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Credere a Babbo Natale: fino a quando?

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Fino a quando credere a Babbo Natale?

Quante volte noi genitori ci siamo chiesti fino a che punto bisogna spingersi nel trasfigurare la realtà con spiegazioni e interpretazioni dal sapore magico certo, ma poco coerenti con il vero funzionamento delle cose? In altre parole, fino a quando i nostri figli possono credere a Babbo Natale e noi possiamo continuare a raccontargli che i regali li porta lui e che i bambini nascono sotto ad un cavolo?

Visto che il Natale è alle porte, abbiamo chiesto alla nostra psicologa Stefania Fiacchi di aiutarci a capire.

Babbo Natale. Una bugia che aiuta a crescere?

La questione di come e quando svelare ai bambini che Babbo Natale non esiste non deve assolutamente diventare un problema. È vero, si tratta di una bugia, ma è una bugia buona. Dobbiamo ricordare sempre l'importanza che riveste questa figura per i bambini che si approcciano ad essa con fantasia, entusiasmo e soprattutto purezza.

Fino a che età si può credere a Babbo Natale?

Direi che non c’è un’età giusta per svelare questo segreto e che ogni bambino ha i suoi tempi e questi vanno rispettati. L’importante è sintonizzarsi sui nostri bambini e sui loro bisogni.  Potranno credere a Babbo Natale sino a quando ne avranno bisogno e diventeranno più ricettivi agli stimoli esterni che svelano il segreto, solo nel momento in cui saranno pronti a crescere. I bambini possono credere a Babbo Natale anche fino a 8- 9 anni, anche se oggi i tempi si sono molto accorciati.

È compito esclusivo dei genitori dire la verità su Babbo Natale oppure è meglio che la notizia arrivi da coetanei o bimbi più grandi?

Noi genitori abbiamo il compito di accompagnare i figli verso la comprensione di questa realtà, rispettando i loro tempi e la loro curiosità senza imporre alcuna crescita o verità assoluta. In ogni caso, se il bambino chiede spiegazioni perché ha sentito qualcosa da i suoi amichetti o da adulti, l'importante è sempre rispettare il suo momento di sviluppo.

Se è molto piccolo (dai 3 ai 5-6 anni) dobbiamo tranquillizzarlo sulla esistenza di questa figura perché per lui è importante crederci. Potremmo ad esempio dire “certo Babbo Natale esiste, ma qualche volta si fa aiutare dai genitori perché deve portare molti regali”, visto che un bambino di quell'età non ha ancora sviluppato un pensiero di tipo logico.

Per un bambino in età scolare, che magari ha ricevuto informazioni dall'esterno, è invece importante dire la verità altrimenti c’è il rischio che possa essere deriso dai compagni e che sperimenti vergogna e delusione. Se chiede spiegazioni ed è in grado di abbandonare quella fantasia, allora possiamo confermare la realtà con dolcezza. A questa età un bambino è perfettamente in grado di capire che le renne e la slitta non volano e che sarebbe impossibile per un uomo da solo portare regali a tutti i bambini del mondo in una sola notte!

Qual è la strategia migliore per far capire ai propri figli che i regali li comprano mamma e papà?

I bambini, anche se capiscono molto presto la differenza tra finzione e realtà (gioco simbolico del “come se”), hanno bisogno della fantasia. Questo bisogno si trasforma e rimane in modo diverso anche nell’adulto, quindi la questione è passare da un Babbo Natale considerato “vero” ad un Babbo Natale “idealizzato”, legato ai desideri di ognuno di noi e simbolo del Natale.

Nel momento in cui  confermiamo al bambino la fatidica verità, possiamo spiegare che anche per noi adulti è importante sognare e avere dei desideri da realizzare. Anche ai grandi piace pensare che nel Natale ci sia qualcosa magico e la figura e i riti legati a Babbo Natale fanno parte di questa magia!

 

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