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Consigli per non ingrassare a Pasqua!

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consiglio per non ingrassare a Pasqua

Uova di Pasqua, colombe e carne d’agnello sono da sempre i protagonisti delle nostre tavole a Pasqua, ma devi imparare a scegliere, per garantirti qualità a miglior prezzo, ma anche per evitare di vanificare i risultati raggiunti durante la dieta.

Come sai i periodi di festa sono una vera sfida per chi sta seguendo un regime dimagrante, perché diventa difficile godere di questi momenti senza fare il pieno di calorie.  Allo stesso tempo non è possibile pensare di non concedersi qualche piccola “eccezione alimentare” durante i giorni di festa.

La buona notizia è che puoi farlo senza sensi di colpa e senza mandare in fumo i risultati che hai ottenuto finora: qualche piccolo sgarro fatto con la testa, ti permetterà di goderti le belle giornate di Pasqua e Pasquetta senza compromettere la tua dieta.

L’importante è che seguiate i nostri consigli, limitando i danni!

Uova di Pasqua: attenzione alle etichette

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), la quantità di cacao contenuta nelle uova è determinante per differenziare un cioccolato di buona qualità da uno di valore minore. “Un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50 per cento, ad esempio, dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte, anche se non sempre è così”, suggerisce Agostino Macrì dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il consiglio da seguire è quello di leggere sempre attentamente le etichette per verificare data di scadenza e qualità del cioccolato, che per essere puro non deve contenere oli tropicali o altri grassi vegetali. Per quanto riguarda il costo, un prezzo ragionevole, confezione e sorpresa compresa, dovrebbe aggirarsi intorno ai 35 – 45 euro al Kg.

Qualche info nutrizionale sulle Uova di Pasqua

Luca Piretta, medico nutrizionista, non lascia spazio a dubbi: “il cioccolato fondente ha meno calorie di quello al latte, circa 515 contro 546, ma non può essere considerato un alimento dietetico”.

In ogni caso, un po’ di uovo non si può negare a nessuno, quindi basta un po’ di buonsenso per godere di questa delizia pasquale: 30-40 grammi se non ci sono problemi particolari, come il diabete, possono essere consumati.

Colomba: attenzione alle strategie di vendita

I costi di una Colomba della stessa marca possono variare molto, non tanto in relazione alla qualità, quanto alle strategie di vendita. L’UNC suggerisce quindi di fare attenzione alle vendite civetta che inducono i consumatori a preferire una marca invece di un’altra – ne sono un esempio le confezioni in cui la colomba è associata ad altri prodotti invece che venduta da sola –  e consiglia di leggere attentamente le etichette per verificare gli ingredienti contenuti. 

Qualche info nutrizionale sulla Colomba

Dal punto di vista nutrizionale, la colomba più leggera resta quella tradizionale che in media contiene circa 400 calorie ogni 100 grammi contro le 450 contenute in quelle farcite di cioccolato e crema.

Le componenti più pericolose sono da ricercarsi tra i grassi vegetali, come l’acido palmitico, piuttosto che nelle calorie. Anche in questo caso, basta concederti un piccolo strappo alla regola, senza eccedere e la dieta non ne risentirà.

Oppure provare la nostra ricetta della Colomba light!

Agnello: attenzione a non sbagliare

Il rischio da evitare è quello di comprare carne di agnellone, magari importato dall’Australia, invece che di agnello. Per essere sicura di scegliere bene, ricorda che l’agnello da latte, il famoso abbacchio, pesa dagli otto ai dodici chili ed ha 4-5 settimane di vita, mentre l’agnello pesante 12-20 chili ha dalle 7 alle 8 settimane.

Qualche info nutrizionale sull’agnello

Per la tua dieta, tieni presente che nell’agnello il livello di grasso è molto superiore a quello di vitello (8,8% contro il 5%), ma se si considera il coscio privo della parte grassa la percentuale scende al 2,5%.

L’agnello resta comunque una fonte importante di potassio, vitamina B12, folati e oligoelementi antiossidanti come selenio e zinco. “Il metodo di cottura migliore”, suggerisce Luca Piretta, “è arrosto, bollito o alla griglia. Il consiglio è togliere la parte esterna che raccoglie la maggior parte del condimento”.

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