Patologie

Minzione: che cos’è, disturbi e patologie per uomini, donne e bambini e come curarli

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La minzione è un processo indispensabile per eliminare i rifiuti organici prodotti dal metabolismo cellulare nell’organismo. Infatti, Il sistema urinario regola le concentrazioni di sodio, potassio, cloruro ed altri ioni nel sangue.  Inoltre, aiuta anche a mantenere il normale pH e volume del sangue e la sua corretta pressione . 

La minzione richiede l’attività coordinata dei nervi simpatici, parasimpatici e somatici. Infatti, il controllo che esercitano i nostri centri cerebrali superiori ti permette di determinare il momento ed il luogo giusto per dar vita a questa importante funzione fisiologica. 

In generale, le persone fanno pipì lo più in orario diurno. Però si possono verificare dei disturbi che creano delle condizioni di minzione anormali e problematiche. Sono condizioni molto diverse fra loro, dovute a cause molteplici e differenziate. Tuttavia segnalano sempre la presenza di un problema di salute, di cui è importante prendersi cura. I disturbi della minzione sono tanti ma i più frequenti sono, ritenzione urinaria, incontinenza urinaria e enuresi nei bambini al di sopra di 5 anni.

Purtroppo, questi disturbi della minzione possono causare disagi fisici e psicologici e quindi difficoltà per le persone a parlarne. È giusto sapere però che questi problemi sono estremamente comuni.

Tuttavia, oltre a terapie farmacologiche per i casi più gravi,  puoi sicuramente aiutarti con esercizi fisici e soprattutto rimedi naturali che ti aiutano nella vita di tutti i giorni.

Minzione: che cos’è

La minzione è il processo di espulsione dell’urina dalla vescica urinaria.

La minzione è nota anche come svuotamento della vescica. Essa è infatti  il processo mediante il quale il corpo scarica, sotto forma di urina, l’eccesso di liquido, sali ed altre scorie. La vescica urinaria può immagazzinare circa 350-400 ml di urina prima di espellerla.  

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L’apparato escretore comprende i seguenti organi:

  • reni
  • due ureteri
  • vescica urinaria
  • uretra
  • meato uretrale.

Minzione: come avviene

I reni secernono normalmente da un litro a un litro e mezzo di urina al giorno. Ciò varia soprattutto da quanti liquidi il corpo riceve, dal clima e altri fattori. Inoltre i reni filtrano l’urina e la trasportano alla vescica urinaria attraverso gli ureteri, dove viene conservata fino alla sua espulsione. Il processo di minzione è regolato dal sistema nervoso e dai muscoli della vescica e dell’uretra. La vescica urinaria può immagazzinare circa 350-400 ml di urina prima di espellerla.

I centri nervosi per il controllo della minzione si trovano nel:

  • midollo spinale
  • tronco cerebrale
  • corteccia cerebrale (la sostanza esterna della parte superiore del cervello).

Il processo di minzione è governato sia dal sistema nervoso che da quello muscolare. 

All’interno del sistema nervoso, il processo è governato dal sistema nervoso autonomo e somatico. Una volta che la vescica urinaria raggiunge la sua massima capacità, i recettori di stiramento nelle pareti della vescica inviano un impulso attraverso il nervo pelvico al cervello passando per il midollo spinale.

Quindi, Il riflesso di minzione è generato a livello del midollo spinale dopo aver ricevuto i riflessi dalla regione pontina del cervello. Una volta che la vescica e l’uretra ricevono i segnali per svuotare la vescica, i due sfinteri si rilassano e il muscolo detrusore provoca le contrazioni della vescica.

Oltre a questi muscoli, anche quelli dell’addome giocano un ruolo esercitando una pressione sulla parete vescicale. Questo porta al completo svuotamento della vescica.

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Adulti e bambini: controllo della minzione

I bambini e gli adulti hanno un notevole controllo su quando e dove passano le urine. Possono anche aumentare o diminuire la velocità del flusso, fermarsi e ricominciare. La minzione è quindi più di un semplice riflesso.

