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Dimagrire in fretta con la dieta Lemme: un miracolo pericoloso

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Briatore prima e dopo aver perso 17kg

Abbiamo parlato con il nostro nutrizionista della dieta Lemme, di cui in questo periodo si fa un gran discutere grazie anche a testimonial celebri come Flavio Briatore, che ha dichiarato di aver perso 17 kg in un mese con questo regime alimentare. La dieta, inventata dal farmacista Alberico Lemme, è diventata famosa anche come “dieta degli spaghetti a colazione”, perché suggerisce il consumo dei carboidrati solo nella primissima parte della giornata.

Inoltre, nella dieta Lemme non è previsto alcun calcolo delle calorie dei cibi e nessuna limitazione nelle quantità, mentre si fa grande attenzione agli orari in cui vengono consumati i pasti. Detta così potrebbe sembrare la dieta dei sogni: “mangio quanto voglio, senza preoccuparmi delle calorie e devo solo stare attento all’orologio”. La realtà però è molto diversa e Melarossa ha deciso di vederci chiaro.

Come funziona?

La “filosofia alimentare” di Lemme, così come la chiama il suo creatore, è essenzialmente una variante moderna della già nota “dieta dissociata”; infatti per ottenere una rapida perdita di peso è necessario attuare una corretta associazione degli alimenti permessi e mai consumare nello stesso pasto glucidi e proteine.

È composta di due fasi; la prima in cui si cala fino al raggiungimento del peso desiderato e la seconda, di tre mesi, in cui si ricomincia a inserire i cibi vietati.

Le regole da seguire

  • Assolutamente niente sale, neanche nell’acqua della pasta!
  • Eliminazione totale di zucchero, dolcificanti, aceto, latte e derivati;
  • Niente pane. Eventualmente i carboidrati possono essere assunti mangiando la pasta, perché può essere cucinata senza sale;
  • Mai carne e pasta insieme;
  • Fare attenzione agli orari dei pasti;
  • Bere solo acqua, anche gasata, tè e caffè sempre senza zucchero;
  • Consumare liberamente olio d’oliva, meglio se extra vergine, peperoncino, pepe, prezzemolo, aglio, limone, salvia, rosmarino, basilico, timo, cipolla e crusca per impanare;
  • Cuocere i cibi con il tipo di cottura desiderato, anche la frittura!

Che ne pensa il nostro nutrizionista?

Abbiamo chiesto al dottor Luca Piretta, nutrizionista alimentare, di spiegarci cosa c’è dietro questa dieta che sta suscitando così grande attenzione.

Luca è vero che mangiare solo in certi orari può favorire il dimagrimento?
Cercare di regolare l’orario dei pasti è un’ottima idea, che nasce da studi recenti sul nostro ciclo circadiano. Il nostro organismo assorbe in modo differente i nutrienti nei diversi momenti della giornata, ad esempio nella prima parte della giornata siamo programmati per assorbirli meglio.

Dovremmo quindi scegliere di consumare più carboidrati nella prima parte della giornata, facendo una colazione adeguata e non saltandola come fa quasi il 30% degli italiani. Lemme però estrapola questo concetto in modo patologico e dice che si può mangiare a piacimento nella prima parte del giorno, magari un chilo di pasta la mattina; in questo suggerimento non c’è nessun fondamento scientifico.

La non indicazione specifica di assunzione di frutta e verdura, che conseguenze può avere sulla salute di chi segue questa dieta?
Non indicare una corretta assunzione di frutta e verdura, come avviene invece con la dieta mediterranea, può portare a una riduzione del consumo di questi alimenti, con il rischio di creare carenze vitaminiche e minerali. Non dimentichiamoci anche che la frutta e la verdura fanno bene al nostro “microbiota”, l’insieme dei batteri che abbiamo dentro l’intestino, importanti responsabili della nostra salute: una dieta povera di frutta e verdura creerà in chi la segue una flora batterica di bassa qualità.

Inoltre la dieta Lemme prevede anche l’esclusione totale del sale che, come sappiamo è un alimento che va limitato, ma escluderlo di colpo può portare a capogiri, debolezza e improvvisi cali di pressione.

È questo l’aspetto più pericoloso di questa dieta?
No, purtroppo l’aspetto più pericoloso è proprio il calo vertiginoso di peso in pochissimo tempo, come pubblicizzano i tanti “testimonial d’eccezione”. Al massimo si devono perdere 4 kg in un mese, non di più. Perdere più di dieci kg in un mese, significa perdere sia il grasso che il magro del proprio corpo, cioè massa muscolare e tessuti nobili: questo è un danno irreparabile.

Insomma, pasti troppo abbondanti, dimagrimento eccessivamente veloce, alimentazione iperproteica che causa stitichezza e affatica eccessivamente i reni,monotonia della dieta, eliminazione di nutrienti essenziali alla salute e in generale un regime alimentare difficile da seguire per lungo tempo, fanno della dieta Lemme l’ennesima dieta spacciata per miracolosa, ma che di miracoloso e salutare ha ben poco.

“È sempre sbagliato valutare la salubrità e l’efficacia di un regime alimentare sulla sola base dei kg persi da testimonial famosi”, continua Luca Piretta. “Mentre l’indicazione di Lemme di consumare alimenti più ricchi nella prima parte della giornata è corretta, poiché l’assorbimento dei cibi avviene in maniera migliore, farsi attrarre da una dieta solo per la rapida perdita di peso che promette può essere pericoloso, perché non si prendono in considerazione le conseguenze negative per la nostra salute di un dimagrimento troppo veloce”.

Come ricorda la dieta melarossa, che si basa sul modello della dieta mediterranea, l’educazione alimentare è alla base della nostra salute e del nostro benessere psico-fisico ed è un principio dal quale non si può prescindere. È importante fare pasti completi, regolari, sani ed equilibrati, mangiando un po’ di tutto nelle giuste quantità e proporzioni, darsi degli obiettivi raggiungibili ed evitare di farsi prendere dalla fretta, ricorrendo così a diete lampo che rischiano di mettere a repentaglio la nostra salute e il nostro benessere psico-fisico.

Flavia Rodriguez

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Ho cominciato la mia vita professionale come giornalista e sono iscritta all’Ordine dal 1995 come Pubblicista. Dopo diversi anni di esperienza nel settore della comunicazione (sia nell’organizzazione di eventi, sia come ufficio stampa), ho ripreso da qualche anno l'attività di giornalista e lavoro nella redazione di Melarossa, curando in particolare articoli su dieta, nutrizione e psicologia. Vista la mia innata curiosità verso gli esseri umani e le loro possibilità di sviluppo e miglioramento, ho scelto di diventare Life Coach Umanista e lavoro con persone che vogliono allenarsi a raggiungere obiettivi in linea con la loro natura.