Diabete di tipo 2: un maggiore consumo di bevande zuccherate aumenta il rischio di svilupparlo

Aumentare il consumo di bevande zuccherate, sia contenenti naturalmente zuccheri, sia addizionate con zuccheri o dolcificanti artificiali, determina un rischio moderatamente più alto di sviluppare il diabete di tipo 2. E’ quanto è emerso da un nuovo studio della Harvard TH Chan School of Public Health.

Si tratta del primo studio che ha analizzato se e come i cambiamenti a lungo termine nel consumo di bevande zuccherate siano collegati al rischio di diabete di tipo 2. La ricerca ha esaminato sia il consumo di SSB (Sugar-Sweetnened Beverages, ovvero bevande contenenti zuccheri) sia di ASB (Artificially Sweetened Beverages, ovvero bevande addizionate con dolcificanti artificiali).

Lo studio ha evidenziato un aumento del rischio di diabete di tipo 2 in caso di maggiore consumo di bevande zuccherate (SSB), compresi i succhi di frutta al 100%. Dall’indagine è anche emerso che sostituire le bevande zuccherate con bevande dolcificate artificialmente (ASB) non sembra ridurre il rischio di diabete.

Diabete tipo 2: rischi bevande zuccherate

Diabete e bevande zuccherate: lo studio

Lo studio, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, ha esaminato i dati relativi a oltre 192.000 uomini e donne coinvolti in 3 studi di lungo termine svolti nell’arco di circa 25 anni, tra il 1986 e il 2013.

I ricercatori hanno analizzato le loro risposte ai questionari sulle abitudini alimentari somministrati, registrando i cambiamenti nel consumo di bevande zuccherate verificatisi ogni 4 anni.

Dallo studio è emerso che un aumento del consumo totale di bevande zuccherate (comprese le SSB e i succhi di frutta al 100%) pari a più di mezza porzione al giorno (una porzione = 8 once, cioè circa 250 ml) per un periodo di 4 anni era associato a un aumento del 16% del rischio di diabete nei successivi 4 anni.

L’aumento del consumo di bevande dolcificate artificialmente pari a oltre mezza porzione al giorno (una porzione = 8 once, cioè circa 250 ml) per un periodo di 4 anni era invece associato a un aumento del 18% del rischio di diabete nei successivi 4 anni.

Sostituire una porzione giornaliera di bevande zuccherate con acqua, caffè o tè era associato a un rischio di diabete inferiore del 2-10%.

“Lo studio fornisce ulteriori prove dei benefici legati alla riduzione del consumo di bevande zuccherate e alla loro sostituzione con alternative più salutari”. E’ quanto ha affermato l’autore principale Jean-Philippe Drouin-Chartier, borsista post-dottorato presso il Dipartimento di Nutrizione.

“Per quanto riguarda i succhi di frutta, sebbene contengano alcuni nutrienti importanti, il loro consumo dovrebbe essere moderato”, ha dichiarato Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia e autore senior dello studio.

Rischio di diabete e bevande dolcificate artificialmente

Dallo studio è anche emerso che il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 non diminuiva sostituendo le bevande zuccherate con una bevanda ASB.

Nel caso delle bevande dolcificate artificialmente, comunque, gli autori hanno sottolineato un aspetto importante. I risultati dovrebbero essere interpretati con cautela a causa della possibilità di causalità inversa. Soggetti già ad alto rischio per il diabete, infatti, potrebbero decidere di sostituire le bevande zuccherate con bevande dietetiche. Bisogna anche tenere conto di una possibile parzialità di sorveglianza. Gli individui ad alto rischio hanno maggiori probabilità di essere sottoposti a screening per il diabete e quindi di venire diagnosticati più rapidamente.

Diabete tipo 2: fattori di rischio e prevenzione

Diabete tipo 2: cos’è e quali sono i fattori di rischio

Il diabete di tipo 2 è la forma più diffusa di diabete. Si tratta di una malattia in cui la resistenza all’insulina periferica si combina ad una alterata secrezione di insulina da parte delle cellule beta pancreatiche.

Il pancreas, cioè, pur producendo insulina, non riesce a tenere sotto controllo i valori della glicemia. La sua azione risulta inefficace per la comparsa di insulino-resistenza. Per compensare questa scarsa efficacia funzionale, il pancreas può addirittura produrre insulina in eccesso, determinando la comparsa dell’iperinsulinismo.

Di solito il diabete di tipo 2 si sviluppa dai 40 anni in su. Questo aspetto dipende dal progressivo aumento della resistenza all’insulina legata alle modificazione della composizione corporea (più grasso e meno muscolo) e dalla riduzione della capacità dei tessuto di “bruciare” zuccheri. Entrambe queste condizioni si verificano frequentemente con l’aumentare dell’età.

Questa forma di diabete ha, tra i suoi fattori di rischio, il sovrappeso e l’obesità. Ecco perché una dieta sana rappresenta un’importante arma di prevenzione. E’ importante soprattutto ridurre il consumo di alimenti e bevande ad alto contenuto di grassi e calorie, che possono favorire l’aumento di peso.

Se vuoi saperne di più, leggi il nostro approfondimento sul diabete.

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Tiziana Landi

Tiziana Landi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista specializzata in produzione di contenuti sui media digitali e tradizionali, content e social media marketing. Sono esperta di cucina light e alimentazione sana e all'interno di Melarossa mi occupo soprattutto di pianificazione editoriale e coordinamento redazionale.

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