Il controllo della minzione è appreso nell’infanzia, a partire dai due anni, e coinvolge altre fibre sensoriali nella parete vescicale. Queste fibre trasmettono informazioni sul grado di pienezza della vescica attraverso la spina dorsale ai centri superiori del cervello, al talamo ed alla corteccia cerebrale. Questo ci fa prendere coscienza della necessità di urinare e dell’urgenza della situazione.

Dopo la minzione, rimangono meno di 10 ml di urina nella vescica ed il ciclo ricomincia di nuovo.

Fare pipì: quanta ogni giorno?

Esiste una grandissima variabilità tra una persona e l’altra, rispetto al volume urinario per ogni minzione. Di regola, l’urinazione avviene a intervalli di 2-4 ore durante il giorno e circa una volta di notte, a seconda di quanto hai bevuto.

In linea generale, produci quotidianamente dai 500 ai 2000ml di urina, con un volume per ciascuna minzione variabile tra i 200 e i 500ml.

I fattori che possono influenzare questi valori sono:

  1. la quantità giornaliera di liquidi consumati;
  2. il tipo di alimentazione (alimenti ricchi in acqua influenzano il volume urinario);
  3. fattori esterni, quali la temperatura;
  4. fattori interni all’organismo, come ad esempio la variazione della pressione ematica nell’arco della giornata.

Tuttavia, urinare troppo spesso, con visite al bagno frequenti sia di giorno sia di notte, potrebbe essere il segnale di un disturbo, come la poliuria o la pollachiuria. Mentre la difficoltà a urinare o a svuotare completamente la vescica, potrebbero essere dovuti a ritenzione urinaria o a disuria.

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Anatomia del tratto urinario

Per capire meglio come funziona la minzione vediamo innanzitutto com’è strutturato l’apparato urinario. Esso è formato da:

Ureteri

Gli ureteri sono condotti lunghi circa 28-30 cm che collegano le pelvi renali con la vescica urinaria.

Uretra maschile

È un condotto della lunghezza media di circa 18 cm nell’adulto. Ha origine dalla vescica e termina all’apice del pene nel meato uretrale esterno. Possiamo suddividerlo in vari segmenti tra cui uretra prostatica, membranosa e cavernosa.

Uretra femminile

È un condotto lungo 3-4 cm che comincia dalla vescica urinaria, attraversa il pavimento pelvico e si apre nel vestibolo della vagina. La parete dell’uretra è spessa circa 5-6 mm.

Vescica urinaria

È un organo cavo muscolomembranoso e rappresenta il serbatoio dell’urina che vi arriva dagli ureteri. Raggiunta una certa quantità di urina in vescica, circa 250-350 ml, questa è emessa all’esterno attraverso l’uretra con l’atto della minzione. 

La vescica ha la parete molto distendibile tanto che in certe condizioni patologiche essa può arrivare a contenere fino a 2-3 litri di urina.

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Si compone di tre strati di muscolatura liscia involontaria incrociati tra loro al fine di ridurre o aumentare di volume all’occorrenza e poter spingere l’urina verso l’uretra.

Infine, durante la minzione, i muscoli forti delle pareti vescicali (i muscoli detrusori) comprimono la vescica, spingendo il suo contenuto nell’uretra.

Come avviene la minzione

La vescica urinaria ha due stadi o fasi distinte:

  • riposo o di riempimento
  • svuotamento.

Fase di riposo o di riempimento

È in questa fase che i reni trasportano l’urina  attraverso le ureteri nella vescica.  L’apertura dell’uretere nella vescica urinaria non è protetta da alcuno sfintere o muscolo. Pertanto, questa natura obliqua dell’apertura impedisce all’urina di rientrare nell’uretere. Allo stesso tempo, il muscolo principale della vescica urinaria, il muscolo detrusore, si rilassa permettendo alla vescica di distendersi e di accogliere più urina.

