Carciofi: quando sono di stagione e quali scegliere

su tavolo nero tagliere con teglia da forno e un carciofo tagliato in 2 . In un altra teglia carciofi interi. Attorno limoni, aglio e spremi agrumi

Sommario

Carciofi, quando sono di stagione? Conoscerne il periodo giusto di consumo significa scegliere un prodotto più saporito, nutriente e conveniente. Tutto dipende dalla varietà e dal momento dell’anno.

I carciofi, infatti, hanno due stagioni principali e conoscere le differenze tra varietà primaverili e autunnali fa davvero la differenza in cucina.

Poi, ci sono carciofi primaverili, teneri e delicati, perfetti da consumare freschi, al naturale e carciofi autunnali, più aromatici e versatili in cottura.

Scopri di più sulla stagionalità di questo gustoso e nutriente ortaggio e come usarlo in cucina.

Lo sapevi?

Il carciofo è uno degli ortaggi più ricchi di antiossidanti in assoluto.

Ne contiene più di molti frutti considerati “protettivi”, come mirtilli e fragole, contribuendo a difendere le cellule dallo stress ossidativo.

Quando sono di stagione i carciofi?

I carciofi sono di stagione in primavera e in autunno, ma il periodo di raccolta dipende dal tipo di pianta. Le varietà si dividono in due gruppi principali: unifere e rifiorenti, con cicli produttivi diversi.

Le varietà unifere producono una sola volta all’anno e sono di stagione da marzo a giugno, nel pieno della primavera.

Le varietà rifiorenti, invece, offrono un primo raccolto in autunno (ottobre–novembre), vanno in riposo durante l’inverno e riprendono la produzione in primavera, fino a maggio.

La presenza di varietà diverse fa sì che i carciofi si trovino sui banchi del mercato per molti mesi dell’anno.

Questo non significa però che siano sempre uguali: è in primavera e in autunno che raggiungono il loro equilibrio migliore, sia dal punto di vista del sapore sia della consistenza.

Seguire la stagionalità aiuta a riconoscere carciofi raccolti al momento giusto, più freschi e più piacevoli da cucinare ma anche più facili da pulire. A questo proposito, scopri la nostra guida su come pulire i carciofi.

Al contrario, i carciofi coltivati o raccolti fuori stagione tendono a risultare meno profumati e più fibrosi, con una resa inferiore in cucina.

Varietà autunnali

In autunno troviamo alcune delle varietà più caratteristiche. In Sicilia si coltiva il Carciofo Violetto Catanese, piccolo e compatto, privo di spine e perfetto anche crudo o sottolio. In Puglia è celebre il Carciofo Brindisino IGP, ideale per zuppe e piatti rustici.

Non manca la Liguria con il Violetto di Provenza, resistente e adatto alle coltivazioni biologiche. Dalla Sardegna arriva infine il profumato Carciofo Spinoso DOP, ottimo al forno o crudo con pecorino e limone.

Carciofi primaverili

In primavera spiccano i carciofi romani, in particolare il Carciofo Romanesco del Lazio IGP (detto anche “mammola”), dalla forma rotonda e senza spine, protagonista di ricette tipiche come i carciofi alla giudia.

In Toscana è diffuso il Violetto Toscano, da cui deriva il pregiato Violetto di Chioggia, coltivato nella laguna veneziana e apprezzato per il cuore tenero e il gusto delicato.

Le principali varietà dei carciofi

L’Italia è leader nella produzione di carciofi anche grazie a varietà DOP e IGP, simbolo di biodiversità, tradizione e legame con il territorio.

Il carciofo Spinoso di Sardegna DOP è coltivato in tutta l’isola, ha un sapore equilibrato tra amaro e dolce e un profilo aromatico intenso. La raccolta avviene da settembre a maggio.

Invece il Romanesco del Lazio IGP è privo di spine e ha un cuore tenero e saporito. È protagonista della cucina romana, famoso per ricette come i carciofi alla romana e alla giudia.

Il Paestum IGP è precoce e tondeggiante, si distingue per compattezza e assenza di spine.

Altre varietà IGP: il carciofo di Brindisi e quello di Monteluco di Roio completano il quadro delle eccellenze da valorizzare.

Come riconoscere i carciofi freschi?

