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Piercing: che cos’è, come si fa, rischi e controindicazioni

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Dall’inglese to pierce (perforare) il piercing è la perforazione di una zona del corpo per introdurvi, a scopo decorativo (o in alcune culture come pratica rituale), oggetti in metallo o gioielli (anelli, orecchini, pietre, ecc.).

Secondo i dati raccolti da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, una persona su 10 con più di 16 anni e circa il 50% dei giovani tra i 16 e i 24 ha almeno un piercing. È diventata quindi una pratica molto diffusa, ma i rischi sono il più delle volte sottovalutati. Lo studio inglese, infatti, evidenzia che più di un terzo dei giovani che si sottopongono al piercing lo fa in condizioni igieniche inadeguate. Ciò vuol dire che il rischio di infezioni, anche gravi come l’epatite, è piuttosto alto.

Che cos’è il piercing

È una pratica che affonda le sue radici nel passato e consiste nella perforazione di alcune parti del corpo per inserirvi degli oggetti, come dei gioielli ad esempio.

Come per i tatuaggi, le motivazioni possono essere diverse. Sono comunque modificazioni corporee a scopo prevalentemente estetico o simbolo di trasgressione, soprattutto nel mondo occidentale. In alcune culture naturali invece possono essere pratiche rituali e simboliche, per esprimere l’appartenenza a gruppi o etnie specifici.

Anche il classico foro ai lobi delle orecchie è un piercing.

Ciò vuol dire che si tratta comunque di una consuetudine che ha origine antiche. Infatti l’uso di decorare le orecchie risale all’età primitiva, per poi diffondersi, sia tra gli uomini che nelle donne, nelle antiche civiltà egizia, greca, etrusca e romana.

Tipi di piercing

Ci sono varie tipologie. C’è quello classico con un foro di entrata e uno di uscita in cui inserire il monile o quello in cui si inserisce una barra sottocutanea alle cui estremità si agganciano i gioielli.

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Poi c’è il pocketing o anti-piercing in cui, invece, la barra è visibile e le estremità sono inserite sotto la cute. Infine, l’ancoraggio dermico (microdermal e dermal), che consiste nell’inserire sottocute una placca sulla quale avvitare il gioiello.

Parti del corpo

Le zone in cui vengono più comunemente inseriti sono:

  • lobo dell’orecchio
  • naso e narice
  • labbra e lingua
  • sopracciglio
  • capezzolo
  • ombelico
  • genitali.

Piercing: come si esegue

Eseguire il piercing è un’attività delicata ed è fondamentale rivolgersi a un operatore qualificato che ha seguito un corso di formazione regionale e che operi nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle Linee guida del Ministero della Sanità. È anche necessario rivolgersi a un centro autorizzato.

Chi decide per il piercing deve poi essere maggiorenne. Per i minorenni è, invece, obbligatorio il consenso e la presenza di un genitore.

Generalmente si utilizza una pistola a molla per le orecchie e un ago specifico (ago cavo) e pinze per le altre zone. Tutti gli strumenti devono essere sterilizzati. È da evitare il “fai da te” e l’uso di kit monouso in vendita su internet.

Il primo piercing: a cosa fare attenzione

Durante la fase successiva del piercing possono verificarsi:

  • lievi perdite di sangue
  • arrossamento
  • formicolio
  • perdita di sensibilità e prurito della zona intorno al foro.

Niente paura, è tutto normale, sono manifestazioni che tendono a scomparire gradualmente nell’arco di pochi giorni.

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Invece, se dalla ferita fuoriesce un liquido chiaro e inodore, anche in questo caso non c’è da preoccuparsi. Infatti, si tratta di siero linfatico, una difesa naturale dell’organismo nei confronti del piercing, che a contatto con l’aria si rassoda, formando delle crosticine.

Osservare una serie di norme igieniche durante la cicatrizzazione del foro, permette poi di prevenire eventuali infezioni.