Fase di svuotamento 

Durante questa fase, sia la vescica urinaria sia l’uretra entrano in gioco insieme. Il muscolo detrusore della vescica urinaria, finora rilassato, inizia a contrarsi una volta raggiunta la capacità di stoccaggio della vescica.

L’uretra è controllata da due serie di muscoli: 

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  • Sfinteri uretrali interni: sono muscoli lisci,
  • Sfinteri uretrali esterni: sono muscoli scheletrici.

Infatti, entrambi gli sfinteri sono in stato di contrazione durante la fase di riempimento.

Patologie e disturbi della minzione

Incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria accade quando hai bisogno di urinare più frequentemente del normale, soprattutto più di 8 volte nel giro di 24 ore. La necessità urgente di urinare può arrivare all’improvviso e causare una perdita di controllo della vescica.  Colpisce sia donne sia uomini di qualsiasi età, anche se si riscontra più spesso nelle donne in età avanzata: statisticamente ne sono colpite circa il 30% delle donne anziane e il 15% degli uomini anziani.

In genere si tende a considerare l’incontinenza urinaria come una normale conseguenza dell’invecchiamento, ma non è sempre così. A volte si può trattare di un disturbo temporaneo, dovuto a una terapia farmacologica con effetti diuretici, oppure a un abuso di alcol o bevande con caffeina. Ad esempio, un aumento improvviso del volume di urina può scatenare un episodio di incontinenza o causare incontinenza temporanea, che però difficilmente si trasformerà in uno stato cronico. Ancora, l’incontinenza può essere dovuta a cause funzionali.

L’incontinenza urinaria si può ritenere normale nei bambini molto piccoli perché non hanno ancora imparato a controllare a sufficienza i muscoli degli sfinteri (cioè quelli che aprono e chiudono gli orifizi) poiché non hanno ancora completamente sviluppato il sistema nervoso. Anche l’incontinenza cronica comunque, può essere guarita, o quantomeno gestita con accorgimenti che permettono di non compromettere la vita di chi ne soffre.

Anche l’incontinenza cronica comunque, può essere guarita, o quantomeno gestita con accorgimenti che permettono di non compromettere la vita di chi ne soffre.

Fattori che predispongono all’incontinenza urinaria 

  • diabete mellito
  • prostata ingrossata
  • calcoli delle vie urinarie
  • stress
  • eccitazione
  • indebolimento dei muscoli della vescica (soprattutto nelle persone anziane)
  • infiammazione renale ( pielonefrite)
  • cistite
  • freddo
  • gravidanza
  • vescica iperattiva nei bambini o nei giovani adulti
  • tumore della prostata
  • assunzione di farmaci, come diuretici, benzodiazepine o lassativi
  • prolasso dell’utero
  • menopausa.

Inoltre, anche la stitichezza e le infezioni del tratto urinario possono aumentare la necessità di urinare.

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Il sintomo presente in ogni forma di incontinenza è la perdita di controllo sulla minzione, che si verifica sia con perdite abbondanti di urina, sia con piccole perdite. 

Da questo sintomo fisico, ne possono nascere altri di natura psicologica. Infatti, l’incontinenza urinaria danneggia la qualità di vita di chi ne soffre, determinando sofferenze emotive, relazionali e sociali.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi il nostro articolo sull’incontinenza urinaria.

Tipi di incontinenza

L’incontinenza urinaria può essere di diversi tipi.

1 – Incontinenza da stress

In questo caso l’urina viene persa involontariamente quando tossisci, starnutisci o ridi.

Inoltre, può succedere anche quando fai altri movimenti bruschi o improvvisi che causano soprattutto pressione addominale sulla vescica. Inoltre, l’incontinenza può essere dovuta anche al rilassamento dei muscoli pelvici dopo il parto.  Ma è un problema che si può presentare anche più avanti con l’età, per esempio dopo la menopausa. Questa condizione può essere migliorata effettuando regolarmente esercizi pelvici, per esempio contrarre i muscoli come se si volesse interrompere il flusso di urina. Per i casi più severi, può essere necessario un intervento chirurgico. 

