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Il fascino di Napoli a Natale

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Un giro prenatalizio a Napoli non può che partire dalla strada dei pastori, quella Via San Gregorio Armeno, molto ammiccante con le sue statuine di terracotta, così evocatrici di antichi presepi, ma anche spesso grottesche rappresentazioni delle follie del nostro tempo. Comunque, anche se andate a caccia di pastori, non trascurate la vicinissima Basilica di San Lorenzo Maggiore (Via dei Tribunali 316), di origine gotica (www.sanlorenzomaggiorenapoli.it); qui Giovanni Boccaccio avrebbe incontrato Fiammetta e Francesco Petrarca dimorò nel convento annesso. Sotto questo bel complesso monumentale un’altra città si aprirà ai vostri occhi: l’antica agorà greca del IV secolo a.C. con le successive stratificazioni romane di epoca imperiale.

E ancora, nel giro di qualche metro, troverete l’ingresso a un’altra faccia della Napoli sotterranea (Piazza San Gaetano), costituita da un reticolo di cunicoli che dagli antichi Greci e Romani, passando per l’epoca borbonica e il periodo bellico del secolo scorso, sono arrivati ai giorni nostri con funzioni sempre diverse.
Se siete stanchi di girare, per mangiare avete solo l’imbarazzo della scelta; consiglio di non mancare due posti. La mitica rosticceria “Vaco ‘e press (Vado di fretta)” in Piazza Dante 87, da provare per la varietà delle sue paste cresciute, palle di riso, crocchè di patate, e altri sfizi simili. Tutto fritto, ovviamente, ma per una volta… Sempre sul versante salato, un’interessante proposta, più moderna, ma sempre tipica, è “Timpàni&Tèmpura” (Vico Quercia 17, vicino a Piazza del Gesù); trovate tutti i particolari sul sito www.timpanietempura.it.

Salerno-(7)

Ma con un’oretta di treno potete raggiungere anche Salerno, città che negli ultimi anni è diventata una meta obbligatoria nel periodo natalizio, grazie alle “luci d’artista” che la illuminano da novembre a gennaio, avvolgendola in un’atmosfera fascinosa e accogliente. Apprezzerete la piacevolezza di una città dal cuore antico, la cui lunghissima passeggiata sul mare è l’espressione più evidente della sua vivibilità e vivacità.

Salerno offre al visitatore alcune chicche tutte da scoprire, a cominciare dal sorprendente Giardino della Minerva (www.giardinodellaminerva.it), l’Hortus Sanitatis della Scuola Medica Salernitana. Antesignano degli orti botanici, questo giardino risale al medioevo, epoca in cui faceva parte del percorso formativo degli allievi della Scuola Medica, essendo ricco di piante officinali.

Nel cuore del centro storico, si ha così l’opportunità di fare una passeggiata rilassante e istruttiva; potrete anche ammirare una lunga “scalea” pergolata costruita sulle mura antiche della città, che collega i diversi livelli del giardino, dalla quale si gode uno spettacolare panorama di Salerno e del suo golfo. Insomma, proprio un bel posto che da solo varrebbe questa gita! Ma non è l’unica sorpresa: scendendo verso il lungomare dal Giardino della Minerva, ci si imbatte nel bellissimo duomo (www.cattedraledisalerno.it) risalente all’inizio del secondo millennio, rimaneggiato in epoche successive, cui danno il benvenuto a guardia dell’ingresso un leone e una leonessa mirabilmente scolpiti.

La chiesa è preceduta da un atrio con un porticato retto da colonne che riecheggiano tipologie islamiche; all’interno si possono ammirare alcuni elementi molto originali e suggestivi: dagli amboni (sorta di tribune) del XII secolo al monumento funebre della Regina Margherita di Durazzo, fino al pavimento a mosaico del transetto sempre di epoca medievale. Anche se non è l’unico monumento di pregio a Salerno, il duomo mi è sembrato un vero gioiello, peraltro poco noto e, quindi, ancor più interessante da scoprire. Dal duomo si può raggiungere agevolmente il bel lungomare dove consiglio di fare una lunga passeggiata, magari dopo avere acquistato uno squisito cono alla gelateria Nettuno, molto amata dai salernitani.

sfogliatelle-(2)

E prima di lasciare questa gradevole città non mancate una sosta alla pasticceria Pantaleone, in Via Mercanti 75-77, nata nel lontano 1868 e ospitata in un’antica cappella sconsacrata. Da guardare, fotografare e … assaggiare con parsimonia (non per il costo, che è irrisorio, ma per le calorie!) i tipici dolci campani: babà, sfogliatelle frolle e ricce, cassate di varia grandezza, struffoli, torroni e ancora molto altro, soprattutto sotto Natale.  Provare assolutamente la tipica “scazzetta del cardinale”, soffice pandispagna farcito di crema e fragoline di bosco ricoperto di glassa alla fragola che ricorda tanto il copricapo cardinalizio. In fondo è festa, per un giorno ci si può togliere qualche sfizio!

1Il corso di Salerno

2Il porto di Salerno

3Vista panoramica

4Particolari architettonici

5Chiesa

6Babà

7Cassata

8Dolci tipici napoletani

9La frittura napoletana

10Le sfogliatelle napoletane

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.