Come gestire il pensiero ossessivo del cibo?

Contrariamente a quanto si crede, quando decidiamo di non pensare ad una cosa succede proprio che ci pensiamo ancora di più. Dobbiamo dedurne che è una tecnica del tutto controproducente.

Si può però modificare un modo di pensare in modo che sia più utile e produttivo per il nostro scopo. Per quanto riguarda l’alimentazione, quando ci assalgono pensieri tentatori come “ora devo assolutamente mangiare questo cibo”, “non posso resistere” e così via, si può effettuare la cosiddetta ristruttutazione cognitiva.

Una tecnica che produce un cambiamento a lungo termine, a patto che sia esercitata quotidianamente. Tutte le volte che i pensieri controproducenti si affacciano alla mente, si deve mettere in pratica.

Per far questo si sostituisce il pensiero “incriminato” del momento con un pensiero più funzionale come ad esempio “è bene per me che resista a questa tentazione. Posso aspettare fino al prossimo pasto o spuntino”, oppure “la fame non è un emergenza, posso aspettare”. O, ancora “ho buoni motivi per perdere peso, posso resistere e dopo sarò contento per averlo fatto e la bilancia ci guadagnerà”.

Last Update: 9 Maggio 2020  

Floriana Ventura  Psicologia
Floriana Ventura

Floriana Ventura

Psicologa clinica e psicoterapeuta, ho frequentato la scuola di specializzazione quadriennale conseguendo il titolo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale. Mi occupo del benessere psicologico, di gestione del peso corporeo e degli ostacoli psicologici collegati ad esso, della sfera dei disturbi d’ansia e degli attacchi di panico, ma anche di problemi legati all’insonnia. Per Melarossa rispondo alle domande degli utenti nella sezione psicologia.

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