2 – Incontinenza da urgenza

L’urinazione notturna o nicturia è un esempio d’incontinenza da urgenza. Si presenta come un irrefrenabile e incontrollabile bisogno di urinare.

3 – Incontinenza funzionale

Succede spesso in persone affette da disturbi neurologici o fisici. Quando la persona è incapace fisicamente di spostarsi dal letto fino alla toilette od in pazienti con morbo di Alzheimer che non riconoscono lo stimolo della minzione.

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4 – Incontinenza da rigurgito

Accade quando la vescica è troppo piena e non  riesci a trattenere l’urina. Può essere una piccola perdita o una perdita continua fino a che la vescica non si è totalmente svuotata.

La ritenzione urinaria viene definita come incapacità di svuotare la vescica, benché i reni funzionino regolarmente. 

Ritenzione urinaria

La ritenzione può essere acuta o cronica. 

La ritenzione urinaria acuta è una condizione medica pericolosa, poiché la persona si ritrova ad avere la vescica piena ma non riesce a svuotarla. Sono presenti soprattutto dolori al basso ventre. . Questo può, in casi veramente estremi, portare a una rottura della vessica. Questo disturbo può insorgere come complicazione di un calcolo dell’uretra, di una malattia della prostata che comprime l’uretra o di una paralisi del muscolo della vescica. D’altra parte se la ritenzione acuta si risolve, l’emissione di urina riprende normalmente.

Invece, la ritenzione urinaria cronica è una condizione ricorrente in cui la persona non riesce mai a svuotare la vescica completamente. Essa si manifesta di solito in seguito a un lungo periodo di disturbi alle vie urinarie. Inoltre, è un fattore predisponente per le infezioni ripetute del tratto urinario (UTI), poiché il ristagno di urina è terreno fertile per la proliferazione dei batteri che a volte risalgono l’uretra.

La ritenzione urinaria è più comune negli uomini, meno frequente nella donna ma non rara. Infatti, negli uomini è più frequente perché, l’ingrossamento della prostata, può portare a un restringimento dell’uretra, il canale che trasporta l’urina fuori dal corpo.

Cause della ritenzione urinaria 

Alcune cause che possono provocarla sono: 

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  • infezioni che causano irritazione e rigonfiamento
  • problemi neurologici che interferiscono con i segnali scambiati tra cervello e vescica
  • uso di farmaci
  • costipazione
  • problemi ai muscoli della vescica
  • calcoli nel tratto urinario
  • ictus
  • parto naturale
  • tumori
  • prolasso della vescica o cistocele (nella donna)
  • rettocele (nella donna).

Sintomi 

Nella maggioranza dei casi, i pazienti che soffrono di questo disturbo della minzione riescono a far passare un po’ di urina, ma non a svuotare completamente la vescica. Tra i sintomi si rileva dolore e gonfiore nella parte inferiore dell’addome, dovuti alla dilatazione della vescica piena e una minzione dolorosa nella fase iniziale.

Inoltre, la ritenzione urinaria può portare a incontinenza da rigurgito, a nicturia (urinazione frequente durante la notte) od a minzione frequente.

Dunque, la ritenzione urinaria può causare: 

  • disagio e dolore,
  • urgenza a urinare,
  • incapacità a urinare,
  • pancia gonfia.

Altri disturbi della minzione

I disturbi della minzione sono molto numerosi e diversificati. Abbiamo già dettagliato quelli più frequenti, ovvero incontinenza urinaria e ritenzione urinaria, ma è interessante fare anche una breve panoramica su alcuni degli altri.

Enuresi

L’enuresi è la definizione dell’incontinenza notturna nei bambini.