Le regole da seguire per prevenire i rischi

  • Lavarsi e asciugarsi accuratamente le mani prima di toccare la zona del piercing;
  • pulire il piercing almeno due volte al giorno, non di più. Si potrebbe, infatti, irritare la ferita, rallentando il processo di cicatrizzazione;
  • utilizzare una soluzione salina per la pulizia. Si può anche preparare in casa sciogliendo un cucchiaino scarso di sale in un bicchiere di acqua calda. È possibile immergere il piercing per qualche minuto nella soluzione salina o fare un impacco da applicare sulla pelle con una garza sterile. In questo modo le eventuali crosticine si ammorbidiranno e sarà possibile pulire delicatamente sia il foro d’entrata che quello d’uscita. Poi, con attenzione, muovere delicatamente il gioiello, facendolo scorrere su e giù, per consentire alla soluzione di penetrare nel canale del piercing.
  • Asciugare bene il piercing con un panno monouso. Meglio evitare gli asciugamani perché potrebbero contenere dei batteri o lasciare residui di fibre nel piercing.
  • Evitare detergenti antibatterici se il piercing si trova in una zona del corpo particolarmente delicata come, ad esempio, la cartilagine dell’orecchio, il labbro o i genitali.
  • Usare un collutorio senza alcol per il piercing sulla lingua e sciacquare l’interno della bocca dopo ogni pasto. Con uno spazzolino per i denti dalle setole morbide, rimuovere delicatamente la placca che tende a formarsi nella parte inferiore del gioiello.
  • Per il piercing sul labbro o la guancia, va curata anche la pulizia della parte esterna del foro con la soluzione salina.

Piercing: tempi di guarigione

I tempi dipendono dalla zona del corpo in cui si trova il piercing. Generalmente bastano poche settimane, ma potrebbero essere necessari anche alcuni mesi. È importante però pulire correttamente la ferita.

Approssimativamente i tempi di cicatrizzazione sono:

  • lobo dell’orecchio: 6-8 settimane
  • cartilagine dell’orecchio: 4 mesi-1 anno
  • sopracciglio: 6-8 settimane
  • narici: 2-4 mesi
  • setto nasale: 6-8 mesi
  • lingua: 4 settimane
  • labbra: 2-3 mesi
  • capezzolo: 3-6 mesi
  • ombelico: 4 mesi -1 anno
  • genitali femminili: 4-10 settimane
  • genitali maschili: 4 settimane-10 mesi
  • guancia: da 2 a 3 mesi
  • impianti dermali (microdermal piercing): almeno 3 mesi

Piercing: cosa evitare

Per le prime settimane è necessario evitare l’esposizione al sole, alle lampade abbronzanti e il contatto con la sabbia.

Oppure il piercing va protetto con attenzione con un cerotto traspirante. Inoltre è opportuno:

  • evitare di nuotare nelle prime 24 ore successive all’applicazione del piercing
  • controllare periodicamente che il gioiello sia integro e ben avvitato. Non va poi rimosso o sostituito prima della guarigione completa, per impedire che il foro si richiuda o sopraggiunga un’infezione
  • meglio non toccare o muovere il gioiello al di fuori delle operazioni di pulizia
  • evitare il contatto del piercing con oggetti utilizzati da altre persone come, per esempio, il telefono o gli auricolari (in caso di piercing all’orecchio)
  • non usare cosmetici, spray e prodotti per l’igiene personale nell’area circostante il foro
  • fare attenzione alle attività fisiche che possano provocare traumi o lesioni della zona intorno al piercing.

Inoltre, alcuni tipi di piercing richiedono poi precauzioni particolari:

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  • lingua: fare attenzione alla masticazione per evitare di mordere il gioiello e lesionare denti e bocca. Evitare cibi che possono irritare la ferita. Meglio cibi e bevande freddi che aiutano anche a ridurre l’eventuale gonfiore. Sarebbe opportuno anche evitare il sesso orale fino a completa guarigione della ferita
  • ombelico: evitare abiti aderenti o cinture, poiché lo sfregamento può irritare la ferita e rallentare i tempi di guarigione
  • genitali: evitare i rapporti sessuali durante il periodo di cicatrizzazione, poiché il rischio di contrarre infezioni è più alto
  • microdermal piercing: proteggerlo con cura da possibili traumi. In caso di rottura, la placca va immediatamente sostituita.

