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Belgrado, viaggio nella storia

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Arte, architettura e sapori di una capitale europea che, dopo la guerra, sta lentamente ritrovando la normalità.

Questa volta vi invitiamo a conoscere una capitale importante nella storia europea, soprattutto in quella più recente: giusto 15 anni fa erano in corso i bombardamenti della Nato che riportarono alla ragione, in modo purtroppo cruento e distruttivo, il regime di Slobodan Milosevic. Da allora alcuni edifici recano ancora ben visibili i segni delle bombe, ma il resto della città è tornato quasi alla normalità. La Serbia si sta avvicinando all’Unione Europea (dove la vicina Croazia è da poco entrata a pieno titolo), e la capitale sta rimettendo in funzione i propri musei, che al momento sono in parte chiusi proprio per ristrutturazione.

museo zepter di belgrado in viaggi e assaggi

Per fortuna, nel centro di Belgrado ha aperto da poco un piccolo ma elegante museo di arte moderna e contemporanea, il primo aperto da un privato: lo Zepter raccoglie l’arte serba (allora anche jugoslava) dalla seconda metà del Novecento a oggi (www.zeptermuseum.rs). Si trova nella via commerciale più affollata ed elegante, la Knez Mihailova al numero 42.

A poche decine di metri in linea d’aria, un altro museo interessante, quello etnografico: un po’ vetusto dal punto di vista organizzativo, ma ben strutturato e con le indicazioni anche in inglese, mostra costumi tradizionali, modellini di antiche abitazioni, mobili d’epoca e altri oggetti della vita quotidiana in varie regioni della Serbia (www.etnografskimuzej.rs).

La terza raccolta visitabile è sempre a poche decine di metri in linea d’aria dallo Zepter, in una villa abitata nell’Ottocento dalla principessa Ljubica Obrenovic. Si trova in Kneza Markovića 8 e nei suoi due piani mostra – oltre alla struttura fortemente influenzata dai modelli turchi (l’Impero ottomano governò la città a varie riprese fra il 1521 e il 1867) – molti mobili dell’Ottocento, raccolti altrove e qui presentati in modo assai gradevole (www.mgb.org.rs).

Fate ancora qualche metro e vi trovate nella coeva cattedrale ortodossa di Belgrado, dedicata a San Michele Arcangelo, la cui torre campanaria cuspidata si vede a grande distanza. Mai quanto l’altra importante chiesa ortodossa di Belgrado, situata un po’ agli antipodi, in una zona dove spicca per la sua mole imponente: mi riferisco alla incompiuta (dopo oltre un secolo, un po’ come la Sagrada Familia barcellonese di Gaudì) chiesa di San Sava, il più grande tempio ortodosso al mondo!

Rare le chiese cattoliche, una sola la sinagoga; nella Belgrado turca erano invece quasi trecento  le moschee, che per ovvi motivi sono via via scomparse, anche se a pochi metri dal centro se ne trova ancora una, settecentesca, ma attiva e corredata da una scuola islamica e da qualche negozio di cibi halal: è la moschea Bajrakli, in via Jevremova 11.

Per chi abbia seguito la storia recente dell’Europa, è certamente da vedere il Mausoleo dove è sepolto il fondatore della ormai dissolta Federazione Jugoslava. Il complesso, situato alla periferia di Belgrado in una bella zona di parchi, ambasciate e impianti sportivi, è formato dalle tombe del Maresciallo Josip Broz detto Tito e della moglie, da un museo storico e da una raccolta etnografica realizzata con i regali offerti al capo dello stato jugoslavo dalle varie repubbliche della Federazione e soprattutto dalle delegazioni di tutto il mondo che si recavano a trovarlo.

belgrado-articolo-2-fortezza

Andando ancora un po’ indietro nel tempo, le vicende storiche degli ultimi sei o sette secoli  hanno regalato alla città un bellissimo e vastissimo castello, corredato di ampie zone verdi sia al suo interno che all’esterno. L’area della Fortezza rappresenta per la capitale serba il polmone verde, quello che Villa Borghese è per Roma o il Central Park per New York: il luogo ideale per portare i bambini a giocare o per dare appuntamento alla fidanzata. Ma la Fortezza è anche il riferimento per i nazionalisti, che possono ammirare il Museo Militare ospitato in alcuni bastioni, e perfino per i fedeli della Chiesa ortodossa , che sulle pendici del colle, scendendo dal castello verso il Danubio, trovano due chiese affiancate, una delle quali abbastanza suggestiva e arricchita da una fonte considerata santa.