In genere, i bambini acquisiscono il controllo volontario della minzione diurna entro i 5 anni, mentre leggermente più lunghi possono essere i tempi per quella notturna. Dal momento che il processo di educazione all’uso della toilette è variabile, normalmente i medici usano dei parametri statistici per diagnosticare l’enuresi nei bambini. Infatti, anche in presenza di incontinenza diurna, notturna o combinata, i bambini di età inferiore ai 5 o 6 anni non sono considerati affetti da incontinenza diurna, così come quelli di età inferiore ai 7 anni non sono considerati affetti da enuresi.

Cause dell’enuresi

La stragrande maggioranza dei casi di enuresi, non è dovuta a patologie mediche, ma è dovuta a un insieme di fattori, come:

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  • ritardo evolutivo;
  • educazione non completata all’uso del wc;
  • contrazione vescicale prima del completo riempimento della vescica;
  • eccessiva assunzione di liquidi prima del sonno;
  • difficoltà a svegliarsi dal sonno;
  • familiarità, ovvero la presenza di genitori che sono stati affetti da incontinenza notturna;
  • deficit dell’attenzione/iperattività;
  • infezione delle vie urinarie.

Tuttavia l’enuresi che si protrae oltre i 3-4 anni è dovuta soprattutto a insicurezza emotiva. Infatti la nascita di un fratellino, l’angoscia per la separazione dei genitori, la malattia di un familiare possono esserne la causa. Oltretutto, questi od altri disturbi emotivi possono provocare anche una ricaduta del bambino in questa cattiva abitudine che aveva perso. Magari con il fine inconsapevole di attirare l’attenzione su di sé.

Enuresi e bambini: che fare e come comportarsi

L’enuresi viene spesso superata nei bambini senza trattamento, ma attraverso interventi comportamentali, quali:

  • controllo dell’assunzione dei liquidi
  • eliminazione di eventuale stitichezza
  • svuotamento temporizzato della vescica
  • riabilitazione del pavimento pelvico (in alcuni casi).

Dal momento che l’enuresi può avere un impatto negativo sull’autostima del bambino, soprattutto se molto frequente, è necessario da parte dei genitori mettere da parte punizioni od espressioni di frustrazione, piuttosto aiutando il bambino con pazienza e comprensione.

Infine, la terapia condizionante che utilizza un campanello ha ottenuto molti risultati. Si tratta di un congegno dotato di contatti metallici posti sotto le lenzuola.

Questo fa suonare il campanello quando l’urina, bagnando il letto, chiude il circuito. Però è il medico a dover prescrivere questa cura e soprattutto svolgerla sotto controllo accurato.

Pollachiuria e poliuria

La minzione frequente, cioè l’aumento delle espulsioni quotidiane delle urine, può essere associata all’eliminazione di :

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  • scarse quantità di urina, caso in cui si parla di pollachiuria;
  • ingenti quantità di urina, caso in cui si parla di poliuria.

Nel secondo caso, quello della poliuria, la causa può essere semplicemente una maggior ingestione di liquidi o cibi contenenti grandi quantità di acqua. Quindi, la poliuria può essere un evento sporadico, legato magari ad un’alimentazione più ricca del solito di frutta o verdura. Oppure potrebbe essere dovuta a cause più serie, come la presenza di diabete mellito, soprattutto di tipo I.

Invece, la pollachiuria è il termine utilizzato in campo medico per indicare un incremento della frequenza di minzione nell’arco delle 24 ore della giornata.

Cause e sintomi della pollachiuria

Un aiuto per individuare le possibili cause della pollachiuria, è dato anche dall’osservazione dei sintomi associati.

Di seguito, un elenco delle cause principali della minzione frequente:

