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Lisbona, scoprila in tram

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Gusto e cultura di questa bellissima capitale europea con la nostra rubrica “Viaggi e assaggi”.

Se siete stati a Lisbona un po’ di anni fa, credetemi: dovete tornarci assolutamente. Dedicate almeno tre o quattro giorni alla scoperta di questa bellissima metropoli, decisamente migliore della città sonnolenta e decadente che molti ricordano dagli anni Ottanta o immaginano dai libri ambientati negli anni della dittatura, come il celebre “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi, il grande autore italiano recentemente scomparso, sul quale ritorneremo fra poco (www.visitlisboa.com).

 

Parco-delle-Nazioni-(2)

Una delle chiavi per godersi la “nuova” Lisbona è l’acqua: negli ultimi venti anni, la città ha recuperato un rapporto positivo con il lungofiume, cioè con la lunghissima striscia di terra che confina con l’ampio estuario del Tago. Sopra il fiume svettano due grandi ponti, uno degli anni Sessanta e l’altro più recente, il “Vasco de Gama” in funzione da 15 anni. Lungo il fiume il turista trova un grande lavoro di sistemazione ancora in corso, dal centralissimo Terreiro do Paço verso Belem, e un altro già completato, il Parco delle Nazioni (foto a sinistra) creato per l’Expo del 1998.

Se il primo si può scoprire in parte passeggiando e in parte su uno dei simpaticissimi tram gialli, il secondo richiede un tragitto lungo la linea rossa  della metropolitana. Si arriva al capolinea di Oriente, si sale in superficie e si ammira il lavoro dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Non sempre infallibile (il ponte di Venezia, purtroppo, è uno dei suoi passi falsi …), in questo caso Calatrava sembra essersi espresso al meglio.

La stazione mista (vi si incrociano bus, metro e treni) è spettacolare e leggera. La si apprezza meglio dal bellissimo centro commerciale Vasco de Gama, situato di fronte in direzione del fiume. Ricco di negozi e ristoranti, il mall deve essere percorso tutto per arrivare a un’altra serie di sculture ed edifici (come il Padiglione Atlantico, il Centro Congressi, l’Oceanario o la Fiera), superati i quali si giunge finalmente alla chilometrica passeggiata lungo il Tago, che si può percorrere a piedi o anche, per un chilometro, in funivia … Ebbene sì: chi visiterà anche Porto, si renderà conto che le funivie sul bordo dei fiumi sono una specialità portoghese!

Subito dopo la stazione di arrivo della funivia, si staglia la sagoma del Myriad (www.myriad.pt), un lussuoso albergo che assomiglia al celebre Burj al-Arab, la “Vela” di Dubai. Poi il lungofiume prosegue all’interno di un altro piacevole parco urbano. Il tutto appare tranquillo, pulito, elegante e gratuito: né questa né altre scorribande lisbonesi rivelano minimamente quella “patologia urbana” onnipresente nelle metropoli italiane (sporcizia, incuria del verde, devastazione dell’arredo urbano, mancanza di trasporti, invasione di ambulanti abusivi e non, cattivo gusto sparso a piene mani), tanto da far dubitare della reale gravità della crisi economica che attanaglia il Portogallo da quasi tre anni.

Monastero-di-Jeronimos-(2)

E non parliamo dell’altra “novità” (relativa, perché risale agli anni Novanta) sul lato opposto del lungofiume:  il CCB, Centro Culturale Belem, cofirmato dal nostro Vittorio Gregotti (www.ccb.pt). Bello, ampio, fatto per accogliere i visitatori anche solo per una passeggiata, il Centro offre un ricco cartellone di spettacoli e il museo di arte contemporanea Berardo, molto fornito e per giunta gratuito!

Uscendo dal CCB, c’è solo l’imbarazzo della scelta: a poche centinaia di metri avete il Monumento alle scoperte, la Torre di Belem, il Monastero di Jeronimos (foto a destra), il Museo delle Carrozze con il modernissimo ampliamento in via di ultimazione, una sosta in una celebre pasticceria oppure una breve ascesa in bus al Palazzo di Ajuda, spettacolare opera incompiuta che ospita esposizioni temporanee e permanenti (www.palacioajuda.pt).

Un modo originale per conoscere Lisbona è quello di seguire un po’ a caso i percorsi dei suoi mezzi pubblici, meglio ancora dopo aver comprato qualche abbonamento. Sappiate che i biglietti acquistati a bordo sono carissimi, che se non li fate non potete salire oppure vi beccate una multa da 500 euro (siamo mica in Italia!), e che invece l’abbonamento giornaliero costa solo sei euro ed offre possibilità infinite … (www.visitlisboa.com).

Per esempio, prendete il tram 28 in centro e arrivate fino al capolinea, cioè al Cimitero di Prazeres (che, tradotto, suona come “Cimitero dei Piaceri”). Antonio Tabucchi, il compianto autore di “Sostiene Pereira”, struggente romanzo che Faenza e Mastroianni trasferirono sullo schermo a metà degli anni Novanta, è sepolto qui, in una delle tombe degli scrittori portoghesi, dei quali fu amico, traduttore e divulgatore instancabile. Ma tutto il cimitero è bello, raccolto e non meno interessante dei famosi cimiteri parigini.