Affacciandosi dai bastioni del castello, la prima cosa che si ammira è il lungofiume: zona nella quale, al primo accenno di bel tempo, i belgradesi si riversano con piacere, perché è un’area che permette di pedalare su una lunga pista ciclabile, di mangiare nei locali galleggianti, di frequentare campi da tennis e altri impianti sportivi (la Serbia è terra non solo di cestisti e calciatori, ma anche di grandissimi tennisti!) . Non solo, ma oltre che dal Danubio Belgrado è bagnata dalla Sava, che nel primo confluisce, rendendo ancor più spettacolari le vedute del fiume, sia dalla riva che dall’alto dei bastioni. Sempre che non ci sia troppa foschia…

A un certo punto del percorso lungo il fiume, vedrete delle vecchie installazioni portuali: era il porto fluviale, ora in via di rapido cambiamento. L’approdo  per le navi che effettuano crociere lungo il Danubio è stato rimodernato, mentre i vecchi magazzini, dopo anni di abbandono, sono ora quasi tutti stati riconvertiti in ristoranti alla moda, per lo più di cucina italiana o spagnola.
Se invece volete fare un salto sull’altra riva, a vedere i grattacieli di Novi Beograd o, ancora un po’ oltre, le decine di ristoranti sul lungofiume di Zemun, vi conviene prendere un taxi (economico) o un autobus (ancora più economico).

Anche in questo caso, la cosa è più semplice del previsto e dimostra l’efficienza del trasporto pubblico, decisamente superiore alla media italiana pur costando la metà (un biglietto si paga circa 60 centesimi di euro).  Anche vitto e alloggio,del resto, sono a buon mercato, e hanno fatto di Belgrado una meta di turismo giovanile e low cost, che da vari anni registra costanti aumenti delle presenze, tanto che proprio nelle scorse settimane la capitale serba è entrata nella ristretta lista delle località che avranno un boom turistico nel 2014, secondo la guida Lonely Planet.

Gli alberghi di Belgrado sono buoni e non troppo cari: oltre al Moskva, centralissimo e rimodernato da poco (www.hotelmoskva.rs) , ci sono l’ultramoderno e modaiolo Square 9 (www.squarenine.rs) , oppure il poco appariscente ma funzionale  Life Design, fornito di una piccola ma piacevole spa. La colazione non è niente di che, ma l’albergo è molto centrale e il personale cortese e pronto a dare una mano (www.lifedesignhotel.rs).

belgrado-cibo-3

Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta, sia come prezzi che per il tipo di pietanze; se preferite provare qualche piatto locale classico, con buone probabilità di appesantirvi per qualche ora…, potete provare un’ antica kavarna a due passi dalla cattedrale ortodossa e dal Palazzo della Principessa Ljubica: è riconoscibile per un punto interrogativo che è di fatto il suo nome, ed è molto simpatica se non fosse per un problema peraltro comune a quasi tutti gli altri locali pubblici: nonostante una legge antifumo simile a quelle di tutta l’Europa, qui hanno trovato scappatoie ed esenzioni di ogni genere, e dunque si fuma quasi ovunque, per giunta con l’avallo della legge!

Ottima, sul versante tradizionale e ipercalorico, anche la trattoria Jevrem, sulla centrale via Jevremova al numero 36: si entra nel palazzo e si sale in un ampio appartamento-ristorante al primo piano. Anche in questo caso, come nel precedente, il conto è molto contenuto, sui 15-20 euro.

Fra i locali più alla moda, si va dal Tribeca di Kralja Petra 20 (www.tribeca.rs) al giovanilista e vivacissimo Smokvica (Il Fico, che è l’albero piantato al centro del giardino antistante, sulla via Molerova 33;(www.smokvica.rs), fino a un altro curiosissimo appartamento trasformato in ristorante vegetariano, il Radost Fina Kuhinjica. Arrivarci è una piccola caccia al tesoro: BET.a cento metri dalla Cattedrale ortodossa e dalla Ambasciata francese, nella via Pariska 3, trovate un portone, entrate nel corridoio e girate sulla destra, dove il primo appartamento che vi appare è appunto il locale in cui un gruppo di simpatici e volenterosi ragazzi prepara, in una cucina di pochi metri quadri, piatti semplici e leggeri, un po’ fusion, tutti rigorosamente per vegetariani o per vegani, ovviamente a prezzi molto onesti.

Infine, il Supermarket nella Visniceva al 10: un locale di design, molto alla moda, che realizza in un piccolo spazio il concetto che il nostro Eataly sta diffondendo in tutto il mondo, cioè la fusione fra vendita di prodotti agroalimentari di una certa qualità e ristorazione. Sulle pareti scaffali pieni di vini, oli e pacchi di pasta in vendita; al centro, un lungo bancone per il bar e una piccola cucina che serve pasti caldi e ben fatti, a un pubblico disposto a spendere qualcosa in più, anche per usufruire del wifi o dei giornali a disposizione (www.supermarket.rs).

Arte, architettura, cultura e sapori di Belgrado

1Belgrado di notte

2Centro della città

3Passeggiata del lungomare

4Interno del museo

5Palazzo del comune

6Architettura tipica di Belgrado

7Dolce tipico

8Insalata di polpo

9Piatto tipico di carne

10Piatto tipico di pesce

 

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Dottoressa in editoria e giornalismo, collaboro con Melarossa occupandomi della rubrica di moda curvy, con una posta dedicata, della rubrica di bellezza, di quella dei testimonial e della pagina Instagram di Melarossa. Scrivo articoli anche per altre sezioni del sito, insomma scrivo, scrivo e adoro farlo. Mi piace uscire, viaggiare, fare shopping, leggere, bere e mangiar bene, insomma tutto ciò che ruota intorno allo star bene con se stessi e con gli altri.