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Coronavirus: non dimentichiamo di donare il sangue!

Uno dei tanti effetti del coronavirus è il calo delle donazioni del sangue registrato in tutta Italia.

I motivi? Soprattutto la paura del contagio, ma anche il fatto che le persone non escono di casa, che alcuni donatori attivi sono impossibilitati al momento a donare (per contagio, quarantena o perché residenti nelle zone rosse) e che altri pensino che sia rischioso andare nei centri di raccolta sangue.

Ma se le donazioni continuano a diminuire, ci saranno delle ripercussioni gravi sulle terapie necessarie ogni giorno agli oltre 1800 pazienti che vivono in Italia.

Per questo motivo, diverse associazioni, tra cui il Centro Nazionale Sangue e il Civis, il coordinamento delle associazioni dei donatori, hanno rivolto un appello per chiedere che si doni il sangue.

Chi può donare

Chi non è considerato a rischio di contagio ed è in buona salute può tranquillamente donare. Solamente, è necessario contattare prima il punto di raccolta per evitare affollamenti nelle sale di attesa o nei locali dove si effettua la donazione. Basta telefonare e prenotare la donazione.

Inoltre, è stata messa a punto una procedura per verificare, già al telefono, se il potenziale donatore è nella condizione di poter donare: con quattro brevi domande si raccolgono le informazioni necessarie per minimizzare i rischi.

Chi non può donare

Il CNS ha emanato una circolare con i criteri di esclusione – ovvero chi non può donare – legati alla diffusione del coronavirus. In particolare, è necessario applicare la sospensione temporanea di 14 giorni per chi:

  • ha soggiornato nella Repubblica popolare cinese (i 14 giorni si calcolano dal rientro in Italia)
  • è stato possibilmente esposto al rischio di contagio per contatto con persone con infezione documentata da SARS-CoV-2
  • ha transitato o ha sostato dal 1° febbraio 2020 nei comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio
  • ha contratto l’infezione da SARS-CoV-2 (infezione documentata oppure comparsa di sintomi compatibili). In questo caso i 14 giorni partono dalla scomparsa dei sintomi o dall’interruzione dell’eventuale terapia.

L’appello delle associazioni quindi è, per chi può farlo, di donare il sangue. Anche perché ci sono donatori attivi che in questo momento non possono farlo perché risiedono nelle zone più colpite dal virus e devono attenersi alle disposizioni delle autorità sanitarie nazionali.

Ricordiamo che per alcune persone il sangue rappresenta una terapia salvavita, perché sono affette da particolari patologie. In pratica queste persone hanno bisogno del trattamento trasfusionale periodico.

Perciò, donare il sangue in questo particolare periodo di emergenza è fondamentale per garantire la terapia a tutti i cittadini che ne hanno bisogno, in tutte le Regioni italiane.

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Coronavirus e donazione del sangue

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Carolina Peciola

Carolina Peciola

Carolina Peciola è giornalista, editor, consulente editoriale e lavora nel mondo dell’editoria da trent'anni. Si occupa soprattutto di salute, benessere, alimentazione, cucina, fenomeni sociali. Scrive per riviste in edicola e testate online, cura l’editing di libri, realizza pubblicazioni per ragazzi.

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