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A dieta, meglio lo zucchero o il dolcificante?

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a dieta meglio zucchero o dolcificante

E' uno dei grandi dilemmi di chi sta seguendo una dieta: per dimagrire è meglio lo zucchero o il dolcificante? Noi di Melarossa abbiamo girato la domanda a Luca Piretta, nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione). Che ci ha subito messo in guardia dall'illusione di facili scorciatoie per ritrovare la forma perduta: se vogliamo perdere peso, la chiave non sta certo nella scelta del dolcificante al posto dello zucchero ma in uno stile di vita sano e in un'alimentazione globalmente equilibrata.

 

In caso contrario, sostituire lo zucchero con il dolcificante è totalmente inutile.

Usare il dolcificante a dieta – spiega il dottor Piretta - può essere giusto in un contesto di educazione alimentare e non come illusorio metodo per risparmiare le calorie.

Ed ecco sfatato il mito del dolcificante come rimedio miracoloso contro i chili di troppo! Anche se, in effetti, qualche caloria può farla risparmiare.

Tabella che confronta l'apporto calorico di zucchero e dolcificante

“Un cucchiaino di zucchero (5 gr) – conferma Piretta - contiene circa 20 calorie. L'apporto calorico del dolcificante, invece, varia a seconda di quello che utilizziamo. Nel caso del fruttosio è identico a quello dello zucchero, ma  dato che il suo potere dolcificante è maggiore dello zucchero se ne può usare di meno. Lo stesso vale per l'aspartame, che a parità di valore calorico risulta centinaia di volte più dolcificante, quindi se ne usa così poco da ridurre a zero l'apporto calorico. Anche i dolcificanti di sintesi (saccarina, acesulfame k) non hanno praticamente calorie”. Ma non per questo bisogna abusarne, perché un eccesso di dolcificante può risultare nocivo per la salute. E questo vale sia per i dolcificanti naturali che per quelli artificiali.

Dolcificanti naturali e artificiali: che differenza c'è?

I dolcificanti naturali si trovano in natura nella frutta e verdura (quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais: si estrae l'amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l'edulcorante desiderato).

Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto a quello dello zucchero da tavola e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in "olo" (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Abitualmente sono utilizzati nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle.

I dolcificanti artificiali sono, invece, sostanze di sintesi che nascono in laboratorio e hanno un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune): i più comuni sono aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente).

Entrambe le tipologie di dolcificanti possono provocare effetti collaterali in caso di consumo eccessivo. “Soprattutto – spiega Piretta - quelli costituiti da mannitolo, sorbitolo, xilitolo possono causare meteorismo, dolori gastrointestinali e diarrea nel caso in cui se ne abusi”.

Tranne in gravidanza, quando l'uso del dolcificante è sconsigliato, in generale la regola è quindi la moderazione. E questo vale anche per lo zucchero, che non va demonizzato ma nemmeno consumato in abbondanza, e non solo per non compromettere i nostri sforzi a dieta.

Zucchero sì, ma senza esagerare

“Lo zucchero non è assolutamente da considerare un alimento nocivo -  conferma Piretta - E’ necessario però ridurre al minimo il consumo di tutto lo zucchero perché è stato dimostrato che un uso eccessivo si correla con una maggiore incidenza di obesità, malattie metaboliche e cardiovascolari”.

E questo anche se si sceglie quello di canna, che dev'essere comunque consumato contenendo le dosi, anche se, rispetto allo zucchero bianco, “è considerato più salutare – ci spiega Piretta - perché non subisce tutti i trattamenti di raffinazione, ha un valore calorico leggermente minore e contiene più fibra e più sali minerali”.

Insomma, la questione non sta tanto nella scelta tra zucchero e dolcificante, o tra zucchero di canna e zucchero bianco – non c'è un vincitore in questa eterna battaglia! – quanto nell'impegno a fare di tutti gli zuccheri un consumo moderato.

Gli zuccheri sono un carburante importante per il nostro organismo, 50 o 60 grammi al giorno (tra 10 e 12 cucchiaini da tè di zucchero puro) forniscono l'apporto energetico di cui abbiamo quotidianamente bisogno, quindi non dobbiamo né possiamo abolirli. Ma non dobbiamo neanche abusarne.

E se il dolcificante può darci una mano a tagliare qualche caloria, da solo non basta a farci raggiungere il nostro agognato obiettivo peso: per quello servono tempo, pazienza e una dieta equilibrata!

Sylvie Pariset

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