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Non hai mantenuto i buoni propositi per il nuovo anno? Ecco perché non è un fallimento

Iniziare a fare sport o cominciare finalmente una dieta. Sono generalmente questi i buoni propositi per il nuovo anno che in molti fanno.

Ma, arrivati ad aprile, che fine hanno fatto? Quasi tutti disattesi.

Ma non bisogna farsene una colpa. Infatti, secondo un recente studio australiano, è normale non riuscire a mantenere i buoni propositi per il nuovo anno. Anzi, la chiave del benessere è nella flessibilità.

I buoni propositi: realizzati o disattesi?

Hai fatto sicuramente dei buoni propositi per il nuovo anno: fare attività fisica, iniziare una dieta sana ed equilibrata.

Ma, adesso che è arrivato aprile, qual è il bilancio? Solitamente, disastroso: nella maggior parte dei casi, i buoni propositi sono stati messi da parte e disattesi.

Ma niente panico: secondo un recente studio condotto dalla Edith Cowan University (in Australia), le persone che riescono a mantenere i buoni propositi sono poche.

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Lo studio australiano

I ricercatori australiani hanno osservato per due mesi il comportamento di un gruppo di 180 volontari, australiani e britannici, di età compresa tra i 18 e i 77 anni.

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E hanno scoperto che due terzi dei partecipanti aveva rinunciato ai propositi per il nuovo anno dopo circa un mese.

In particolare: il 29% dei partecipanti voleva dimagrire e il 24% fare sport. Più del 50% dei volontari ha avuto gli stessi buoni propositi del 2020. I ricercatori non hanno identificato alcuna differenza notevole per quanto riguarda l’età o il sesso.

Alla fine si è registrata una grande flessibilità degli obiettivi che portava a un certo benessere e distoglieva dal senso di colpa.

I risultati nel complesso tendono a supportare l’opinione secondo cui le persone non sono particolarmente brave a mantenere i propositi per il nuovo anno, molti li trasformano o li mettono da parte.

Buoni propositi per il nuovo anno: possono cambiare

Come spiegare questo fallimento? Secondo Joanne Dickson, professoressa di psicologia alla Edith Cowan University e autrice principale di questo studio pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, alcuni fattori possono spiegare la nostra incapacità cronica di mantenere i buoni propositi:

In primo luogo, le risoluzioni prese durante il passaggio al nuovo anno sono spesso troppo vaghe per essere mantenute a lungo termine. Ad esempio, iniziare a fare sport non è sorretto da una motivazione abbastanza forte da poter durare per più di un mese.

Il consiglio dell’esperto per non fallire?

“Se proprio vuoi mantenere un buon proposito, specificalo il più possibile: andrò a fare una passeggiata il lunedì mattina con con un’amica per 30 minuti senza fermarmi, per esempio”.

Inoltre, secondo la Dickson, fare buoni propositi ogni anno non aiuta a sentirsi meglio con se stessi, e aggiunge:

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“La chiave del benessere è la flessibilità della mente”.

Se il tuo buon proposito è perdere 5 chili, gli eventi della vita possono indurti a rivedere l’obiettivo, ma questo non deve generare stress. Occorre sempre valutare le priorità in base al contesto e adattare i propositi.

Fonte: International Journal of Environmental Research and Public Health

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Maria Luisa Prete

Maria Luisa Prete

Laureata in Scienze della comunicazione, dal 2007 sono giornalista pubblicista. Ho collaborato con Repubblica, scrivendo, tra le altre, per le rubrica Sapori e Salute. Per Melarossa mi occupo delle news riguardanti alimentazione e benessere

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