  • infiammazione ed infezione delle vie urinarie e della vescica. È il caso della cistite, la causa di pollachiuria più diffusa in assoluto, soprattutto tra le donne;
  • ansia e malattie nervose. Si tratta della seconda causa di pollachiuria in termini di diffusione, soprattutto tra giovani donne.
  • malattia trasmessa sessualmente. Spesso è accompagnata da stranguria, ovvero una minzione molto dolorosa e con urina torbida (a volte con tracce di sangue), oltre che dalla comparsa di febbre nei casi più gravi;
  • possibile gravidanza. Urinare spesso, se unito a nausea mattutina e sensibilità al seno, potrebbe essere un segnale di gravidanza. Infatti, l’aumento del volume uterino, spinge la vescica stimolando minzione frequente senza dolore;
  • menopausa. I mutamenti ormonali causano modifiche a carico della vescica, dell’uretra e di tutto l’apparato urinario, dando luogo a minzione frequente con piccole perdite;
  • calcoli delle vie urinarie. I calcoli depositati in vescica potrebbero stimolare direttamente la contrazione del detrusore, generando il bisogno di urinare spesso;
  • ipertrofia prostatica. L’aumento della prostata e le patologie prostatiche negli uomini, soprattutto dopo i 60 anni di età, si presentano frequentemente con disturbi della minzione;
  • malattie neurologiche. In presenza di danni ai nervi che controllano la vescica, si sente il bisogno di urinare più spesso, sia di giorno, sia durante la notte;
  • ipertensione. L’uso di farmaci per tenere sotto controlla la pressione arteriosa, come i diuretici, può eventualmente generare una minzione più frequente, ma non dolorosa;
  • tumore alla prostata. Nella fase iniziale della malattia, i sintomi sono simili a quelli dell’ipertrofia prostatica, motivo per cui dopo i 50 anni, gli uomini dovrebbero sottoporsi sempre a visite periodiche.

Sintomi e trattamento della pollachiuria

Dal momento che, alcune delle cause di questo disturbo della minzione possono essere piuttosto gravi, sarebbe importante confrontarsi con il proprio medico di fiducia, non appena il problema si presenta.

Ci sono alcuni sintomi poi che, quando appaiono insieme alla minzione frequente, decisamente rappresentano un segnale di allarme da non ignorare. Come:

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  • debolezza delle gambe o incontinenza fecale;
  • febbre e mal di schiena;
  • insorgenza di minzione frequente nei primi anni di vita;
  • sudorazione notturna;
  • tosse
  • perdita di peso.

Non esiste un unico rimedio per la pollachiuria, in quanto la guarigione dipende dalla rimozione della causa che ha generato la condizione. Essendo molteplici le cause, è evidente che anche i rimedi saranno diversificati:

  • nel caso delle patologie prostatiche, si utilizzano farmaci antiandrogeni;
  • in caso di cistiti o prostatiti, si usano antibiotici;
  • per le situazioni di calcolosi, vengono usati farmaci per aiutare l’espulsione dei piccoli calcoli od, a volte, si ricorre alla chirurgia.

Tutti gli altri disturbi della minzione

Oltre ai disturbi già elencati, vengono considerati disturbi della minzione anche i seguenti:

Nicturia

Ovvero il ripetuto stimolo minzionale che avviene nelle ore notturne. Infatti, nell’adulto sano, i reni durante il sonno producono meno quantità di urina e soprattutto molto più concentrata di quella diurna.

Però nelle persone affette da questa condizione i reni hanno meno capacità di concentrare l’urina. Quindi producono così un flusso costante diluite in tutte le 24 ore (quindi anche durante la notte).

Anuria

L’anuria è la sospensione completa della produzione di urina, con emissioni inferiori a 100ml nell’arco delle 24 ore. Può essere dovuta a ostruzione degli ureteri, soprattutto dopo la formazione di calcoli. Oppure da assenza di secrezione di urina da parte dei reni (nefrite od altre patologie più complesse).

Stranguria

La stranguria è caratterizzata da una minzione dolorosa e difficoltosa, spesso dovuta a un’infiammazione delle vie genito-urinarie.

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Ematuria

Ovvero la presenza di sangue nelle urine, dovuta a sanguinamento nell’apparato urinario. L’ematuria lieve può essere provocata nella donna semplicemente da un piccolo graffio lavandosi.

Però, altre volte, può essere sintomo di una malattia più grave come un calcolo, una nefrite od addirittura un tumore al rene. Ad ogni modo la causa più frequente rimane la cistite emorragica, una volta assicuratisi che il sanguinamento provenga dalla vescica e non dalla vagina o dall’ano.