Ripartendo dal cimitero, arrivate fino a Praza da Figueira: se avete fame, potete fare sosta nella storica Confeitaria Nacional (www.confeitarianacional.com) e poi riprendere il 28 in direzione opposta; il piccolo e affollatissimo tram (attenti ai borseggiatori!) si arrampica davanti alla Cattedrale dedicata a Sant’Antonio di Padova (nato appunto a Lisbona), ferma in varie terrazze panoramiche e arriva in cima al quartiere dell’Alfama .

Praza-da-Figueira

In centro, invece, non potete non prendere il 15 da Praza da Figueira o Piazza del Commercio (foto a sinistra) verso Belem: traverserete una vasta zona portuale in via di riconversione, col museo Oriente oppure con il curioso quartiere di  Alcantara. Fate una sosta: sotto l’altissimo viadotto ci sono un colorato mercato e la LX Factory, una sorta di centro sociale 2.0, nel quale sono nati ristoranti, boutique, scuole di danza o di cucina e negozi di modernariato con i cimeli della “rivoluzione dei garofani” (che nel 1974 restituì la libertà ai portoghesi, e il paese all’Europa). Un po’ modaiolo ma interessante (www.lxfactory.com).

Le cinquanta stazioni delle quattro linee della metropolitana sono anch’esse meritevoli di un passaggio: quasi tutte gradevoli e pulite, in molti casi sfoggiano anche una decorazione di grande interesse, spesso con la versione contemporanea delle celebri maioliche dipinte (gli azulejos) che trovate su centinaia di facciate lisbonesi. C’è anche una stazione ferroviaria che è a suo modo un monumento, quella del Rossìo, costruita nell’Ottocento in stile “neomanuelino”, citando cioè lo stile del Monastero dei Jeronimos e di altri capolavori cinquecenteschi. Da poco ristrutturata, mantiene comunque un grande fascino e si trova in una delle zone più centrali della città.

E poi le tre funicolari: all’aperto, in genere, e su brevi percorsi molto ripidi, ma tutte molto particolari e ricercate dai turisti, che le hanno ammirate in film come “Lisbon story”, uno dei più riusciti di Wenders.
Un tragitto breve ma obbligatorio è quello dell’ascensore all’aperto, l’Elevador de Santa Justa: un’opera di oltre un secolo fa, che porta dal cuore della Baixa a uno spettacolare belvedere e poi al Largo do Carmo, dove in poche ore di psicodramma i militari riuscirono a esautorare il dittatore Caetano, in quel memorabile 25 aprile 1974, una data che crea un naturale gemellaggio fra Portogallo e Italia.

statua-di-Pessoa-(2)

Da lì scendete verso il quartiere storico Chiado, da poco tornato a nuova vita dopo il drammatico incendio di 25 anni fa. Il posto più affollato è il centenario caffè A Brasileira, con la statua dello scrittore Fernando Pessoa (a destra) seduto a un tavolino in mezzo alla folla di turisti, incapaci di sottrarsi alla foto di rito col  grande intellettuale, anche se in grande maggioranza lo hanno a stento sentito nominare …

Ma i mezzi di trasporto non sono finiti: se volete provarli tutti, vi mancano ancora la funivia del Parco delle Nazioni (www.telecabinelisboa.pt) e le navi che percorrono il Tago, portando con grande frequenza da Lisbona (tre fermate: Terreiro do Paço, Cais do Sodré e Belém) verso la riva sud dell’estuario.
Ovunque vi troviate, il cibo è mediamente gradevole e abbastanza o molto più economico che in Italia: a pranzo si può mangiare pesce, dall’ottimo merluzzo alle sardine, per cinque o sei euro, accompagnato da una zuppa più o meno sostanziosa.

Se trovate un ristorante di cucina alentejana, cioè dell’Alentejo, la celebre zona agricola al confine con la Spagna descritta in un famoso libro del Nobel Josè Saramago, chiedete la ricca “sopa alentejana” con brodo di pollo, pane inzuppato, pezzetti di carne e soprattutto un uovo intero, da rompere nel brodo. Non proprio dietetica se abbinata a molti altri piatti, ma ottima come monopiatto!

Anche i dolci sono ricchi e fantasiosi, non come a Napoli o in Sicilia, ma a un buon livello. E le pasticcerie sono luoghi piacevoli e frequentati, veri snodi della vita civile lisbonese. Oltre alla Confeitaria Nacional, molto famosa è anche la Pastelaria Suiza, nella centralissima piazza don Pedro IV, al centro del Rossìo.

Guarda la gallery e scopri cultura, natura e delizie di Lisbona

1Quartiere di Alcantara

2Centro di Lisbona

3Panorama dall’Elevador de Santa Justa

4Parco delle Nazioni

5Quartiere di Alcantara

6Zuppa

7Pesce

8Crepes

9Pesce con contorno

10Insalata di pollo

 

 

 

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.