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Allergie alimentari: cosa sono e come diagnosticarle

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allergie alimentari: cosa sono e come diagnosticarle

Allergie alimentari: secondo gli ultimi dati dell’EEACI – European Academy of Allergy and Clinical Immunology – sono sempre più diffuse ed in costante aumento. Il motivo potrebbe essere ricercato da un lato nella capacità di fare delle diagnosi migliori, individuando quindi più casi che in passato, dall’altro nei cambiamenti ambientali che hanno favorito l’incidenza di tali allergie. In effetti i fattori scatenanti sembrano essere diversi: il fumo, uno stile di vita sedentario e, per quanto riguarda l’alimentazione, il consumo minore di cibi freschi provocherebbe una minore assunzione degli antiossidanti contenuti in essi.

Allergie alimentari e intolleranze: che differenza c’è?

Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo: si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione non è provocata dal sistema immunitario. Quando invece si tratta di una reazione allergica significa  che il sistema immunitario produce anticorpi contro una sostanza innocua, presente nel cibo (o nell’ambiente), come se fosse patogena. Il test più sicuro per la diagnosi di intolleranza al lattosio è l’H2 Breath Test, che valuta la presenza di idrogeno nell’espirato prima e dopo la somministrazione di 50 grammi di lattosio, prelevando 9 campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca a intervalli regolari (ogni 20 minuti circa), per un tempo di 3 ore circa. Per diagnosticare l’intolleranza al glutine oggi è sufficiente un prelievo del sangue che verifichi il dosaggio degli anticorpi  IgG e IgA, cioè Anticorpi Anti-Transglutaminasi e Anticorpi Anti-Gliadina.

Maria Antonella Muraro, medico Responsabile scientifico del Centro di Specializzazione Regionale per lo studio e la cura delle Allergie e Intolleranze Alimentari attivo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, sottolinea come ogni cibo potrebbe essere un potenziale allergene per l’organismo, ma nella maggioranza dei casi le reazioni allergiche sono scatenate da un gruppo di 7 alimenti rappresentati da:

  • latte vaccino
  • uova
  • soia
  • grano
  • pesce
  • arachidi o altra frutta secca
  • crostacei.

“La correlazione fra allergie e questi cibi”, precisa la dottoressa Muraro, “potrebbe essere legata al fatto che oggi ne consumiamo in quantità maggiore rispetto al passato.”

 

allergie alimentari

Come fare a riconoscere i sintomi?

Dipende dall’età. Nei lattanti, di solito si manifestano con eczemi atopici, diarrea e vomito continui, rallentamento o arresto della crescita. In giovani e adulti esistono sintomi abbastanza immediati come gonfiore delle labbra, senso di occlusione alla gola, sintomi cutanei e nei casi più gravi difficoltà respiratorie. Esistono poi dei test, chiamati test di provocazione, effettuati presso le strutture mediche, che consistono nel somministrare ai soggetti potenzialmente allergici piccole quantità dei diversi gruppi di cibi per verificare le reazioni dell’organismo.

I soggetti più a rischio

Sono i soggetti in età pediatrica ad essere maggiormente esposti: gli ultimi dati parlano di 250mila bambini in età prescolare che in Italia sono affetti da allergie alimentari. Inoltre i bambini che hanno uno dei parenti, mamma o papà o fratelli e sorelle, allergici hanno il 50% di rischio in più di contrarre allergie. Ma anche gli adolescenti non sembrano essere immuni. Una delle cause è il fumo che provoca un danno irreversibile nel DNA delle giovani fumatrici capace di trasmettersi ai futuri figli che più facilmente potrebbero diventare soggetti allergici.
Una differenza importante relativa alle fasce di età sta nel fatto che raramente nei ragazzi e negli adulti si manifestano allergie a latte e uovo, mentre è più facile trovare individui allergici ai pollini, le cui molecole possono essere presenti in frutta e verdure non cotte.

E’ possibile prevenire le allergie?

Purtroppo prevenire le allergie alimentari è molto difficile: certamente uno stile di vita sano fatto di moto e vita all’aria aperta, e un’alimentazione equilibrata possono essere d’aiuto in quanto rinforzano le difese immunitarie.
Ricordiamo alle neo-mamme che un ruolo fondamentale è giocato anche dall’allattamento al seno, visto che il latte materno è capace di stimolare e modificare le risposte immunitarie dell’organismo. Uno dei consigli più frequenti è quello di allattare in modo esclusivo sino al 6° mese per scongiurare o almeno limitare la manifestazione di una delle allergie alimentari più diffuse nei primi anni di vita: quella alle proteine del latte vaccino che oggi in Italia interessa circa 100mila bambini in età prescolare.

Alimentazione e allergie. Si può guarire?

La risposta della dottoressa Muraro può tranquillizzare: “l’allergia alimentare rappresenta l’unica allergia dalla quale si può guarire completamente. Se diagnosticata correttamente è possibile guarire in un’epoca fra i 3-5-7 anni (dipende dall’intensità diversa da soggetto e soggetto) da allergie a uova, latte e grano, mentre quelle al  kiwi, alla frutta secca, al pesce e ai crostacei tendono ad essere più persistenti.

 

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