Spermaturia

Ovvero la presenza di sperma nelle urine, causata da un’eiaculazione retrograda.

Diagnosi, esami e trattamenti dell’incontinenza e ritenzione

Ritenzione urinaria

Per stabilire il trattamento più adeguato, è sempre necessaria una diagnosi accurata. Se il paziente non è in grado di far fuoriuscire l’urina, la diagnosi è chiara, altrimenti il medico potrebbe eseguire un’ecografia della vescica per misurare la quantità di urina presente, oppure inserire un catetere vescicale per misurare la quantità di urina contenuta in vescica. Negli uomini, può anche effettuare un esame rettale, per rilevare l’ingrossamento della prostata.

Una volta diagnostica la ritenzione urinaria, questa può essere trattata. Si possono interrompere terapie farmacologiche, possibile causa della ritenzione o prescriverne alcune che rilassano la muscolatura del collo vescicale. Negli uomini con ingrossamento della prostata, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o una terapia atta a ridimensionare la prostata. Nei casi di patologie nervose, potrebbe risultare necessaria l’introduzione di un catetere permanente.

Incontinenza

Il disturbo di incontinenza, pur non essendo sintomo di una patologia potenzialmente letale, provoca grande imbarazzo nelle persone, spesso costringendole a una consistente limitazione delle attività e a un declino della qualità di vita. Inoltre, la gran parte delle persone prova imbarazzo a parlare di incontinenza con il proprio medico, e spesso si convince che si tratta di una parte normale del processo di invecchiamento.

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Invece, in casi di incontinenza sarebbe sempre opportuno consultare uno specialista per individuare la specifica causa di incontinenza e prescrivere eventuali esami necessari. Gli esami per la valutazione dell’incontinenza sono spesso diversi tra uomo e donna.

Nell’uomo gli esami coinvolgono spesso il retto per un controllo della prostata, mentre per le donne si esegue un esame pelvico.

Il trattamento dell’incontinenza urinaria è ovviamente dipendente dalle cause specifiche. In generale, l’obiettivo primario è ridurre l’incontinenza, migliorando la vita del paziente. Possono essere prescritti dei farmaci o anche, in casi più seri, un approccio chirurgico.

Indipendentemente dal tipo e dalla causa di incontinenza, è comunque sempre utile adottare alcuni accorgimenti, come la modifica dell’apporto dei liquidi, l’allenamento della vescica e gli esercizi per il pavimento pelvico.

Come curare i disturbi della minzione 

Prima di assumere qualsiasi rimedio è fondamentale consultare il proprio medico, cosi che possa prescrivere una cura farmacologica adeguata. Soprattutto perché a volte può essere proprio un farmaco a causare queste condizioni.

Dieta per i disturbi della minzione 

In primis, dovresti intervenire sull’alimentazione. Seguire una dieta naturale, evitando quei cibi che possono indurre irritazione nella vescica (evitiamo la parte dei cibi diuretici perché sono salutari), può migliorare la qualità della tua vita quotidiana.

Quindi, limita bevande irritanti ed eccitanti, come quelle gassate, il caffè e gli alcolici.

La regolarità intestinale è di aiuto contro la minzione frequente, quindi è importante combattere la costipazione, mangiando cibi ricchi di fibre, frutta e verdura fresche.

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Inoltre, non devi evitare i liquidi, ma cercare di assumerli in modo corretto e misurato. Bere è importante per evitare la stipsi, la disidratazione e i disturbi elettrolitici.

Cerca di bere frequentemente, in piccole quantità, per evitare di sovraffaticare la vescica.  Si può benissimo bere con moderazione anche di sera se si ha sete.

Rieducazione della vescica: gli esercizi di Kegel

Gli esercizi di Kegel sono semplici contrazioni, che lavorano per tonificare  il perineo nella donna e il pavimento pelvico per l’uomo.

