Problemi coniugali e solitudine

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A volte la vita ci presenta numerosi assalti senza quasi darci il tempo di riprendersi, ogni volta, dal “trauma” precedente. Da un certo punto di vista è comprensibile che il cibo sia l’unica fonte di gratificazione, ma il problema è che mangiare troppo fa male alla salute e alla lunga anche alla psiche perché scatta la rabbia, il senso di colpa, la frustrazione per non essere riusciti a fermarci e questi sentimenti diventano nuovi attivatori della ricerca di cibo: un circolo vizioso senza fine.

Il primo lavoro da fare è comprendere che il cibo serve solo per nutrirci quando abbiamo la fame fisiologica e non quando abbiamo la così detta la smania di cibo, anche se la voglia è tanta. In questi casi bisogna fare così: innanzitutto, programmare di fare 3 pasti principali e 2 spuntini, ad orari prefissati. Al di fuori dei quali non bisogna mangiare.

Quando sentiamo la voglia smaniosa di mangiare fuori pasto, dobbiamo ripetere a noi stesse che questo non ci fa bene. Il secondo step è fare qualcosa che ci distragga da quel pensiero (chiamare un’amica, leggere qualche pagina di un libro, mettere in ordine un cassetto, andare a camminare…) per almeno 5 minuti. È necessario fare così tutte le volte che la smania arriva. In questo modo presto ci accorgeremo che la smania di cibo si presenta sempre meno e saremo più padroni della nostra alimentazione.

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