Cosa mangiare per non alterare l’effetto di un farmaco anticoagulante?

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Durante il trattamento farmacologico con un farmaco anticoagulante, come ad esempio il Coumadin, nessun alimento è considerato “proibito” di per sé. Non è necessario quindi seguire diete specifiche. Il farmaco che prendiamo come esempio, ovvero il Coumadin, è un farmaco anticoagulante orale, la cui azione è basata sull’interferenza con la vitamina K, indispensabile per l’attività di alcune sostanze (fattori di coagulazione) che intervengono nel processo di coagulazione. L’effetto svolto da Coumadin viene ostacolato dalla vitamina K presente in alimenti, integratori o in altri farmaci. I cibi maggiormente ricchi di tale vitamina sono principalmente alcuni tipi di verdura (in particolare gli ortaggi a foglia verde), frutta, cereali, ma anche alcuni cibi di origine animale (di seguito elencati in maniera più approfondita). Essa viene in parte direttamente prodotta dalla flora batterica presente nel nostro intestino; questo ci permette di averne sempre la quantità adeguata, e in parte viene assunta con la dieta.

Se si segue un regime alimentare regolare, equilibrato e soprattutto vario, è estremamente raro avere una carenza di vitamina K e quindi determinare irregolarità di risposta agli anticoagulanti a causa della dieta. Per tali ragioni non è necessario abolire o ridurre l’assunzione di verdura e frutta, ma è importante prestare attenzione ad alcuni accorgimenti comportamentali e nutrizionali per non compromettere l’effetto del farmaco. Ciò che è opportuno fare è assumere quotidianamente, attraverso la dieta, un quantitativo di vitamina K costante.

L’alimentazione deve essere regolare per qualità, quantità ed orari. Sono da consumare con moderazione tutti i cibi che possono interferire con la coagulazione, riducendo o amplificando l’azione del farmaco. Non devono essere necessariamente diminuiti o aumentati o addirittura eliminati dal proprio regime dietetico. Questi cibi infatti, specialmente le verdure, sono in grado di aiutarci a non aumentare di peso e a preservare l’equilibrio intestinale, regolarizzandolo. Sono ricchi di vitamine e sali minerali, elementi indispensabili per il benessere del nostro corpo e permettono di diminuire il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Raccomandazioni comportamentali generali:

  • Rivolgersi sempre al proprio medico curante per qualsiasi dubbio o perplessità relativo al proprio stato di salute e alla propria alimentazione. Le indicazioni qui fornite sono di carattere generale e non intendono sostituire il parere dello specialista.
  • Avere una routine regolare, sia rispetto alle abitudini alimentari e che all’attività fisica, non eccessivamente intensa (preferibilmente di tipo aerobico). Questo permette al medico curante di non dover modificare il dosaggio del farmaco troppo frequentemente.
  • Seguire le indicazioni per una corretta alimentazione nella popolazione generale relative all’assunzione di adeguate porzioni di frutta e verdura, alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, e di bevande e alimenti ad elevato indice glicemico.
  • Variare il più possibile l’alimentazione, così da introdurre tutti i macro e micronutrienti necessari per il benessere del nostro organismo.
  • Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in vitamina K.
  • Non fumare: la sigaretta ha un elevato contenuto di precursori della vitamina K.
  • Rendere lo stile di vita più attivo, abbandonando la sedentarietà (es. evitare l’uso dell’ascensore e fare le scale a piedi, camminare almeno 30 min/die).

Alimenti da consumare con moderazione:

  • Bevande alcoliche: interferiscono con la metabolizzazione epatica degli anticoagulanti. L’alcool è una sostanza tossica per il nostro organismo, quando viene assunto aumenta l’effetto dei farmaci anticoagulanti poiché rallenta la loro eliminazione. Inoltre, l’assunzione protratta ed eccessiva di alcool causa un danno delle cellule epatiche che contribuiscono alla sintesi dei fattori della coagulazione. Tuttavia, se l’alcool viene consumato con moderazione, non è dannoso per la nostra salute. L’assunzione, anche occasionale, di quantità elevate può invece essere nociva.
  • Alimenti ad alto contenuto di vitamina K (>100 mcg/100gr) devono essere consumati occasionalmente, in quantità ridotte e mai associati tra di loro:
  1. Verdura: arugula (rucola e rughetta), cicoria, lattuga e altra insalata verde, indivia, sedano, spinaci, crescione, bietole, broccoli, cavolo, cavoli ricci, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, radicchio, verza, mostarda in foglie etc.
  2. Frutta: banane etc.
  3. Tuberi: barbabietole, patate dolci etc.
  4. Cereali: grano saraceno etc.
  5. Spezie: prezzemolo, basilico, salvia, origano, timo, maggiorana, erba cipollina, pepe essiccato, coriandolo essiccato, chiodi di garofano etc.
  6. Condimenti: maionese, margarina etc.
  7. Olio di soia, ma anche i germogli di soia.
  8. Bevande: tè verde e tè nero, talvolta il succo di carota in scatola.
  • Alimenti a medio contenuto di vitamina K (30-100 mcg/100gr) da assumere non più di due
    volte alla settimana in quantità limitate e mai associati tra di loro:
  1. Verdura e ortaggi: porri, sedano, asparagi, cavolo rosso etc.
  2. Frutta: kiwi, avocado, prugne secche, frutta secca (soprattutto pistacchi) etc.
  3. Legumi: piselli, soia etc.
  4. Cereali integrali (es. pasta, riso, crusca, farine, polenta etc.).
  5. Semi: semi di zucca, pinoli etc.
  6. Carni: fegato (bovino o suino).
  7. Tuorlo d’uovo.
  8. Tonno sott’olio.
  9. Condimenti: condimenti per insalata (es. aceto) etc.
  10. Olio di mais, arachidi, olio extravergine di oliva.
  11. Bevande: caffeina (es. caffè, Red Bull, cola, etc.), succo di mirtillo e di pompelmo (da verificare leggendo l’etichetta del prodotto).

Alimenti consentiti e consigliati:

  • Alimenti a basso contenuto di vitamina K (< 30 mcg/100gr) come:
  1. Verdura: melanzane, carote, zucchine, cetrioli, ravanelli, peperoni verdi, funghi, pomodori, finocchi (la cottura del pomodoro e del finocchio diminuisce significativamente il loro contenuto in vitamina K) etc.
  2. Frutta: agrumi, uva, pere, albicocche, mele, ciliegie, pesche, melone etc.
  3. Legumi: ceci, fagioli, lenticchie etc.
  4. Cereali: pasta, riso, pane, crackers, mais (non integrali) etc.
  5. Pesce: crostacei (es. gamberi, astice, aragosta, granchi etc.), molluschi (es. ostriche, seppia, calamaro, polpo etc.), tonno al naturale.
  6. Carne: maiale, manzo, pollame scelto nelle parti più magre e private del grasso visibile. Da cucinare con metodi cottura semplici (es. al forno, in umido, al cartoccio etc.), senza aggiungere grassi o troppi condimenti (es. fritture etc.).
  7. Affettati: da consumare con moderazione, preferibilmente quelli più magri (es. bresaola, prosciutto cotto o crudo) privati del grasso visibile.
  8. Albume d’uovo.
  9. Latte: da consumare almeno una porzione al giorno, da preferire quello parzialmente scremato.
  10. Formaggi: freschi e stagionati (2 volte a settimana come secondo piatto), rispettando la porzione di 100 g per i formaggi freschi (es. mozzarella, certosino etc.) o 50 g per quelli stagionati (es. parmigiano, grana etc.)

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