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Sai come scegliere il pesce in scatola?

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consigli acquisto pesce in scattola

Tonno, sardine, sgombri, alici, persino salmone e pesce spada: la scelta di prodotti ittici in scatola che trovi al supermercato è davvero ampia. Sì, perché si tratta di conserve molto pratiche e gustose, e pertanto molto apprezzate dai consumatori, che non rinunciano a portarne in tavola almeno una a settimana (a fronte di un calo del 7%, registrato nel 2014, sul consumo di pesce fresco).

Ma cosa contengono queste pratiche scatolette di pesce e come scegliere i prodotti migliori?

C’è da dire, prima di tutto, che la stragrande maggioranza del pesce che viene lavorato e inscatolato in Italia arriva da mari esteri, non tanto per una questione di costi, ma soprattutto perché le specie più adatte all’industria conserviera non nuotano nei nostri mari: e così, ad esempio, il tonno proviene principalmente dalla Spagna e dall’India e lo sgombro arriva il più delle volte dall’Irlanda e dall’Islanda.

Proprio sull’indicazione di provenienza in etichetta ci sono delle il regolamento n.1379 del 2013, che obbliga le aziende a riportare sull’etichetta del pesce in scatola la zona di cattura e anche la modalità di pesca. Puoi quindi sempre da dove arriva il pesce in scatola che mangi.

Tuttavia c’è da considerare che le confezioni prodotte prima di questa data potrebbero essere prive di queste informazioni, e quindi continueremo a trovarle nei supermercati fino a che non verranno smaltite. Un’altra informazione importante da cercare in etichetta, per scegliere il prodotto migliore, è il tipo di olio utilizzato: preferisci l’olio d’oliva rispetto all’olio di semi.

Orientati poi sui vasetti di vetro: costano un po’ di più rispetto alle confezioni in latta, ma almeno possiamo controllare a vista il prodotto all’interno, che deve essere integro e totalmente ricoperto da olio limpido. Se invece l’olio risulta torbido e ricco di “briciole” di pesce, allora il prodotto è di qualità scadente.

Nel caso in cui decidessi comunque di acquistare la classica scatoletta, accertati che non sia ammaccata o scalfita, altrimenti c’è il rischio di rilascio di metalli che vanno a contaminare il pesce all’interno.

La differenza tra confezione di vetro e di latta è importante anche per la conservazione: infatti, se avanza del pesce in vetro, puoi lasciarlo lì, ricoprendolo con dell’olio extravergine di oliva. Nel caso della latta, invece, è necessario trasferire il prodotto avanzato in un barattolo di vetro.

Claudia Manari

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