Riconoscere i carciofi freschi è semplice se si osservano alcuni dettagli. Innanzitutto le foglie devono essere ben chiuse, compatte e di colore verde intenso, senza macchie scure o parti secche. Se sono troppo aperte o molli, il carciofo è probabilmente vecchio.

Al tatto il carciofo fresco risulta sodo e pesante rispetto alle dimensioni, segno che è ricco d’acqua e non disidratato. Un altro indizio utile è il gambo che deve essere turgido e non raggrinzito, con una superficie liscia e senza segni di muffa.

C’è poi un piccolo trucco pratico: stringendo leggermente il carciofo tra le mani, le foglie dovrebbero “scricchiolare”. È un segnale tipico di freschezza. Infine, l’odore deve essere delicato e vegetale: se è acido o sgradevole, meglio lasciarlo sul banco.

Usi in cucina

È davvero difficile resistere alla bontà di questo ortaggio. Versatile e ricco di sapore, sono tante e tutte golose le ricette con il carciofo tipiche della cucina italiana, dalle più semplici alle ricette della tradizione regionale.

Può essere gustato anche crudo, tagliato sottilissimo in insalata o in carpaccio, condito con olio e limone e arricchito da scaglie di grana per un antipasto fresco e profumato.

In cucina trova spazio anche sotto forma di crema o sottolio, ideale da spalmare sul pane tostato o da servire con salumi e formaggi per un piatto freddo rapido ma ricco di gusto. La sua consistenza lo rende perfetto come base per risotti e vellutate, dove dona cremosità e un sapore deciso ma equilibrato.

Il carciofo è anche un contorno ideale per piatti di carne, in particolare con l’agnello, un abbinamento tipico di regioni come Lazio, Sardegna e Calabria. In alcune zone d’Italia viene preparato ripieno, come accade in Puglia, oppure stufato in pentola con aglio e prezzemolo, secondo la tradizione veneta.

A Roma è protagonista di due ricette simbolo: i carciofi alla romana, cotti lentamente con olio, mentuccia e prezzemolo, e i carciofi alla giudia, fritti interi fino a diventare croccanti all’esterno e teneri all’interno.

Infine, il carciofo viene utilizzato anche nella preparazione di amari digestivi artigianali, soprattutto in Toscana, apprezzati a fine pasto per il loro gusto erbaceo e aromatico.

FAQ (domande comuni)

1 – Quali mesi sono i migliori per comprarli freschi?

Il periodo migliore va da novembre a maggio, con il picco di qualità tra febbraio e aprile.

2 – Posso trovare i carciofi tutto l’anno?

Sì, ma non sempre sono di stagione: fuori periodo arrivano da coltivazioni forzate o da altri Paesi.

3 – Quali sono i carciofi più buoni?

Non ci sono carciofi più o meno buoni, dipende dall’uso e dal gusto. Lo Spinoso di Sardegna (IGP) è eccellente per il consumo crudo e cotto, grazie al cuore tenero; il Romanesco/Mammola (IGP) è carnoso, senza spine e perfetto per essere farcito; il Violetto di Toscana è ottimo sott’olio.

4 – La stagionalità cambia in base alla regione?

Sì. Nel Sud Italia i carciofi arrivano prima, già in autunno, mentre al Nord la stagione è più tardiva e primaverile.

5 – I carciofi surgelati sono di stagione?

Sì, di solito sono raccolti nel pieno della stagione e surgelati subito, mantenendo buona parte delle qualità nutrizionali.

Conclusioni

I carciofi quando sono di stagione? Ortaggi tipici del clima mediterraneo, la loro stagionalità si distribuisce in due periodi principali dell’anno: autunno e primavera.

La raccolta dipende dalla varietà coltivata: i carciofi uniferi maturano da marzo a giugno, mentre i rifiorenti producono un primo raccolto tra ottobre e novembre e un secondo in primavera.

I mesi migliori per trovarli freschi e saporiti sono quindi da ottobre a maggio. Acquistarli di stagione significa beneficiare del miglior sapore, della massima freschezza e di un prezzo più conveniente.

Fonti

  • CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria 
  • Foods – Globe artichoke (Cynara scolymus L.) by-products in food applications: Functional and biological properties. 
  • Plants Cynara cardunculus L. var. scolymus L. Landrace “Carciofo Ortano” as a Source of Bioactive Compounds.

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