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5 cibi sani della tradizione Natalizia

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I cibi della tradizione natalizia che fanno bene alla salute

Pranzo di Natale, Cenone di San Silvestro, pranzo di Capodanno: le festività sono una vera e propria maratona culinaria e, per te che sei a dieta, anche un attentato alla linea! Eppure devi sapere che ci sono dei cibi classici della tradizione natalizia che non sono poi così calorici e che fanno molto bene alla tua salute. Quali? Lo abbiamo chiesto a Luca Piretta, nutrizionista della SISA e di Melarossa.

Leggi le proprietà nutrizionali di ognuno di questi, ti renderai conto che mangiarli, se cucinati in modo genuino e con ingredienti semplici, non è poi così grave! Cerca di non esagerare, ma anche di concederti qualche sfizio: in fondo Natale è solo una volta l’anno!

1Frutti di mare

I frutti di mare forniscono un apporto di proteine importante, intorno al 10%, ma anche di vitamina A, ottimo anti età, anti tumorale e utile per la stimolazione delle difese immunitarie e per combattere l’acne.

Le cozze inoltre, al contrario delle vongole, sono una buona fonte di fosforo.

Consumare i frutti di mare crudi, come accade in alcune regioni d’Italia, garantisce un maggior apporto di principi nutritivi, visto che la vitamina A si perde in cottura.

Attenzione però, perché cozze e vongole filtrano quantità enormi di acqua marina, accumulando importanti quantità di microrganismi come salmonelle, virus dell’epatite e tossine algali.

Questo anche perché le cozze e le vongole sia selvatiche che di allevamento vivono vicino alla costa e quindi alle acque inquinate.

2Baccalà

Il baccalà (merluzzo essiccato e salato) è un prodotto ipocalorico, appena 95 calorie, visto il sistema di conservazione che oltretutto ne aumenta il contenuto proteico dal 17% al 21%.

Si tratta di proteine di alta qualità, accompagnate da appena l’1% di grassi.

In più contiene tantissimo fosforo, più del doppio di qualunque altro pescato.

Questo lo rende un alleato prezioso per le ossa, le cellule e le fibre nervose del nostro corpo.

La tradizione natalizia lo propone in due varianti: bollito o fritto.

Va preferito sicuramente il primo metodo di cottura, che non lo impoverisce dei suoi principi nutritivi.

Al contrario la frittura ne aumenta notevolmente l’apporto calorico e aggiunge sostanze non certo salutari.

3Lenticchie

Le lenticchie, tipico alimento natalizio, sono un’ottima fonte di ferro (100 gr di lenticchie contengono più del doppio del ferro presente nella stessa quantità di carne).

Costituiscono una buona fonte di proteine (7%) e di potassio, anche se dopo la cottura il contenuto per 100 gr cala da 980 a 266.

Il modo migliore per consumare le lenticchie è quello di abbinarle alla pasta (100 gr di lenticchie – pesate da crude – con 50 gr di pasta) per migliorare la qualità delle proteine, oppure alla carne per migliorarne la biodisponibilità di ferro.

La cottura deve essere prolungata perché così migliora la digeribilità: infatti con la cottura si distruggono alcune lectine e emagglutinine che sono degli inibitori enzimatici che non consentirebbero la digestione delle proteine con disturbi intestinali importanti.

4Tortellini/cappelletti in brodo di carne

Dal punto di vista nutrizionale i tortellini sono un alimento più completo rispetto alla semplice pasta, pur mantenendo un apporto simile di calorie.

Questo perché un piatto di tortellini cotti contiene il 7% di grassi (contro l’11 della pasta), il 12% di proteine, il 50% di amidi (contro l’80% della pasta) e 300 calorie.

Il difetto è che contengono colesterolo e grassi saturi animali.

Come sempre è importante ricordare che ciò che conta è il totale di ciò che si mangia nell’arco di una giornata e di una settimana.

Questo significa che, se una volta ogni tanto si mangiano i tortellini, questo non va certo a incidere sull’economia nutrizionale generale.

5Fichi secchi

Soprattutto nelle regioni del sud è un dolce presente a fine pasto, anche nella versione con mandorla o noce.

Il fico è un frutto fresco estremamente nutriente per il ricco contenuto di zuccheri e calorie (all’incirca 50), la discreta quantità di calcio e potassio e di fibre, che insieme ai semini hanno un effetto lassativo agevolato dall’alta percentuale di acqua presente.

Nella versione essiccata, la quantità d’acqua cala sino al 20% e contemporaneamente aumentano le calorie, che arrivano sino a 242.

I fichi secchi hanno un effetto lassativo molto più evidente e la quantità di fibra aumenta al 10% (secondo frutto soltanto dopo le castagne in contenuto in fibra).

Insieme alle fibre, però, sale enormemente anche il contenuto in zuccheri (58%) e in proporzione aumenta ancora di più l’indice glicemico che arriva a 87, quasi quanto quello del saccarosio (lo zucchero da cucina) che è 91.

Marta Piselli

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.