Integratori alla curcuma, tutti “assolti” quelli associati ai casi di epatite

Gli integratori alla curcuma ritirati nei mesi scorsi dal mercato per allarme epatite sono stati scagionati.

Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti, legati ai casi registrati, hanno “escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico”.

Lo comunica il ministero della Salute, al termine delle indagini condotte sui 22 casi di epatite colestatica segnalati e su 23 integratori ritirati.

Le analisi dei ricercatori

Le analisi svolte sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite hanno escluso che la presenza di contaminanti o sostanze aggiunte volontariamente possano aver creato danno epatico. Come ha spiegato il ministero della Salute.

A oggi le cause sono verosimilmente da ricondurre a particolari condizioni di suscettibilità individuale, di alterazioni preesistenti, anche latenti, della funzione epato-biliare o anche alla concomitante assunzione di farmaci.

Gli eventi segnalati hanno riguardato preparati ed estratti di curcuma diversi tra di loro. E si sono verificati dopo l’assunzione di dosi molto variabili di curcumina, anche se nella maggior parte elevate e spesso in associazione con altri ingredienti.

Inoltre, spiega ancora il dicastero, questo fenomeno non si è verificato solo in Italia. Dall’esame dei dati della letteratura scientifica e dalle informazioni fornite dagli altri Stati europei sono emerse segnalazioni di casi simili anche all’estero. Anche qui si trattava di epatite colestatica legata all’uso di estratti di curcuma.

Per la curcuma in polvere, invece, non sono emersi elementi per particolari raccomandazioni. Tuttavia, per il futuro, il ministero ha deciso di adottare alcune misure preventive.

Si è deciso di adottare una specifica avvertenza per l’etichettatura degli integratori in questione, volta a sconsigliarne l’uso a soggetti con alterazioni della funzione epato-biliare o con calcolosi delle vie biliari e, in caso di concomitante assunzione di farmaci, ad invitare comunque a sentire il parere del medico.

Fonte: Adnkronos

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