Come evitare di mangiare di notte

  1. Home
  2. Wiki di Melarossa
  3. Salute
  4. Psicologia
  5. Come evitare di mangiare di notte

La sindrome da alimentazione notturna si verifica se il soggetto:

  • salta la colazione 4 o più giorni a settimana.
  • consuma più del 50% delle calorie giornaliere dopo le 19.
  • ha difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentato per 4 o più giorni a settimana.

Se siamo convinti che sia il nostro caso, ecco buona parte delle indicazioni che Riccardo Dalle Grave, responsabile scientifico dell’AIDAP, suggerisce per gestire efficacemente l’alimentazione notturna.

Come gestire efficacemente l’alimentazione notturna

  • Strutturare i pasti durante il giorno. Pianificare un’alimentazione che preveda una colazione un pranzo, una merenda e una cena regolari, in modo da assumere più calorie nella prima parte della giornata. È fondamentale anche eliminare il caffè e le bevande contenenti caffeina. Inoltre, non bisogna assumere alcool prima di andare a dormire: entrambe queste sostanze possono, infatti, disturbare il sonno.
  • Cercare di avere delle giornate non troppo stressanti. Lo stress, infatti, sembra essere uno dei più importanti fattori implicati nell’alimentazione notturna. Una buona strategia per ridurre lo stress è quella di adottare uno stile di vita attivo. Può essere utile imparare qualche esercizio di rilassamento.
  • Migliorare l’igiene del sonno. Cercare di rilassarsi prima di andare a dormire, fare degli esercizi di rilassamento, di stretching oppure leggere un buon libro. Cercare di non lavorare la sera dopo cena. Non usare il computer o altri mezzi che possono aumentare la tensione. Evitare di andare a letto fino a che non ci si sente assonnati (soprattutto se si soffre di insonnia iniziale). Cercare di non sforzarsi troppo per addormentarsi. Cercare di avere delle aspettative realistiche sul sonno: accettare di avere due o tre risvegli per notte, non dare troppa importanza al sonno e non catastrofizzare se si passa una notte in bianco. Imparare a tollerare un po’ di più gli effetti di un sonno disturbato.
  • Ridurre gli stimoli alimentari che favoriscono l’alimentazione notturna. Ad esempio la presenza in casa di cibi ipercalorici e ricchi di grassi che non richiedono una preparazione per essere consumati.
  • Ridurre gli stimoli non alimentari che favoriscono l’alimentazione notturna. Ad esempio la noia, gli intrattenimenti passivi (es. guardare la televisione). Programmare delle serate in compagnia o con intrattenimenti attivi (leggere un libro, andare al cinema, chiacchierare con la famiglia, ecc).

Questo articolo è stato utile?

Articoli correlati