I trigliceridi bassi sono un risultato poco comune degli esami del sangue. Negli adulti, però, un valore inferiore a 150 mg/dL è generalmente normale e non indica automaticamente un problema.
Non esiste una soglia minima valida per tutti: bisogna considerare i valori di riferimento del laboratorio.
Se il dato è particolarmente basso e persiste nel tempo, il medico può valutarne le possibili cause. Vediamo quali sono i sintomi associati, quando preoccuparsi e cosa mangiare.
Trigliceridi bassi: cosa significa
I trigliceridi sono grassi utilizzati dall’organismo come riserva di energia. L’espressione trigliceridi bassi, o ipotrigliceridemia, indica un risultato inferiore all’intervallo riportato dal laboratorio.
Per interpretare il risultato bisogna confrontarlo con l’intervallo di riferimento riportato dal laboratorio e considerare anche gli altri esami.
Un valore basso isolato, in assenza di disturbi, generalmente non rappresenta un problema. Se invece persiste nel tempo o si accompagna ad altri sintomi, il medico può richiedere ulteriori accertamenti per individuare la possibile causa.

Trigliceridi bassi: valori e come interpretarli
Non esiste un valore minimo universale sotto il quale si possa parlare automaticamente di trigliceridi bassi.
Negli adulti, una concentrazione inferiore a 150 mg/dL è generalmente considerata desiderabile, mentre quella compresa tra 150 e 199 mg/dL è al limite alto.
Il risultato deve essere confrontato con l’intervallo indicato nel referto, che può cambiare in base all’età e al laboratorio.
Anche nei bambini i valori vanno interpretati dal pediatra utilizzando riferimenti specifici per la fascia di età.
Quali sono i sintomi dei trigliceridi bassi?
I trigliceridi bassi generalmente non provocano sintomi specifici e vengono spesso rilevati casualmente attraverso gli esami del sangue.
Quando dipendono da un’altra condizione, possono comparire disturbi legati alla causa sottostante. Tra questi possono esserci:
- Perdita di peso non intenzionale.
- Diarrea o altri disturbi digestivi persistenti.
- Debolezza e affaticamento.
- Segni di carenze nutrizionali.
Questi sintomi non indicano necessariamente un’ipotrigliceridemia. Se persistono o si accompagnano a valori insolitamente bassi, è opportuno parlarne con il medico.
Lo sapevi che?
I trigliceridi non provengono soltanto dai grassi alimentari. L’organismo può produrli anche trasformando l’energia assunta in eccesso, in particolare quella proveniente dagli zuccheri. Per questo, un valore basso non deve essere corretto aumentando dolci, fritti o grassi saturi: prima bisogna capirne la causa.
Cause dei trigliceridi bassi e fattori di rischio
Un valore basso può dipendere dall’alimentazione, da un maggiore consumo di energia o da condizioni che ostacolano l’assorbimento dei grassi. Più raramente, può essere collegato a una malattia metabolica o genetica.
Un singolo risultato, però, non permette di stabilirne la causa: deve essere interpretato dal medico insieme agli altri valori del profilo lipidico, ai sintomi e allo stato di salute generale.
Alimentazione insufficiente e perdita di peso
Un’alimentazione molto povera di calorie e grassi, il digiuno prolungato o una perdita di peso rapida possono ridurre temporaneamente i trigliceridi.
Valori particolarmente bassi possono essere riscontrati anche in presenza di malnutrizione, quando l’organismo non riceve una quantità sufficiente di energia e nutrienti.
Malassorbimento e malattie intestinali
I trigliceridi possono diminuire quando l’intestino non riesce ad assorbire correttamente i grassi.
Il malassorbimento può verificarsi, per esempio, in presenza di celiachia, insufficienza pancreatica o dopo alcuni interventi di chirurgia bariatrica.
Anche la fibrosi cistica può compromettere la digestione e l’assorbimento dei grassi quando interessa il pancreas.
Trigliceridi bassi e tiroide
L’ ipertiroidismo accelera il metabolismo e può determinare una riduzione dei trigliceridi e del colesterolo. In questo caso possono comparire anche perdita di peso, tachicardia, tremori, sudorazione e nervosismo.
Se il medico sospetta un disturbo della tiroide, può prescrivere esami specifici come TSH, FT3 e FT4.
Farmaci e attività fisica
I farmaci per ridurre i lipidi nel sangue, come fibrati e statine, possono abbassare anche i trigliceridi. La terapia non deve essere sospesa o modificata senza consultare il medico.
Anche un’attività fisica intensa può influenzare temporaneamente il valore, ma generalmente non rappresenta una causa di ipotrigliceridemia persistente.
Cause genetiche rare
In casi molto rari, valori estremamente bassi possono dipendere da malattie genetiche che alterano la produzione o il trasporto delle lipoproteine, come l’abetalipoproteinemia.
Queste condizioni si manifestano generalmente fin dall’infanzia e possono causare malassorbimento dei grassi, difficoltà nella crescita e carenze di vitamine liposolubili.
Trigliceridi bassi: possibili conseguenze
Un valore basso dei trigliceridi non è di per sé una malattia e, nella maggior parte dei casi, non ha conseguenze.