Contraendo e rilassando la muscolatura pelvica, tra i cinque e i sette minuti per tre volte al giorno, puoi aumentare la potenza di questa muscolatura, rendendo più facile controllare la vescica.

Gli esercizi di Kegel, (soprattutto per incontinenza da stress), se praticati con costanza, rafforzano il tessuto muscolare adiacente la vescica e l’uretra, rendendo più facile controllare la vescica e la minzione.

Scopri i nostri consigli per eseguire gli esercizi di Kegel.

Cura farmacologica

Incontinenza urinaria 

Alcuni principi attivi prescritti per questa condizione sono: 

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  • Duloxetina
  • Imipramina
  • Pseudoefedrina
  • Darifenacina
  • Diciclomina
  • Fesoterodina
  • Atropina.

Più specificatamente per gli uomini, per problemi legati alla prostata e per rilassare lo sfintere uretrale:

  • Alfuzosina
  • Doxazosina
  • Prazosina
  • Silodosina
  • Tamsulosina
  • Terazosina.

Ritenzione urinaria

Alcune terapie più invasive includono:

  • drenaggio urinario
  • dilatazione uretrale
  • stent Ureterale
  • farmaci per la prostata (Dutasteride, Finasteride, Alfuzosina, Doxazosina, Silodosina, Tadalafil, Tamsulosina, Terazosina).

Prima di iniziare qualunque trattamento, chiedi consiglio al tuo medico.

Rimedi naturali

Piante medicinali: Geranio americano, Agrimony, Cornsilk, Equiseto (soprattutto in caso di incontinenza da stress), Passiflora, Plantago major, Scutellaria, Uva Ursina, Huang Qi, Saw Palmetto (utile per la prostata). Agnus castus e Iperico (soprattutto se il problema si presenta in menopausa)

Compresse/Capsule: Geranio (americano), Genziana, Liquirizia.

Polveri: Geranio, Equiseto, Liquirizia.

Tinture: Viburno ed Equiseto.

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Tintura di Arnica: 1 goccia nel miele prima di coricarti.

Rimedi omeopatici: Causticum, Natrum mur e Sepia.

 Agopuntura.

Ritenzione urinaria

Piante medicinali: generalmente i tè e decotti sono prescritti in quantità minime poiché non bisogna sovraccaricare ancora di più la vescica.

In caso di ritenzione dovuta a gravidanza, somministrare tè di foglie di lampone o tè di Motherwort. 

Se la ritenzione urinaria è dovuta a problemi ormonali della donna, il consiglio è di prendere i seguenti integratori: vitamina B6 e olio di Enotera .

Compresse/Capsule: Lobelia, Black Cohosh.

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Polveri: Black Cohosh, Viburno (Palla di Neve), Valeriana.

Tinture: Verbena, un cucchiaino da tè ogni due ore. 

Prevenzione 

Ritenzione urinaria 

Le donne che soffrono di cistocele o rettocele possono aiutarsi con esercizi quotidiani del pavimento pelvico ed evitare la stitichezza attraverso la dieta.

Gli uomini devono recarsi periodicamente al controllo urologico e, se il medico lo ritiene, misurare i livelli di PSA (antigene prostatico benigno) nel sangue regolarmente.

Incontinenza urinaria 

Il consiglio è di evitare alcuni cibi e liquidi come: 

  • alcol
  • succo di agrumi
  • caffè (perché la caffeina irrita la vescia)
  • tè.

Infine, assumi cibi più ricchi di fibra in caso di stitichezza. Questa può aumentare la ritenzione urinaria, poiché fa pressione sulla vescica. 

Articolo rivisto dalla Dottoressa Diana Catocchia, medico generalista.

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Federica Silva

Laureata in Lingue e letterature straniere a Milano e diplomata in giornalismo alla London School of Journalism, sono giornalista e traduttrice. Scrivo in diverse lingue per riviste internazionali e mi occupo soprattutto di temi riguardanti salute, nutrizione e viaggi.

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