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Magnesio
Il contenuto corporeo di magnesio nell’organismo adulto è di 20-28 gr. circa. Il 60% è presente nelle ossa, il 39% nei compartimenti intercellulari e circa l’1% nei liquidi extracellulari. Il magnesio svolge un ruolo essenziale in un grandissimo numero di importanti reazioni cellulari, rientra nella regolazione dell’attività nervosa e muscolare, partecipa al metabolismo scheletrico e dei grassi e alla costruzione delle proteine

Metabolismo di Base
Rappresenta la somma dell’energia utilizzata per compiere i lavori interni necessari all’organismo (sintesi e/o degradazione di vari costituenti cellulari, cicli biochimici, pompe ioniche,  turnover proteico, ecc.). In un individuo adulto sano e sedentario il MB incide per circa il 65-75% del dispendio energetico totale. I consumi energetici basali sono da attribuire principalmente all’attività della massa magra dell’organismo. In particolare, fegato, cervello, cuore e reni, pur rappresentando solo approssimativamente il 6% del peso corporeo, sono responsabili del 60-70% del MB, mentre la massa muscolare (circa il 40% del peso corporeo) incide per il 18-20% sul MB. Il MB di un adulto è quindi determinato dal peso e dalla composizione  corporea, oltre che dall’età e dal sesso. Gli  uomini hanno generalmente una massa magra maggiore delle donne. Con l’avanzare dell’età, sia nell’uomo che nella donna,  si verifica  una progressiva perdita di massa magra e un aumento del grasso corporeo. Di conseguenza, il MB per kg di peso corporeo è più basso nelle donne rispetto agli uomini e declina nell’anziano. Altri fattori quali stati di tensione nervosa, innalzamento della temperatura corporea, la temperatura ambientale, il tipo di dieta, possono concorrere a modificare  il dispendio energetico di base. Inoltre, crescita e condizioni fisiologiche particolari come allattamento e gravidanza, determinano un incremento del dispendio energetico basale,  a causa del costo energetico della sintesi e deposizione di nuovi tessuti

Morbo celiaco o celiachia
E’ una malattia cronica che provoca una intolleranza al glutine (una proteina contenuta nel frumento, nell’orzo, nella segale, nell’avena, e assente nel mais e nel riso). Nelle persone affette da celiachia il glutine esercita una azione tossica sull’intestino, compromettendo l’assorbimento degli alimenti e lo stato di nutrizione. Non si può guarire dalla malattia, ma si può controllarla molto bene eliminando per tutta la vita dalla dieta gli alimenti che contengono il glutine presente nel grano, segale, orzo, avena e triticale (un misto di grano e segale)

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