Se il valore dipende da un’alimentazione insufficiente o dal malassorbimento, possono però essere presenti perdita di peso, debolezza e carenze nutrizionali.
In questi casi, i disturbi sono legati alla causa sottostante e non direttamente alla riduzione dei trigliceridi.
Nelle rare malattie genetiche che compromettono l’assorbimento e il trasporto dei grassi possono comparire carenze di vitamine liposolubili, difficoltà nella crescita e, nelle forme più gravi, disturbi neurologici o della vista.
Per questo, un risultato particolarmente basso e persistente deve essere valutato insieme agli altri esami e alle condizioni generali della persona.

Diagnosi ed esami
I trigliceridi si misurano attraverso un’ analisi del sangue, generalmente compresa nel profilo lipidico insieme a colesterolo totale, LDL e HDL.
La presenza di trigliceridi bassi viene spesso scoperta casualmente durante un controllo di routine.
Il risultato deve essere confrontato con l’intervallo di riferimento del laboratorio e interpretato considerando eventuali sintomi, variazioni di peso, alimentazione, farmaci assunti e stato di salute generale.
Se il valore è particolarmente basso o persiste nel tempo, il medico può consigliare di ripetere l’esame e prescrivere altri accertamenti.
In base al caso, possono essere valutati la funzionalità della tiroide e del fegato oppure la presenza di carenze nutrizionali e disturbi del malassorbimento.
Il prelievo può richiedere un digiuno di 9-12 ore. È importante seguire le istruzioni fornite dal medico o dal laboratorio e non sospendere autonomamente eventuali farmaci.
Trigliceridi bassi: cosa mangiare
Non esiste una dieta specifica adatta a tutte le persone con trigliceridi bassi. Un valore inferiore alla media, se isolato e in assenza di disturbi, generalmente non richiede di essere aumentato attraverso l’alimentazione.
Quando la riduzione dipende da una dieta troppo restrittiva o da un apporto calorico insufficiente, il medico o il nutrizionista può consigliare un’alimentazione più completa e adeguata al fabbisogno individuale.
I pasti possono comprendere cereali, legumi, carne, pesce, uova e latticini, insieme a fonti di grassi insaturi come olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi e avocado.
Non è invece consigliabile aumentare indiscriminatamente dolci, zuccheri semplici o grassi saturi nel tentativo di far salire i trigliceridi.
Come aumentare i trigliceridi?
Prima di intervenire è necessario individuarne la causa. Se il valore dipende da un’alimentazione insufficiente, può essere utile aumentare gradualmente le porzioni o distribuire l’apporto energetico in più pasti e spuntini.
In presenza di celiachia, fibrosi cistica, malassorbimento o malnutrizione, l’alimentazione deve essere impostata in base alla patologia e seguita da professionisti.
La dieta senza glutine, per esempio, è indicata esclusivamente quando la celiachia è stata diagnosticata.
Se la riduzione è associata a farmaci ipolipemizzanti, non modificare autonomamente la terapia: sarà il medico a valutare se siano necessari degli aggiustamenti.
FAQ (domande frequenti)
1 – Trigliceridi bassi e anemia sono collegati?
Non esiste un rapporto diretto tra trigliceridi bassi e anemia. Le due alterazioni possono però comparire insieme in presenza di malnutrizione, celiachia o altri disturbi che riducono l’assorbimento dei nutrienti.
2 – Si possono avere trigliceridi bassi e colesterolo alto?
Sì. Trigliceridi e colesterolo sono componenti diversi del profilo lipidico e possono variare indipendentemente. Per valutare il risultato bisogna considerare anche colesterolo totale, LDL, HDL e gli altri fattori di rischio individuali.
4 – Quale medico consultare?
Il primo riferimento è il medico di famiglia, che può interpretare gli esami e valutare se servono ulteriori accertamenti. In base alla possibile causa, può indirizzare verso un endocrinologo, un gastroenterologo o un altro specialista.
5 – È necessario ripetere l’esame?
Il medico può consigliare di ripetere il prelievo quando il valore è inaspettato, particolarmente basso o non coerente con gli altri risultati. Prima dell’esame è importante seguire le indicazioni ricevute, anche riguardo all’eventuale digiuno.
Conclusioni
I trigliceridi bassi non indicano necessariamente un problema di salute: negli adulti, un valore inferiore a 150 mg/dL è generalmente considerato normale e non esiste una soglia minima valida per tutti.
Se il risultato è particolarmente basso, persiste nel tempo o si accompagna a perdita di peso rapida e disturbi digestivi, è opportuno parlarne con il medico per individuarne la possibile causa.
Non serve cercare di aumentare i trigliceridi con zuccheri o grassi: eventuali modifiche dell’alimentazione devono dipendere dalle esigenze individuali e dal quadro clinico.
Fonti
- MedlinePlus – Triglycerides Test, National Library of Medicine.
- Merck Manual Professional – Hypolipidemia, aggiornato nel 2025.
- Endotext – Monogenic Disorders Causing Hypobetalipoproteinemia, aggiornato nel 2024.
- NIDDK – Symptoms & Causes of Celiac Disease.