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Le diete più pericolose per la tua salute

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le 7 diete più pericolose per la tua salute

Squilibrate dal punto di vista nutrizionale, a base di alimenti improbabili e integratori costosissimi, insomma un pericolo per la nostra salute e per il nostro portafoglio: è il giudizio di Altroconsumo su alcune delle diete più in voga del momento, che con la promessa di un dimagrimento facile, veloce e duraturo attirano in un vortice di abitudini sbagliate e spese folli chi vuole ritrovare la forma e farebbe di tutto per veder realizzato il suo sogno. Finendo, invece, per entrare nel circolo vizioso del “perdere chili, ingrassare di nuovo, rimettersi a dieta”: il classico e tutt'altro che salutare effetto yo-yo.

 

Le 7 diete più pericolose per la tua salute

In una recente indagine, l'associazione ha passato in rassegna alcune delle diete più pubblicizzate e diffuse, smascherando quelle pericolose, inutili o costose, ovvero quasi tutte. Degli oltre 20 regimi alimentari analizzati, la maggior parte ha ricevuto un giudizio mediocre e, addirittura, 7 sono stati giudicati pessimi perché promuovono comportamenti a tavola scorretti e dannosi per la salute, esponendo chi li segue al rischio di carenze nutrizionali. Ecco quali sono, secondo Altroconsumo, le 7 diete da cui è meglio stare lontani e perché:

tabella altroconsumo diete più pericolose per la salute

La situazione non migliora con altri regimi, che pur non meritandosi un bollino rosso sono comunque considerati sbilanciati e poco vari (Scarsdale, Acido-base, Sukkar, Supermetabolismo), privi di fondamento scientifico (Dimagrire senza fatica, Dieta dei geni), ricchi di ingredienti non salutari come conservanti e coloranti (Tisanoreica) e costosi (Tisanoreica, Metodo Naturhouse). E su questo aspetto Altroconsumo rincara la dose di critiche: non solo queste diete sono un pericolo per chi le segue, ma alimentano anche un giro di affari milionario che, a colpi di cibi speciali, integratori e pasti sostitutivi, fa la fortuna dei marchi dietetici a spese dei consumatori, “colpevoli” soli di desiderare una forma migliore a qualunque costo.

Dimagrire: un business da 150 milioni di euro

Quella delle diete è, denuncia Altroconsumo, una vera e propria industria che, solo in Italia e solo per i prodotti alimentari, vale oltre 150 milioni di euro (fonte: Nielsen). Molte delle diete più celebri, infatti, prevedono l'acquisto di prodotti del loro marchio, che naturalmente mentre promettono di far calare il peso fanno lievitare i costi.
L'esempio più noto e anche più eclatante è quello della dieta Dukan, basata sul metodo dimagrante ipocalorico e iperproteico fondato dal medico francese Pierre Dukan, radiato dall'albo qualche anno fa per aver promosso con fini commerciali il suo programma. Che, infatti, prevede notevoli sacrifici economici, oltre che pericolose rinunce alimentari. Basti pensare, denuncia Altroconsumo, che un pacchetto da appena 20 gr di zucchine liofilizzate a marchio Dukan da mangiare come snack costa la bellezza di 5,50 euro. O che la crusca d’avena, sempre a marchio Dukan, che la dieta raccomanda di consumare ogni giorno, prevede una spesa settimanale di 2 euro (che, fa notare l'associazione, potrebbe essere molto più bassa sostituendo la crusca con altri alimenti contenenti fibra, più economici e più sani). Per non parlare delle finte tagliatelle ricavate dalla radice del Konjiac, che hanno il 96% di calorie in meno della pasta tradizionale ma costano il 730% in più.
Ma, accanto alla Dukan, anche altre diete promettono di regalare una forma migliore a costi esorbitanti: è il caso di Enerzona, che propone un piano alimentare settimanale basato esclusivamente sui prodotti del marchio, naturalmente molto più cari dei prodotti standard in vendita nei supermercati. Un esempio? I crackers. Il programma ne prevede 4 pacchetti da 25 gr alla settimana, per una spesa di circa 3 euro. 100 gr di crackers “normali” costerebbero dieci volte meno: solo 30 centesimi.
C'è poi Pesoforma, che si fonda sul principio della sostituzione di alcuni pasti con prodotti del proprio marchio (barrette, sandwich, budini): un programma che, con oltre 15 tra pasti e snack sostitutivi previsti all'interno del menù settimanale, fa salire i costi, oltre a promuovere abitudini a tavola non proprio genuine - tra i sostituti del pasto ci sono, per esempio, sandwich con prosciutto e formaggio in polvere anziché freschi o creme di verdure in bustine da sciogliere nell'acqua.

Perdere peso in modo sano conviene

Eppure basterebbe davvero poco per mangiare e dimagrire in modo sano: appena 51 euro a settimana. Altroconsumo ha calcolato (e riportato sul numero di Test Salute di ottobre 2014) che a tanto ammonta la spesa per un menù settimanale da 2.000 calorie al giorno con una distribuzione di nutrienti equilibrata, basata sulla piramide alimentare. Poco più di 7 euro al giorno per seguire una dieta bilanciata, dimagrire in salute, mangiare con gusto e non rischiare di riprendere subito i chili persi. Non male se pensiamo che, con la dieta Enerzona, di euro ne servono ben 40 alla settimana, e solo per comprare gli snack.

Dieta: i consigli per non cadere in trappola

Come capire, allora, se si è di fronte ad una dieta seria o a una pericolosa macchina per far soldi? Il consiglio principale di Altroconsumo è quello di usare il buonsenso e di diffidare di chi promette risultati facili e veloci, “senza sforzi e senza rinunce”. Nessuna dieta può essere sana se fa perdere troppo peso in troppo poco tempo e, soprattutto, se non prevede qualche cambiamento nelle proprie abitudini a tavola per renderle più equilibrate.

In una persona in buona salute, senza patologie, la causa dei chili di troppo sono, in genere, gli eccessi alimentari e una scarsa consapevolezza delle giuste scelte nutrizionali: basta imparare a mangiare bene e trasformare la dieta in uno stile di vita per ritrovare la forma e il benessere. Senza rischi, senza prodotti “miracolosi” e senza sacrifici impossibili per la linea e per il conto corrente. Sul sito di Altroconsumo è disponibile una finestra sempre aggiornata sulle diete dimagranti, che vengono valutate sia in termini di convenienza economica che sotto l'aspetto dei rischi per la salute. “Un corretto regime alimentare, unito a una regolare attività fisica, aiuta non solo a star bene, ma anche a difendersi da un marketing dannoso per la salute”: parola di Altroconsumo, e noi di Melarossa non possiamo che essere d'accordo.

Tiziana Landi

© Shutterstock/ Anetlanda

 

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