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Fabbisogno energetico
Il fabbisogno energetico viene definito come l’apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di individui che mantengano un livello di attività fisica sufficiente per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica e che abbiano dimensioni e composizione corporee compatibili con un buono stato di salute a lungo termine. Nel caso di bambini o di donne in gravidanza o allattamento, il fabbisogno deve comprendere la quota energetica necessaria per sostenere la deposizione di nuovi tessuti  o per la secrezione di latte

Fabbisogno energetico in gravidanza

I migliori esiti per la gravidanza (minore mortalità e morbosità perinatale) si ottengono quando il peso del neonato è compreso tra 3,5 e 4 kg. Il basso peso alla nascita, determinato da un ritardato accrescimento intrauterino del feto o da un  parto pretermine determinano un rischio relativo di mortalità neonatale significativamente più elevato. Il peso neonatale è direttamente correlato, oltre che con l’incremento di peso della donna durante la gravidanza, anche con l’IMC della donna all’inizio della gestazione. Ciò implica che l’incremento auspicabile di peso delle gestanti e il loro fabbisogno aggiuntivo di energia devono essere determinati individualmente e differiscono in funzione dell’IMC pre-gravidanza. E’ quindi importante sottolineare che le donne sottopeso all’inizio della gravidanza necessitano di quantità di energia superiori a quelli delle donne che iniziano la gravidanza in condizioni di peso ottimale o in sovrappeso. Le prime infatti  (IMC < 18,5 kg/m2) dovrebbero essere incoraggiate ad aumentare il loro peso di  12,5-18 kg, le normopeso  (18,5 kg/m2 < IMC < 25 kg/m2) di 11,4-16 kg (0,5 kg / settimana nel 2° e 3° trimestre) e le sovrappeso (IMC > 25 kg/m2) di 7-11,5 kg. Nelle donne obese (IMC > 30 kg/m2) il guadagno di peso raccomandato è di 7 kg. La gestante con età inferiore a 20 anni dovrà essere incoraggiata al guadagno di peso verso i limiti superiori delle raccomandazioni e la donna di bassa statura (<157 cm) verso i limiti più bassi delle raccomandazioni. Nella gravidanza gemellare il guadagno di peso consigliato è di 16-20,5 kg (750 g/settimana nel 2° e 3° trimestre)

Fabbisogno energetico della donna che allatta
Il fabbisogno energetico supplementare legato all’allattamento materno è ovviamente proporzionale alla quantità di latte prodotto. Il valore energetico medio del latte umano è di 65-70 kcal/100 g, valore cui va aggiunto il costo energetico dovuto alla sintesi del latte stesso, applicando un tasso di efficienza pari all’80%

Ferro
Il ferro è un costituente essenziale dell’emoglobina e conseguentemente permette il trasporto dell’ossigeno ai tessuti. E’ quindi essenziale in molti processi connessi al metabolismo energetico, e permette l’attività di importanti sistemi enzimatici.
Carenze di ferro determinano innanzitutto anemia sideropenica, e hanno ripercussioni negative anche su molti sistemi e meccanismi biologici (termoregolazione, sistema immunitario, sistemi di neurotrasmissione cerebrale).
Il ferro lo troviamo essenzialmente nel fegato, nella carne e nei pesci. Molti vegetali sono ricchi in ferro (legumi, cereali, vegetali a foglia verde scuro) ma è essenziale ricordare che il ferro di origine vegetale viene assorbito in quantità minima nell’intestino e conseguentemente è solo in minima parte utilizzabile dall’organismo umano; l’assorbimento migliora in presenza di vitamina C

Folacina  (acido folico)
La folacina ha un ruolo fondamentale nel metabolismo degli aminoacidi,  nella sintesi degli acidi nucleici e nell’emopoiesi (formazione del sangue) e svolge un ruolo essenziale in molte reazioni metaboliche alle quali prende parte anche la vitamina B12.
Carenze di folacina determinano anemia megaloblastica, lingua liscia, diarrea. Frequente è la carenza di folacina nelle donne in gravidanza, il che costituisce un fattore di rischio per la comparsa della spina bifida nel nascituro.
La folacina la troviamo principalmente nelle frattaglie, nei vegetali (fagioli, pomodori, arance) nel germe di grano e nel lievito di birra

Fosforo
Gran parte del fosforo presente nell’organismo (85%) è depositato nelle ossa, il rimanente 15% è situato nei tessuti molli e nei liquidi extra-cellulari nei quali riveste un ruolo strutturale (fosfolipidi) e un ruolo funzionale (fosfati) nel metabolismo intermedio e in una serie di composti adibiti al trasporto di energia e alla trasmissione intracellulare di messaggi ormonali. L’ampia diffusione del fosforo negli alimenti rende assai rara l’evenienza di carenze di fosforo per insufficiente apporto alimentare

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