Quali rischi si corrono con il piercing

Il rischio principale è l’infezione batterica.

Si può contrarre sia durante la foratura, se non sono rispettate le norme igieniche, che successivamente, durante la cicatrizzazione. Il rischio di trasmissione di virus come quello dell’epatite o dell’HIV si può scongiurare, invece, con l’uso di materiali sterili monouso da parte di chi effettua il piercing.

Le infezioni batteriche, in genere, si manifestano con accumulo di pus intorno alla ferita (evenienza che non va assolutamente trascurata). È molto raro che l’infezione si estenda provocando setticemia o shock tossico.

I primi segni di infezione

I primi segni di infezione sono:

  • arrossamento e gonfiore intorno alla ferita;
  • pulsazioni o sensazione di calore nella zona in cui è situato il piercing;
  • dolore al tatto ed eccessiva sensibilità dell’area vicina al piercing;
  • secrezioni giallastre (pus);
  • febbre.

In questi casi occorre immediatamente rivolgersi a un medico per scongiurare eventuali complicazioni.

Complicazioni: quando rivolgersi al medico?

Anche in presenza dei seguenti sintomi è opportuno rivolgersi al medico:

  • sanguinamento, soprattutto in zone vascolarizzate come la lingua;
  • gonfiore nella zona che circonda il piercing;
  • formazione di cicatrici;
  • reazioni allergiche ai metalli del piercing.

In generale il piercing può comportare varie complicazioni, sempre in base alla zona del corpo in cui si trova:

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  • lingua: si possono verificare difetti di pronuncia, difficoltà nella masticazione, danni alle gengive, scheggiature dei denti e sanguinamento. Nei casi più gravi, il gonfiore della lingua può ostruire le vie respiratorie o se il gioiello danneggia un nervo si può verificare una paralisi parziale della lingua;
  • cartilagini dell’orecchio: i piercing nella parte superiore dell’orecchio sono più rischiosi rispetto a quelli sul lobo poiché si infettano più facilmente;
  • naso: sono più soggetti a rischio di infezione poiché è più difficile disinfettare la parte interna del naso;
  • genitali: può ostacolare i rapporti sessuali e causare dolori durante la minzione.

Anche le reazioni allergiche sono un possibile rischio. Molto dipende dai materiali utilizzati (ad esempio il nichel o particolari metalli) e dalla sensibilità individuale.

Piercing: controindicazioni

In caso di patologie il piercing è controindicato. In particolare in caso di:

  • diabete (occorre più tempo per la cicatrizzazione);
  • problemi cardiaci (soprattutto difetti valvolari);
  • disturbi del sistema immunitario (per l’uso di cortisone, farmaci anticoagulanti o antiaggreganti);
  • malattie della pelle.

Prevenire è meglio che curare

Vogliamo ribadire che il piercing fatto da operatori improvvisati, che non utilizzano aghi monouso e materiale sterile, comporta un alto rischio di infezioni, anche gravi. In particolare:

  • epatite B (16%)
  • epatite C (12%)
  • HIV (0,5%).

Occorre quindi:

  • curare attentamente l’igiene nelle zone in cui si trova il piercing
  • informarsi sui rischi del piercing in zone particolarmente delicate (ad esempio lingua, capezzoli e genitali)
  • evitare categoricamente il “fai da te”
  • rivolgersi a centri autorizzati.

Fonte: ISS.

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Ivana Barberini

Ivana Barberini è redattrice, documentarista, autrice e supervisore redazionale. Si occupa in particolare di editoria scientifica. Scrive per alcuni magazine on line e cura l’editing di libri e siti internet.

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