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Sale, gli italiani ne consumano meno: ecco i vantaggi di questa scelta

Buone notizie per la salute pubblica.

Tra il 2016 e 2019 quasi 6 italiani su 10 hanno ridotto la quantità di sale assunta a tavola. Lo rivelano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

Un risultato incoraggiante, viste le problematiche che un consumo eccessivo di sale comporta per il nostro benessere.

Il sale: che cos’è

Il sale è un elemento naturale prezioso, un minerale essenziale per il nostro organismo.

È fondamentale per numerosi meccanismi fisiologici vitali, come la trasmissione degli impulsi nervosi e la regolazione della pressione. Il problema è che spesso, anche senza saperlo, ne abusiamo.

In cucina si usa per:

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  • insaporire
  • conservare
  • disidratare
  • per la preparazione di salumi, salamoie e molto altro.

Il sale usato in cucina può essere ricavato dall’acqua di mare (sale marino) oppure estratto dalle miniere (salgemma).

Dal sale “grezzo”, dopo un procedimento di raffinazione si ottiene il sale raffinato (che può essere grosso o fino in base alla grandezza dei singoli cristalli) contenente principalmente cloruro di sodio (98%).

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Il consumo di sale: i rischi

Un corretto ed equilibrato uso del sale è di estrema importanza.

Infatti, se da una parte il sale è fondamentale per l’organismo, dall’altra un suo consumo eccessivo è una delle cause più comuni delle malattie cardiovascolari.

Il sale apporta sodio e cloro, due elementi fondamentali nella:

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  • regolazione dell’equilibrio acido-base dell’organismo
  • nel bilancio idrico (vale a dire la distribuzione dei liquidi nonché il volume di sangue nell’organismo).

Il sodio, in particolare, ha funzioni molto importanti regolando la quantità di acqua presente nel sangue e tra le cellule dei tessuti. Inoltre, influenza la contrazione muscolare e la trasmissione dell’impulso nervoso.

Il sodio naturalmente contenuto negli alimenti è sufficiente a soddisfare il fabbisogno quotidiano. Aggiungerne altro durante la preparazione dei cibi o consumare alimenti ricchi di sale (come salumi, formaggi e snack) porta ad assumerne molto più del necessario.

Un’alimentazione troppo ricca di sale aumenta il rischio di:

  • edema
  • pressione alta (ipertensione arteriosa)
  • malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni
  • tumori dello stomaco
  • osteoporosi.

Ridurre la quantità giornaliera di sale, quindi, è di fondamentale importanza per la nostra salute.

Il giusto apporto di sale

Un elemento importante che si può assumere con il sale e che è un toccasana per la salute è lo iodio. Infatti, le raccomandazioni sanitarie consigliano la scelta del sale iodato: un sale in cui lo iodio è aggiunto in fase di produzione.

Lo iodio è necessario per la formazione degli ormoni tiroidei che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo del sistema nervoso e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico. La sua mancanza causa:

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  • malattie della tiroide
  • gozzo
  • noduli
  • ipotiroidismo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia al massimo 5 grammi di sale al giorno.

In Italia l’Health Examination Survey ha evidenziato che il 96% degli uomini e l’86% delle donne assumono una quantità di sodio eccessiva. Infatti, il consumo medio nella fascia di età adulta è di 11 g negli uomini e di 8 g nelle donne.

Sale: diminuisce il consumo in Italia

Si assiste oggi a un’inversione di tendenza nelle abitudini alimentari degli italiani. Infatti, sembra che in molti abbiano compreso l’importanza di usarne meno.

In particolare, tra il 2016 e 2019 quasi 6 su 10 hanno fatto attenzione o cercato di ridurre la quantità di sale assunta a tavola, nella preparazione dei cibi e nel consumo di quelli conservati. È quanto emerge dai dati della sorveglianza PASSI pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Sulle base delle interviste fatte a circa 130.000 persone, è emerso che il 71% fa uso di sale iodato, percentuale vicina all’85-90%, raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Ora l’impegno, commenta l’Iss, dovrà proseguire per avere una sempre maggiore riduzione della frequenza delle malattie legate alla carenza di iodio con azioni mirate ed efficaci.

In particolare, bisognerà eliminare le disuguaglianze emerse, quali il maggior utilizzo del sale iodato al Nord rispetto al Centro e al Sud e tra le persone più avvantaggiate in termini economici e di istruzione.

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Consigli per ridurre il consumo di sale

Ecco alcuni semplici accorgimenti proposti dall’Iss per ridurre il consumo di sale:

  • preferire alimenti freschi e non trasformati
  • aggiungere sempre meno sale quando si cucina
  • eliminare la saliera dalla tavola
  • insaporire con le spezie il cibo
  • limitare il consumo di condimenti ricchi di sodio
  • leggere le etichette preferendo cibi in cui il sale non superi gli 0,3 grammi in 100 grammi di prodotto
  • scegliere pane sciapo e snack meno salati.

Sane abitudini per una corretta e più equilibrata alimentazione.

Fonte: Iss

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Maria Luisa Prete

Maria Luisa Prete

Laureata in Scienze della comunicazione, dal 2007 sono giornalista pubblicista. Ho collaborato con Repubblica, scrivendo, tra le altre, per le rubrica Sapori e Salute. Per Melarossa mi occupo delle news riguardanti alimentazione e benessere

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