante per molte industrie alimentari, cosmetiche e di prodotti per la casa. Viene ricavato dalle omonime palme che producono questi grossi semi di colore arancione ricchi di quest’olio. Se ne ottiene una quantità tale che il suo costo è molto contenuto. Ha la proprietà di rimanere solido a temperatura costante, ha un alto livello di resistenza all’ossidazione e ai trattamenti termici e non irrancidisce. Grazie a queste sue caratteristiche, se usato per la preparazione di prodotti alimentari, ne preserva e garantisce la fragranza e morbidezza per giorni e giorni.

ACCUSA

Il nostro esperto nutrizionista, il dottor Luca Piretta, dice testualmente così: “l’olio di palma non è un olio molto salutare. Rispetto all’olio di oliva tutti gli altri oli di semi sono rettificati chimicamente per il loro consumo (ossia subiscono trattamenti chimici che li rendono edibili, altrimenti non lo sarebbero naturalmente); ma al di là di questo, la sua composizione è molto ricca in acidi grassi saturi (in particolare fino al 50% di palmitico) che sappiamo favorire l’ipercolesterolemia e la arteriopatia. Tra gli oli di semi, quelli che hanno una composizione in acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi più vicini all’olio di oliva, troviamo quello di arachidi e di girasole. Non esistono alimenti per controbilanciare questi grassi. Bisogna mangiarne il meno possibile e favorire sempre l’olio di oliva ed eventualmente quello di arachide e girasole”.

DIFESA

Bisogna tener conto del fatto che il nostro organismo ha bisogno di assumere quotidianamente anche quantità moderate di acidi grassi saturi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si raccomanda di non superare il 7% del apporto energetico quotidiano che, per una dieta da 2000 kcalorie (che rappresenta la dieta media di un essere umano adulto), corrisponde al massimo a 16 grammi. L’Agence nazionale de sécurité sanitaire, alimentation, environnement, travail (Anses – Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria, l’alimentazione, l’ambiente e il lavoro) alza, rispetto all’OMS, la quota ammissibile degli acidi grassi saturi al 12% dell’apporto energetico totale, ovvero 27 grammi al giorno per 2.000 kcal.
Se per fare colazione si consumassero 40 grammi di biscotti contenenti il 16% di olio di palma (e quindi l’8% di acidi grassi saturi), s’ingerirebbero circa 3 grammi di acidi grassi saturi, una quantità di gran lunga inferiore a quella massima raccomandata dall’OMS e dall’Anses. Quindi un consumo moderato di prodotti contenenti olio di palma non è affatto dannoso per la salute.

ACCUSA

I bambini però sono particolarmente esposti al consumo di olio di palma proprio perché è molto utilizzato per la produzione di prodotti dolciari di cui i piccoli sono particolarmente ghiotti. Basti pensare che la Nutella ne contiene tra il 20% e il 30% (la quantità precisa non è disponibile essendo la ricetta della Nutella tenuta segreta). Quindi, vista la diffusione di utilizzo di questo olio, si rischia, in alcuni casi, che si possa eccedere circa le dosi  massime consigliate. Inoltre l’olio di palma è utilizzato anche come ingrediente per la preparazione del latte in polvere per infanti e bambini da marchi molto famosi come Nipiol, Mellin, Plasmon, Milupa (tutti negli ingredienti riportano la dicitura “oli vegetali”).

DIFESA

Certamente i genitori dovrebbero scegliere per i propri bambini una dieta bilanciata. Il consumo eccessivo di alimenti dolci in generale è dannoso anche per un eccesso di zuccheri raffinati e altri ingredienti. Quindi in una dieta bilanciata qualche biscotto o una merendina non portano certamente a superare la quantità di acidi grassi saturi raccomandata dall’OMS.

ACCUSA

Tra l’altro l’indicazione della presenza dell’olio di palma negli ingredienti non è obbligatoria per legge. I produttori riportano genericamente “oli vegetali” e non sono obbligati a indicare di che genere siano. Normalmente se questi oli vegetali sono di buona qualità (come l’olio extravergine o vergine d’oliva, quello di arachidi, di girasole e mais) il produttore li dichiara “volontariamente” nell’etichetta. I biscotti Galbusera, per citare una marca industriale che si posiziona con prodotti “salutistici”, infatti riporta tra gli ingredienti, su alcune tipologie di biscotti, la seguente dicitura: Oli vegetali non idrogenati 10% (di cui olio di mais 4% sul prodotto) oppure Oli vegetali non idrogenati 9% (di cui olio di mais 5% sul prodotto). Bene, almeno quel 4% / 5% è un olio di buona qualità.

DIFESA

A questo non possiamo replicare. Dobbiamo invece dire che l’utilizzo dei grassi  e oli vegetali idrogenati e parzialmente idrogenati al posto degli oli vegetali è assai più dannoso per la salute. Il processo di idrogenazione di un olio o di un grasso infatti genera una certa percentuale di grassi “trans”, che sono grassi insaturi modificati. Fanno molto male al punto che l’Institute of Medicine (IOM) of the National Academies of Sciences, Engineering, Medicine and Research Council americano ha proposto per i grassi trans un Tolerable Upper Intake Level (UL) di ZERO.

ACCUSA

Questo non significa che tra due mali dobbiamo scegliere il minore, possiamo non sceglierli affatto tutti e due. L’olio di palma comunque fa male e quindi si dovrebbero preferire alimenti che non lo contengono proprio. Poi c’è un altro argomento molto importante: L’AMBIENTE.
Infatti le palme da olio sono coltivate soprattutto in Indonesia e Malesia e questi due paesi, vista l’alta richiesta da parte delle industrie nazionali e multinazionali, abbattono distese enormi di foreste pluviali primarie e secondarie. Alberi centenari o addirittura millenari vengono abbattuti per far posto alle famigerate palme. E animali oramai rari e preziosi come l’orango e l’elefante pigmeo del Borneo vengono uccisi oppure si ritrovano un habitat sempre più “stretto” con ovvie difficoltà a procacciarsi il sostentamento
Chi consuma prodotti con olio di palma si rende, anche se inconsapevolmente, complice di questo disastro ecologico.

DIFESA

In questi paesi è stata creata una certificazione per promuovere una produzione sostenibile di olio di palma: l’RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil). Questa organizzazione esiste dal 2008 e stabilisce i principi e i criteri che i coltivatori devono soddisfare per farne parte. Questo porta all’intensificazione delle piantagioni ecologiche esistenti, la conservazione della biodiversità, il rispetto delle comunità locali e la normativa riguardante l’acquisto delle terre.

LA SENTENZA

Questa caro lettore la devi emettere tu, noi ti abbiamo fornito tutti i dati e i pareri medici di cui hai bisogno, quindi giudica tu il nostro imputato.
Comunque per aiutarti ed emettere la giusta sentenza, ossia bandire per sempre dalla tua dispensa i prodotti che utilizzano l’olio di palma oppure continuare a “tollerare” la sua presenza, riportiamo qui sotto una tabella con i pro e i contro che sono emersi dalla nostra indagine sull’ingrediente “sospetto”.

pro e contro olio palma def

Patrizio Cecconi

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