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Giornata mondiale dell’ictus: puoi evitare di essere colpito!

Il 29 ottobre si celebra la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale.

La World Stroke Organization, per l’occasione ha lanciato l’hashtag #DontBeTheOne:

“Una persona su 4 verrà colpita da ictus nel corso della propria vita, non essere tu quella persona”.

Infatti, ben l’80% di tutti gli ictus possono essere evitati, partendo dall’individuazione dei fattori di rischio e con una efficace campagna di prevenzione.

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Ictus: i numeri della malattia

I numeri relativi all’ictus sono spaventosi. In Italia rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Dei 150.000 italiani circa che ne vengono colpiti ogni anno, la metà rimane con problemi di disabilità di varia entità.

Attualmente sono circa 1 milione i sopravvissuti con conseguenze più o meno invalidanti.

Ictus: che cos’è

Secondo la definizione di A.L.I.Ce. (acronimo di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), gli ictus sono causati da:

  • ischemia (ictus ischemico)
  • emorragia (ictus emorragico).

L’ictus ischemico si verifica in circa l’80% dei casi. Noto anche come ictus trombotico o trombosi cerebrale, si genera quando, all’interno di un’arteria cerebrale, si forma un coagulo di sangue, il trombo, che restringe il vaso sanguigno.

In altri casi, un coagulo di sangue, l’embolo, che si è formato in un’altra parte del corpo, solitamente nel cuore, può immettersi nel flusso sanguigno e arrivare a ostruire un’arteria cerebrale.

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Se vuoi saperne di più leggi il nostro approfondimento su Ictus: cos’è, chi è a rischio, tipi, cause, sintomi, fattori di rischio, cure e prevenzione.

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Ictus: i sintomi

In occasione della Giornata mondiale, l’associazione A.L.I.Ce intende sensibilizzare sul tema e ricordare che si può evitare il peggio con un intervento tempestivo. In particolare, occorre subito riconoscere i sintomi:

  • non riuscire a muovere o avere minor forza a un braccio, una gamba o entrambi gli arti dello stesso lato del corpo
  • avere la bocca storta
  • non riuscire a vedere bene metà o una parte degli oggetti
  • non essere in grado di coordinare i movimenti o di stare in equilibrio
  • non comprendere il linguaggio o non articolare bene le parole
  • essere colpiti da un violento e molto localizzato mal di testa, diverso dal solito.

Se compare anche uno solo di questi sintomi, è necessario chiamare subito il 112 (dove è attivo il Numero Unico di Emergenza) o il 118.

Nel caso di sospetto ictus, il personale del centralino e quello dell’ambulanza sono in grado di attivare un particolare protocollo che indirizza velocemente all’ospedale più adeguato o a quello in grado di gestire la fase acuta dell’ictus.

Come prevenirlo

Per quanto riguarda l’ictus ci sono fattori di rischio – sesso, età e familiarità – che non dipendono da noi. La maggior parte, però, dipende dal nostro comportamento e può essere modificata per prevenire il rischio. Tra le buone prassi per scongiurare l’ictus, A.L.I.ce consiglia di:

  • controllare periodicamente la pressione arteriosa, i valori di glicemia e colesterolemia, verificare l’eventuale presenza di fibrillazione atriale
  • non fumare
  • non eccedere nel consumo di alcol
  • seguire la dieta mediterranea
  • svolgere regolare attività fisica.

Ictus e Covid-19: preoccupa il calo dei pazienti al Pronto Soccorso

La pandemia da Covid-19 ha avuto conseguenze negative anche sulle altre patologie, soprattutto quelle che dipendono da interventi tempestivi, come ictus e infarto del miocardio. In questo caso, il tempo fa la differenza.

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Ma negli ultimi tempi, per paura di contrarre il coronavirus, molti pazienti colpiti da queste patologie non si sono recati subito al pronto soccorso, mettendo a rischio la propria vita.

Ad affermarlo, dati diffusi dalla SIEMS – Società Italiana Emergenza Sanitaria. Nella sola città di Roma, nel periodo marzo-aprile 2020, si sono registrati, per esempio, 305 interventi di soccorso per ictus, contro i 358 dell’anno precedente.

Intervenire subito, ribadiamo, è fondamentale.

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Maria Luisa Prete

Maria Luisa Prete

Laureata in Scienze della comunicazione, dal 2007 sono giornalista pubblicista. Ho collaborato con Repubblica, scrivendo, tra le altre, per le rubrica Sapori e Salute. Per Melarossa mi occupo delle news riguardanti alimentazione e benessere

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